Musicista, produttore, ingegnere del suono, Alan Parsons si è trovato più volte all'incrocio con la storia della musica. A 19 anni era in studio con i Beatles per l'album Abbey Road (collaborò anche a Let it be).

Era sempre lui sul tetto della Apple Records, il 30 gennaio del 1969, giorno del leggendario concerto a sorpresa dei Beatles, l'ultima esibizione live dei Fab Four: "Indimenticabile. Ero piazzato con il mio registratore a bobine e tre metri da Paul McCartney che stava suonando su un tetto a mezzogiorno. Un'emozione difficile da descrivere".

Buona parte della sua fama è però legata al lavoro con i Pink Floyd su The Dark side of the moon e Atom heart mother: "Non ho mai interpretato il mio ruolo in maniera burocratica, io volevo che il mio apporto lasciasse il segno, che fosse, non dico decisivo, ma almeno importante. Il mio ruolo ideale, se parlassimo di cinema, sarebbe quello del regista, ma anche del cameraman" racconta a Panorama.it alla vigilia del suo tour italiano (Il 25 a Milano il 26 a Padova, il 27 a Firenze e il 28 a Roma).

Un tour che presenta una scaletta di successi tratti dalla discografia della sua creatura prog rock, The Alan Parsons Project (tra gli album cult, Eye in the sky, Pyramid, I Robot e On air e Tales Of Mystery And Imagination, un intero disco basato sull'opera di Edgar Allan Poe).

Tutti gli album di Alan Parsons sono raccolti nel boxset The Complete Albums Collection.

Ma torniamo a The Dark Side... "Roger Waters aveva la percezione che quell'album fosse davvero decisivo per la band, ma nessuno, nemmeno lui, avrebbe potuto immaginate quello che è successo dopo, ovvero 700 settimane consecutive in classifica negli Stati Uniti" racconta."Il lato oscuro della luna ha cambiato le vite dei Pink Floyd, ma anche la mia. Dal giorno successivo all'uscita dell'album il mio telefono non ha mai smesso di suonare".

Gli orologi di Time, uno dei brani capolavoro del lato oscuro della luna: "Presi in affitto un negozio di sveglie vicino agli Abbey Road Studios. Registrai per ore una sveglia alla volta e, solo alla fine, in sala d'incisione, sovrapposi tutte le suonerie fino a ottenere il suono assordante che conoscete".

Capitolo Syd Barrett: "Ero in studio con lui durante l'incisione di The madcap laughs. Era praticamente impossibile lavorare, era sempre su un altro pianeta. La cosa più triste è che per la maggior parte del tempo della sua vita non ha capito chi era e nemmeno dove fosse".

La musica nel 2015: "C'è un problema, nel senso che gli Mp3 non sono sufficienti. La gente li ascolta ma non sa che cosa si perde. L'esperienza hi-fi è davvero altro. Oggi non si ascoltano più gli album come un'opera unica. Esistono ascolti frammentari e casuali di singoli brani. Quanto ai talent show, credo che abbiano definitivamente distorto l'idea stessa di talento. Mai come in questo momento ci sarebbe bisogno di musicisti preparati di un'attitudine geniale alla musica. Altro che talent in tv...".

Per sapere come Mister Parsons lavora in studio esiste un dvd boxset chiamato Art & Science of Sound Recording: "L'ho realizzato pensando a tutte quelle persone che sono curiose, che vogliono sapere esattamente che cosa succede in uno studio di registrazione, che vogliono capire la genesi di un grande disco".

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