Unioni civili tra gay come il matrimonio? No, ecco perchè

Le differenze in temini di diritti e doveri tra le due forme giuridiche di unione tra persone dello stesso stesso

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La cerimonia di iscrizione di una delle coppie gay nel registro delle unioni civili del Comune di Roma. – Credits: OLYCOM/SAMANTHA ZUCCHI

Tramite le unioni civili, le persone dello stesso sesso potranno sposarsi e avere i medesimi diritti dei coniugi eterosessuali. Ma è davvero così? La risposta è NO.

Vi sono infatti alcuni diritti e doveri che le coppie gay non hanno o non sono tenute a ottemperare. Lo Stato Italiano ha finalmente, come più volte richiesto dall’Unione Europea, legiferato in merito alle coppie di fatto e ai matrimoni gay. Sono in questo modo stati garantiti una serie di importanti diritti a tutti i cittadini italiani che convivono o che intendono sposarsi con un partner dello stesso sesso.

Può sembrare strano, ma nonostante le unioni civili siano equiparate ai matrimoni, esistono dei diritti, ma anche dei doveri, che le coppie unite tramite unione civile non hanno. Per esempio non è ottemperato l’obbligo di fedeltà. Questo significa che nonostante si sposi una persona, non si è tenuti a esserle fedele come secondo i vincoli del matrimonio tra coniugi eterosessuali. Potrà sembrare assurdo, ma è così.

Inoltre non è prevista la possibilità di separarsi, ma esclusivamente quella di divorziare. Questo significa che si potrà esclusivamente scogliere l’unione civile tramite il divorzio e non si avrà invece il diritto di metterla “in sospeso”, in attesa di una possibile futura riconciliazione, come si fa con la separazione. Va infine menzionata l’impossibilità per le coppie gay di adottare. La tanto discussa norma sulla Stepchild Adoption. Norma stralciata dal Decreto Legge e quindi mai entrata in vigore.  Tralasciando questi punti, per quello che concerne tutti gli altri diritti, ma anche doveri, le unioni civili sono pienamente equiparate ai matrimoni tra coppie eterosessuali.

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