Prima si sceglieva la destinazione e soltanto dopo, una volta prenotati il volo e l’albergo, si cercavano mostre, spettacoli e appuntamenti capaci di riempire il viaggio; oggi, sempre più spesso, quell’ordine viene completamente rovesciato, perché tutto comincia dalla data di un concerto, dalla conquista di un biglietto durante una prevendita e dalla decisione di seguire il proprio artista preferito anche oltre i confini nazionali, trasformando una serata dal vivo nell’occasione per scoprire una nuova città.
È il cosiddetto gig-tripping, una delle espressioni più evidenti del turismo esperienziale contemporaneo, nel quale la musica non rappresenta più soltanto una delle attività da inserire nell’itinerario, ma diventa la ragione stessa della partenza. Nel 2025 i concerti italiani di musica pop, rock e leggera hanno superato quota 40mila, attirando oltre 26 milioni di spettatori e generando ricadute economiche complessive stimate in 4,3 miliardi di euro, insieme a più di 11 milioni di pernottamenti sul territorio nazionale.
Il fenomeno non riguarda soltanto i grandi tour negli stadi, perché coinvolge trasporti, ristorazione, commercio e strutture ricettive, modificando il calendario delle prenotazioni e portando migliaia di persone verso destinazioni che, senza quella specifica data, probabilmente non avrebbero considerato. Gli esempi recenti mostrano la forza economica di questa mobilità: per i concerti milanesi di Taylor Swift, il 77% degli spettatori arrivava da fuori regione e il 30% dall’estero, mentre per gli spettacoli romani di David Gilmour la quota di pubblico proveniente da altre regioni raggiungeva l’83%.
Quando è il biglietto a scegliere la destinazione
Il viaggio costruito attorno a un concerto ha esigenze molto precise, perché generalmente dura pochi giorni, viene organizzato in date non modificabili e deve tenere insieme il costo del biglietto, quello dei collegamenti e il prezzo dell’alloggio, che nelle ore successive all’apertura delle vendite può aumentare rapidamente nelle zone vicine alle arene.
La posizione della struttura diventa quindi decisiva quasi quanto la tariffa: non è sempre necessario dormire accanto alla venue, ma è importante poterla raggiungere con una linea diretta o con pochi cambi, soprattutto al termine dello spettacolo, quando migliaia di spettatori si riversano contemporaneamente sui mezzi pubblici. Camere private per coppie e famiglie, dormitori condivisi per gruppi di amici e viaggiatori soli, reception aperta durante la notte e collegamenti con stazioni e aeroporti sono diventati alcuni dei criteri centrali del concert tourism.
È in questo scenario che a&o Hostels propone un itinerario attraverso Londra, Berlino e Düsseldorf, tre città coinvolte nelle date autunnali dei Muse e dei Backstreet Boys e nelle quali la catena dispone di strutture centrali o collegate alle principali arene. Non si tratta di seguire l’intero calendario europeo degli artisti, che comprende anche altre destinazioni, ma di utilizzare alcuni appuntamenti come punto di partenza per costruire city break accessibili.
Muse a Londra: il rock incontra una delle capitali mondiali della musica
Il tour europeo dei Muse passerà dalla O2 Arena di Londra il 15 e il 16 novembre 2026, con due spettacoli che porteranno nella capitale britannica la nuova produzione legata a The Wow! Signal. La data del 15 novembre e la successiva replica sono inserite nella serie di concerti indoor che toccherà anche Manchester, Berlino, Milano, Düsseldorf, Parigi, Amsterdam, Montpellier e Zurigo.
Per gli appassionati, Londra rimane una delle destinazioni naturali del turismo musicale europeo, non soltanto per il numero di arene e club, ma perché la storia del rock e del pop continua a essere leggibile attraverso interi quartieri, negozi di dischi, studi di registrazione e sale diventate parte dell’immaginario collettivo. Il concerto può così essere accompagnato da una passeggiata ad Abbey Road, da una visita nei locali di Camden, dai mercati di Brick Lane o da una serata tra Soho e il West End.
La O2 si trova nella penisola di Greenwich ed è raggiungibile attraverso la Jubilee Line, mentre tra le soluzioni suggerite da a&o figura il London Docklands Riverside, la prima struttura londinese del gruppo, inaugurata alla fine del 2025 all’interno di un ex edificio alberghiero affacciato sul Tamigi. La proprietà dispone di un proprio pontile e di un collegamento fluviale per Canary Wharf, da cui è possibile accedere alla metropolitana e alla Elizabeth Line.
La posizione permette di costruire un soggiorno concentrato sulla parte orientale della città, alternando il concerto a Greenwich, Canary Wharf, Tower Bridge e alle aree portuali che negli ultimi decenni hanno cambiato il volto di Londra, mantenendo al tempo stesso collegamenti rapidi con il centro.
Berlino, una città che continua a vivere attraverso la musica
Dopo Londra, i Muse arriveranno il 18 novembre alla Uber Arena di Berlino, nel quartiere di Friedrichshain, per l’unica tappa tedesca del tour prevista nella capitale. La data è confermata dal calendario ufficiale dell’arena e precederà i concerti italiani di Milano e quelli successivi di Düsseldorf.
Berlino possiede una relazione con la musica differente da quella di Londra, perché la sua identità contemporanea si è formata tanto attraverso il rock e l’elettronica quanto attraverso gli spazi riconvertiti dopo la caduta del Muro, quando edifici industriali, centrali elettriche e aree abbandonate sono diventati club, centri culturali e luoghi di sperimentazione.
La Uber Arena sorge accanto alla East Side Gallery e non lontano da Kreuzberg, rendendo possibile concentrare in pochi giorni il concerto, la visita ai resti del Muro e l’esplorazione di alcuni dei quartieri più dinamici della capitale tedesca. Chi desidera inserire nel viaggio anche la Berlino monumentale può invece raggiungere facilmente l’Isola dei Musei, la Porta di Brandeburgo, il Reichstag e il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa.
L’a&o Berlin Hauptbahnhof si trova a circa dieci minuti a piedi dalla stazione centrale e propone sia camere private sia sistemazioni condivise, con una posizione pensata soprattutto per chi arriva in treno o deve ripartire rapidamente dopo il concerto. La struttura dista meno di mezzo chilometro dal centro indicato dalla catena ed è collegata alla rete di metropolitana, tram e ferrovie urbane.
Düsseldorf diventa la capitale europea dei fan
La vera protagonista del turismo musicale dell’autunno 2026 potrebbe però essere Düsseldorf, che nell’arco di due mesi ospiterà dieci concerti dei Backstreet Boys e due spettacoli dei Muse, attirando pubblico dalla Germania e dal resto d’Europa.
I Muse saranno al PSD Bank Dome il 24 e il 25 novembre, nelle ultime due date tedesche del loro calendario autunnale. La doppia tappa offre la possibilità di scegliere tra due serate consecutive oppure di prolungare il soggiorno, approfittando del lungofiume sul Reno, dell’architettura contemporanea del MedienHafen, delle gallerie d’arte e dell’Altstadt, il centro storico conosciuto per l’eccezionale concentrazione di locali e birrerie.
Düsseldorf viene spesso considerata soprattutto una città finanziaria e fieristica, ma il calendario dei grandi eventi sta rafforzando il suo ruolo come destinazione culturale, favorita da un aeroporto internazionale, dalla vicinanza con Colonia e dalla possibilità di raggiungere facilmente numerose città tedesche, belghe e olandesi.
L’a&o Düsseldorf Hauptbahnhof si trova vicino alla stazione centrale e a circa 200 metri dall’area considerata centrale dalla struttura, una collocazione utile sia per raggiungere il PSD Bank Dome sia per spostarsi verso la Merkur Spiel-Arena, situata nella parte settentrionale della città.
I Backstreet Boys tornano dove tutto è cominciato
Dal 25 settembre al 7 ottobre, Düsseldorf ospiterà anche Into the Millennium – Homecoming: Live in Germany, la serie di dieci concerti con cui i Backstreet Boys porteranno alla Merkur Spiel-Arena i loro unici spettacoli europei del 2026.
Le date sono il 25, 26, 27, 29 e 30 settembre e il 2, 3, 4, 6 e 7 ottobre, con l’ultimo appuntamento aggiunto dopo la forte richiesta registrata dalle prime prevendite.
La scelta della Germania possiede inoltre un valore biografico per il gruppo, perché fu proprio il mercato tedesco a sostenere i Backstreet Boys durante la prima fase della loro carriera, quando il successo europeo precedette la definitiva consacrazione negli Stati Uniti. Il Paese assegnò alla band il primo disco di platino per I’ll Never Break Your Heart, diventando una sorta di seconda casa durante gli anni in cui la formazione costruiva il proprio pubblico internazionale.
Lo spettacolo riprenderà l’universo di Millennium, l’album del 1999 che contiene brani come I Want It That Way e Larger Than Life, trasformando Düsseldorf in un punto d’incontro per fan provenienti da generazioni e Paesi differenti. Più che una tradizionale tappa di un tour, la formula assomiglia a una residency temporanea, capace di concentrare per quasi due settimane la stessa comunità internazionale in una sola città.
L’effetto BTS: oltre 717mila spettatori in viaggio attraverso l’Europa
A mostrare fino a che punto un concerto possa ridisegnare temporaneamente i flussi turistici è stato quest’estate il ritorno dei BTS, che con dieci spettacoli esauriti tra Madrid, Bruxelles, Londra, Monaco e Parigi hanno richiamato in Europa oltre 717mila spettatori. Le sole due serate conclusive allo Stade de France hanno accolto 92mila persone ciascuna, segnando il record di pubblico mai raggiunto dal gruppo per un singolo concerto e trasformando Parigi nel punto d’incontro di una comunità internazionale arrivata da Paesi differenti.
L’impatto è stato evidente anche a Madrid, dove le date dei BTS del 26 e 27 giugno, insieme ai dieci concerti di Bad Bunny e agli altri grandi eventi ospitati durante il mese, hanno contribuito a portare il settore alberghiero al più alto livello mai registrato in giugno per tariffa media e ricavi per camera disponibile. Nella serata del primo concerto dei BTS l’occupazione alberghiera ha raggiunto l’89,5%, mentre il prezzo medio di una camera è salito a 229,29 euro e il ricavo per camera disponibile a 205,15 euro.
Il caso dei sette artisti coreani dimostra che il turismo musicale non coincide più soltanto con lo spostamento necessario per assistere a uno spettacolo, ma può diventare un itinerario transnazionale costruito seguendo le tappe del tour, mentre alberghi, trasporti, ristoranti e attività culturali raccolgono una domanda che nasce dalla musica e si distribuisce sull’intera economia urbana.
Dal concerto al city break
Il successo del concert tourism racconta una trasformazione più ampia del viaggio, diventato sempre meno dipendente dalle tradizionali stagioni turistiche e sempre più legato a motivazioni personali, passioni e appuntamenti irripetibili. Una città può essere scelta perché ospita una finale sportiva, un festival, una mostra oppure l’unica data europea di un artista, mentre il resto dell’itinerario viene costruito soltanto in un secondo momento.
Londra offre la storia della musica britannica e l’energia di una metropoli che non smette mai di produrre cultura, Berlino permette di attraversare in pochi chilometri il Novecento europeo e le sue successive reinvenzioni, mentre Düsseldorf mostra come anche una destinazione meno immediata possa diventare il centro dei flussi turistici grazie a una programmazione musicale eccezionale.
Il concerto rimane il momento attorno al quale tutto viene organizzato, ma il viaggio comincia molto prima dell’accensione delle luci sul palco e continua dopo l’ultimo bis, tra una passeggiata lungo il Reno, una corsa sul Tamigi o una notte nei quartieri berlinesi: la musica stabilisce la data, ma è la città a completare l’esperienza.
