I 3 segreti per avere successo in Silicon Valley

Selezione spietata dei migliori, impegno massacrante ed etica alla base delle performance delle aziende di San Francisco

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Vittorio Viarengo

Sui social media circolano le immagini di sale massaggi, palestre e sale gioco delle grandi aziende di Silicon Valley, insieme agli stipendi medi degli ingegneri che ci lavorano. La reazioni di molti in Italia è di invidia ed incredulità. Come fanno a sostenere questo Paese del bengodi, mi chiedono? Una risposta la dà Vittorio Viarengo in un video sui segreti del successo di Silicon Valley (in basso), consegnato su chiavetta al Presidente del Consiglio Renzi in occasione della sua visita a settembre 2014.  Viarengo è un ingegnere genovese che ha fatto carriera in imprese quali Oracle e VMware e ora, per gusto della sfida, si è reinventato nella startup MobileIron (figlio di pasticcieri, ha mantenuto la passione per il forno come testimona il suo blog vivalafocaccia.com).

Solo i migliori

Bastano pochi minuti del video per capire che i segreti si riassumono in realtà in una ricetta. Silicon Valley si basa sulla selezione darwiniana della crème de la crème degli ingegneri, quelli super-eccellenti dotati di ciascuna di queste caratteristiche: IQ stratosferico (smart), capacità di trasformare in fatti le idee (doer) e passione irrefrenabile per il lavoro (workaholic). I dirigenti passano anche il 30% del loro tempo nella selezione del personale. Lo stesso Viarengo ha avuto 16 colloqui per farsi assumere. Se manca una sola di queste caratteristiche, un candidato non entra in azienda o si vede indicare poi la porta senza complimenti. Una volta ammessi, i ragazzi ricevono obiettivi ambiziosissimi e sono lasciati a loro stessi nella scelta dei mezzi su come conseguirli. “Togliersi di torno” è il motto dei dirigenti, che danno ai giovani il compito di sbrogliare la matassa in autonomia, a prescindere dal loro grado di esperienza.

Soldi e visione

Su questo sfondo, la sala massaggi ha tutto un altro sapore. Va di pari passo coi cartelli "Non venite a lavorare se siete malati" che si vedono negli open space di Palo Alto. Si fa presto a immaginare l’ingegnere che tracolla esausto sul lettino massaggi il sabato, alla diciottesima ora di lavoro. Si contestualizza anche il valore dei compensi monetari. Sulla base della misurazione dei risultati, i più bravi ricevono cifre considerevoli: un giovane che prende 150.000 dollari di stipendio può arrivare anche a 350.000 dollari di bonus annuale. Ma il denaro non è tutto, per persone che sono già stra-motivate. Conta la possibilità di crescere in azienda con rapidità. È decisivo inoltre che i dirigenti chiariscano bene qual è la visione dell’azienda: spieghino come gli sforzi dei singoli servono a fare una differenza, a cambiare un po’ il mondo. Ci dev’essere una certa dose di idealismo a sostenere un impegno titanico.

I valori

Servono anche valori. Le aziende di maggior successo, spiega Viarengo, sono quelle in cui i dirigenti esplicitano i criteri guida dell’operato dei dipendenti, dando l’esempio in pratica. In particolare. L’integrità personale è il fattore chiave nel codice etico delle imprese di Silicon Valley. Un punto, questo, su cui concorda anche il genovese Doug Mauro Leone, partner di Sequoia Capital, che vede in capacità di sacrificio e abnegazione il pre-requisito per entrare in Sequoia: "occorre saper mettere l'azienda prima dell'ego", racconta, "qui siamo come moderni monaci." 

Per le startup e i territori in Italia che puntano a imitare il successo della California, il racconto di Silicon Valley come “distretto dell’eccellenza” è una lezione di cui tener conto.

 

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