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Bonus mamme, perché non parte

Nonostante dovesse essere operativo da gennaio, mancano ancora i regolamenti attuativi e le richieste non possono essere soddisfatte

Doveva essere operativo dal primo gennaio 2017, eppure, a tutt’oggi, chiunque richieda all’Inps il cosiddetto bonus mamme riceve risposta negativa. A sensibilizzare l’attenzione su questa questione è stata la Repubblica che ha appunto rilevato come manchino ancora una serie di misure regolamentari che possano rendere effettivo un diritto sancito nell’ultima legge di bilancio.

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Il problema nasce dal fatto che in questi primi due mesi e mezzo dell’anno sono già tante le future mamme che si sono rivolte all’Inps appunto chiedendo le modalità di presentazione della domanda per il bonus. Per tutte loro la risposta è stata invariabilmente la stessa: non ci sono ancora i dettagli tecnici e burocratici, ovvero le circolari ad hoc, per dare avvio alle procedure di concessione del bonus.

Come funziona
Ricordiamo che il bonus mamme, secondo quanto previsto dalla legge, consiste in una sorta di sussidio di circa 800 euro, concesso a quelle donne che partoriranno o avranno superato il settimo mese di gravidanza nel 2017. A differenza però del bonus bebè, che era elargito sulla base degli indici Isee, nel caso del bonus mamme non ci sono limitazioni di carattere economico o reddituale. Questo significa che potranno richiederlo tutte le famiglie che si troveranno nelle condizioni sopra ricordate.

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Risorse stanziate
Un impegno economico di una certa rilevanza dunque, che ha spinto il governo a stanziare per questo bonus circa 600 milioni di euro solo per quest’anno. Il tutto in base a stime che prevedano possano essere circa 750mila le famiglie interessate ad ottenere il sussidio in questione. Per il momento però, come detto, sembra di trovarsi di fronte ad un vero paradosso: a differenza di quanto accaduto spesso in passato, quando si è potuto presentare domanda per eventuali bonus, ma non c’erano poi le risorse economiche per farvi fronte, in questo caso i soldi ci sarebbero, ma a mancare sono ancora le procedure burocratiche per presentare le domande.

Effetto retroattivo
In ogni caso, le donne che già attualmente fossero nelle condizioni di ottenere il bonus possono stare tranquille, perché è stato chiarito che il diritto sarà comunque retroattivo, e dunque, anche chi ora non lo otterrà per carenze regolamentari, potrà sempre farne richieste successivamente per poterlo conseguire.

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