Fumetti

'Dimentica il mio nome': Zerocalcare e i fantasmi del passato

L'avventurosa e fantastica storia della famiglia del fumettista

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Nicola D'Agostino

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Non tutti conoscono la storia della propria famiglia. Magari c'è qualche particolare che resta vago, qualcosa di cui nessuno vuole parlare, volti in delle vecchie foto che rimangono senza nome.
La nonna di Zerocalcare è una dolce signora francese elegante e acculturata, dal carattere solare quanto deciso, che con la vecchiaia e la demenza cade preda di oscure paure. Con la sua morte, il nipote inizia a porsi delle domande. A rispondere sarà la madre, con una storia tanto inattesa quanto coinvolgente.

"Dimentica il mio nome" è il quinto volume a fumetti di Zerocalcare, edito anch'esso da Bao Publishing. Il consueto mix di umorismo, pesante autoironia e introspezione viene applicato stavolta al rapporto con la propria famiglia e di conseguenza al proprio processo di crescita. Il libro risulta essere il più personale e maturo di Zerocalcare, sia per i temi trattati che per la padronanza della narrazione.

Come ci è finita a Rebibbia una raffinata dama francese allevata da aristocratici russi in esilio, che dipinge e suona il pianoforte, con la casa piena di souvenir da tutto il mondo, sola con la sua bambina? Al suo funerale sono in tanti a salutarla, ma perché tutti la chiamano con nomi diversi? Chi è quella volpe che assiste dal fondo della chiesa? E chi sono i mostri neri che vogliono ucciderla?

Zerocalcare si trova a mettere insieme i pezzi in un misto di scene d'azione, riflessione, memorie sue e della nonna. Decisivo è l'intervento della madre che, pur sempre raffigurata come Lady Cocca, esce dal suo ruolo di macchietta per rivelarsi un personaggio tridimensionale e pieno di risorse. Le sue rivelazioni gettano una nuova luce sui ricordi del figlio, che si ritrova a mettere in prospettiva il proprio vissuto sulla base di un diverso metro di paragone.

Cosa significa la ribellione? Cosa si è disposti a sacrificare per opporsi allo status quo? Cosa vuol dire vivere tutta la vita con segreti che non puoi mai rivelare a nessuno? Per Zerocalcare, incontrare questi mostri personali e rimettersi in discussione è un passaggio obbligato verso l'età adulta. Ma siccome lui è figlio della nostra era, le cose si complicano, anche se non tutti se ne sono ancora resi conto.

Pur essendo formalmente diviso in capitoletti, "Dimentica il mio nome" è il lavoro più coeso di Zerocalcare, che riesce a gestire bene digressioni e diverse linee narrative. I riferimenti culturali pop, dai cartoni animati ai videogiochi, sono sempre presenti ma accompagnano allegorie più personali e nuovi mostri. Il tutto è al servizio di una storia unica, complessa ed avvincente, che alterna scene nel presente e flashback con elementi nuovi e a rimandi e strizzate d'occhio a chi già conosce e ama personaggi immaginari (e più o meno reali) che popolano il mondo di Zerocalcare.

Dal punto grafico la maturazione dell'autore è evidente, nelle inquadrature, nella gestione dei tempi e nella scansione delle vignette, nonché nell'utilizzo del colore a fini non semplicemente decorativi. Il fumetto è quasi interamente in bianco e nero (o meglio in scala di grigi), ma in alcuni punti della storia, nelle tavole si fa largo un colore che identifica il legame tra alcuni personaggi ed è elemento narrativo al pari di testo e disegno.


"Dimentica il mio nome" è un volume cartonato di 240 pagine in tre colori. È pubblicato da Bao Publishing che lo propone a 18 Euro.


Nota: si ringrazia Serena Di Virgilio per la collaborazione nella realizzazione dell'articolo.

 
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