Tasse

Tasse comunali, arrivano i rincari

Molti sindaci hanno già deciso aumenti dell’addizionale Irpef per rimpinguare le proprie casse

(Credits: Imagoeconomica)

Forse c’era da aspettarselo. Messi alle strette tra taglia ai trasferimenti e abolizione dell’Imu sulla prima casa, molti Comuni con le casse vuote hanno deciso di puntare tutto su aumenti delle tasse ancora a disposizione. E quella che sembra in prima battuta essere stata presa di mira è l’addizionale Irpef. Si tratta di un’imposta locale tra l’altro destinata a scomparire, e dunque questa potrebbe essere l’ultima occasione per molti sindaci per sfruttare il suo gettito. E circa 2.000 Comuni, come confermano dall’Anci, avrebbero già messo mano alle nuove aliquote scegliendo di aumentarle fino al massimo consentito. Stiamo parlando di uno 0,8% che dunque andrà a incidere sulla pressione fiscale che gli enti locali eserciteranno sui contribuenti.

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Non tutti però hanno optato per aumenti indiscriminati. In alcuni Comuni infatti si è scelta la strada della gradualità, scaglionando aliquote diverse a seconda dei redditi. Una opportunità tra l’altro garantita dalla legge che però impone che gli scaglioni siano gli stessi con cui a livello nazionale si impongono le aliquote generali, ossia: fino a 15mila euro, oltre 15mila euro e fino a 28mila, oltre 28mila euro e fino a 55mila euro, oltre 55mila euro e fino a 75mila euro, oltre 75mila euro. Altro elemento che potrà essere utilizzato per appesantire o alleggerire il carico dell’Irpef comunale sarà quello della soglia di esenzione. Ci sono Comuni dove si sta decidendo di alzarla per escludere fasce deboli più ampie dal pagamento, altri (caso emblematico quello di Milano) dove invece l’asticella è stata abbassata, con il risultato che la platea di contribuenti costretti a pagare questo balzello comunale si allargherà.

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Nonostante queste prime avvisaglie per niente rassicuranti per milioni di italiani, quello che però al momento salta all’occhio è la totale indeterminatezza e indecisione in cui languono migliaia di Comuni. Anche quelli sopra citati che avrebbero fin d’ora deciso le nuove aliquote per l’addizionale Irpef infatti, attendono che a livello centrale si faccia chiarezza su quella che sarà la nuova architettura fiscale locale. In questo senso una prima data fondamentale sarà quella del 15 ottobre prossimo, quando il governo ha promesso che sfornerà tutti i particolari della nuova service tax. Non è un caso allora che l’Anci abbia ottenuto di prorogare addirittura fino al prossimo 30 novembre il termine ultimo per la chiusura dei bilanci preventivi dei Comuni e per la fissazione definitiva di tutte le aliquote e anche di tutte le tariffe di tanti servizi pubblici locali, a cominciare da bus e metro, che rischiano di subire anch’essi aumenti indiscriminati.

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Una situazione di grande confusione in cui bisogna aggiungere il caso paradossale dei cosiddetti Comuni virtuosi. Esistono infatti molti sindaci che nelle proprie casse hanno a disposizione anche ingenti liquidità che però non possono spendere a causa dei vincoli di stabilità di impronta comunitaria. Anche su questa questione il governo sarà chiamato con urgenza a fare chiarezza, definendo quali amministrazioni locali, proprio in virtù dei propri bilanci perfettamente in ordine, potranno spendere parte del proprio tesoretto. Una cosa non da poco, perché proprio queste risorse potrebbero permettere a molti sindaci di calmierare i paventati aumenti delle tasse locali. Una situazione dunque in assoluto divenire, che andrà monitorata giorno dopo giorno.

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