Il caratteristico ritmo “in levare”, tipico del reggae jamaicano, è il marchio di fabbrica di Giuliano Palma, soprannominato dai fan “The King” per le sue eccellenti doti vocali, che oggi torna nei negozi  il nuovo progetto Groovin’(Universal), anticipato dal trascinante singolo Bada Bing in cui il cantante duetta con l’astro nascente del pop Cris Cab, il cui album di debutto è stato curato da Pharell Williams, il Re Mida del music biz.

Prodotto e arrangiato da Giuliano Palma, Fabrizio Ferraguzzo, Riccardo Di Paola e dedicato alla memoria di Carlo Ubaldo Rossi, Groovin’ è un coinvolgente viaggio attraverso le reinterpretazioni di brani italiani e internazionali di diverse epoche , esaltate dalla voce ricca di soul di Giuliano. In Splendida Giornata di Vasco Rossi, Palma duetta con Fabri Fibra, in I say I’ sto cca di Pino Daniele con Clementino e nella goiocosa Don’t go breaking my heart di Elton John con Chiara Galiazzo.

Molto interessanti le versioni di You’ll never walk alone di Rodgers/Hammerstein, adottato come inno ufficiale dai tifosi del Liverpool,  I’m in the mood for love, brano del 1935 portato al successo da Louis Armstrong e Groovin dei Young Rascal che dà il titolo a tutto l’album.

Giuliano, in Groovin' ritroviamo quello che tu hai definito il gioco delle cover: con quale criterio scegli le canzoni italiane da interpretare?

“E’ un mix di memoria storica e passione. Sono canzoni che ascoltava mia madre e che cantava a casa, sono un pezzo della mia storia personale. Mi sono rimaste dentro e ogni tanto riemergono dal passato. Le canzoni italiane degli anni Sessanta sono quelle che mi piacciono di più, hanno melodie e arrangiamenti che non hanno nulla da invidiare alle produzioni inglesi e americane. Ti fanno venire voglia di cantare”

Com’è nata la collaborazione con Chris Cab, giovane talento scoperto da Pharrell Williams?

“Pharrell è un grande, non delude mai: dove mette le mani tira fuori delle cose perfette, come l’album di debutto di Cris Cab. Mi ha proposto la collaborazione la mia etichetta, la Universal, per affinità nelle sonorità , nel groove e nel modo di cantare. Purtroppo non ci siamo mai incontrati di persona, abbiamo registrato le parti vocali separatamente, ma il risultato è davvero buono, sono molto contento del singolo, che rappresenta bene lo spirito dell’album”

In Groovin’ spicca un’originale versione di Una splendida giornata di Vasco Rossi, con il featuring di Fabri Fibra. Che ricordo hai del concerto di Vasco che hai aperto con i Casino Royale nel 1990?

“La gola secca, la totale mancanza di saliva per l’emozione. Eravamo dei ragazzini e ci siamo trovati a suonare davanti a decine di migliaia di persone che non erano lì per noi. Eravamo forse un po’ fuori luogo: un band di ska, con brani quasi completamente in inglese, data in pasto alla folla, anche se c’erano anche alcune persone con le nostre magliette e qualche striscione per i Casino Royale. Nonostante qualche fischio, è andata bene: è stata un’emozione fortissima, che non dimenticherò mai. Una splendida giornata è una canzone che mi è rimasta nel cuore e nella mente ”.

Che cosa è per te, il groove, un termine intraducibile in italiano?

“Se cerchi il significato sul vocabolario, trovi ‘solco’, ‘scanalatura’, termini che fanno un po’ ridere. Io l’ho tradotto a modo mio come ‘presobenismo’, il groove è possessione, coinvolgimento, buonumore. Con Groovin’ voglio regalare emozioni postive in chi mi ascolta. Mi sono divertito tantissimo ad arrangiare queste canzoni, che sono pezzi di storia della musica. Nella copertina si vedono persone che hanno le spalle voltate rispetto a me: non sono i Blubeaters, di cui ho già parlato nel disco precedente, ma altri ex collaboratori che hanno perso il groove: nun glie la fanno, come dite voi a Roma”.

Qualche mese fa si è spento Black, la cui Wonderful life ha lanciato il progetto con i Bluebeaters. Che ricordo hai di lui?

“Mi spiace per la sua morte prematura. In realtà non l’ho mai conosciuto, mi piaceva tantissimo Wonderful life, una canzone strepitosa, ma di lui mi ricordo solo quella, non so se abbia avuto altri successi. E’ un testo triste, che ha scritto dopo un fatto tragico, ma è una supercanzone con un mood malinconico, a cui noi abbiamo aggiunto il ritmo in levare. E’ un brano che non può mancare nei miei concerti”.

I say I’ sto cca con Clementino è un omaggio, oltre a Pino Daniele, anche alle tue radici?

“I miei genitori sono napoletani, sono anni che vorrei incidere un disco di canzoni tradizionali napoletane arrangiate in chiave ska: le so tutte! I say I’ sto cca l’ho portata qualche anno fa come cover a Sanremo, avrei voluta inciderla con Pino, ma il featuring di Clementino è perfetto perchè, oltre a essere uno dei migliori rapper italiani, è anche un grande fan di Pino".

Come mai hai inserito nella setlist Don’t go breaking my heart di Elton John e Kiki Dee?

“Perché è un brano molto divertente, volevo inserire una canzone con un mood diverso dalle altre e Chiara è stata perfetta, ha una voce pazzesca, mi ha lasciato letteralmente a bocca aperta”.

L'emozionante You’ll never walk alone farà contenti i tifosi...

"E’ un tributo al mondo del calcio, sono appassionato di Premier League e tifo per l’Arsenal. Non è solo l’inno del Liverpool, ma una canzone universale. L’ha cantata chiunque, da Frank Sinatra in giù, però una versione reggae non c’era ancora. Mi piace un casino".

Hai mai pensato di pubblicare un album di cover dedicato a un solo artista  o a un solo gruppo?

“In realtà no, ho paura che sarebbe noioso anche se, ora che mi ci fai pensare, non mi dispiacerebbe incidere un disco con soli brani dei Beatles e di Pino Daniele, due degli artisti che amo di più”.

Le date(in aggiornamento) del Groovin’ Tour di Giuliano Palma: 1 luglio Torino; 23 luglio Palmanova (UD); 10 agosto Attigliano (TR); 17 agosto Palazzo S. Gervasio (PZ); 23 agosto Oliena (NU); 27 agosto Roseto (TE); 28 agosto Budoni (OT); 1 settembre Staranzano (GO); 2 settembre Venezia; 17 settembre Isola del Giglio.

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