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Pechino Express 2026, Italiani in viaggio verso l’Oriente più estremo di sempre

Pechino Express 2026, Italiani in viaggio verso l’Oriente più estremo di sempre

Pechino Express torna dal 12 marzo su Sky e NOW con una rotta tra Indonesia, Cina e Giappone. Dieci coppie in gara, Costantino della Gherardesca alla guida e tre inviati speciali per un’edizione ad altissima tensione fino alla finale di Kyoto

Adrenalina, fatica, fame, passaggi chiesti in strada e notti incerte sotto cieli lontani. Ma anche scoperta, emozioni, legami che si spezzano o si saldano per sempre. Torna Pechino Express e lo fa con una promessa chiara: questa volta l’Estremo Oriente sarà davvero estremo.

Dal 12 marzo in esclusiva su Sky Italia e in streaming su NOW, dieci coppie si lanceranno in una corsa di oltre 5.450 chilometri tra Indonesia, Cina e Giappone, con destinazione finale Kyoto, in un viaggio che non è solo gara ma trasformazione.

Pechino Express 2026, Italiani in viaggio verso l’Oriente più estremo di sempre

Costantino al comando e tre inviati per tre Paesi

A guidare la spedizione sarà ancora una volta Costantino della Gherardesca, capitano ironico e implacabile, che per la prima volta non sarà solo: tre inviati, uno per ciascun Paese attraversato – Lillo, Giulia Salemi e Guido Meda – accompagneranno i viaggiatori in un’edizione che punta a moltiplicare punti di vista, tensione narrativa e colpi di scena.

Prima della partenza ufficiale, il 1° marzo andrà in onda lo speciale “La Missione Zero”, un laboratorio segreto in cui le coppie saranno testate su manualità, intuito e resistenza – fisica e mentale – per decretare chi porterà la temutissima busta nera nella prima tappa. Un dettaglio che, per chi conosce il programma, può cambiare completamente il destino della gara.

Le 10 coppie: ironia, talento, rivalità

Il cast è un mosaico di mondi lontanissimi che si incontrano nello stesso zaino leggero e nello stesso euro al giorno.

Ci sono Gli Spassusi, Biagio Izzo e Francesco Paolantoni, amici storici e maestri della comicità partenopea; I Raccomandati, Chanel Totti e Filippo Laurino, amicizia nata sotto i riflettori e cresciuta tra social e creatività; Le Dj, Jo Squillo e Michelle Masullo, legame elettivo tra generazioni; I Veloci, Fiona May e Patrick Stevens, coppia nella vita e nello sport, con un passato olimpico che promette competitività pura.

E poi I Rapper, Dani Faiv e Tony 2Milli, espressione della nuova scena urban; Gli Ex, Steven Basalari e Viviana Vizzini, relazione in bilico messa alla prova dall’Oriente; I Comedian, Tay Vines e Assane Diop, stand up e ironia come arma di sopravvivenza; I Creator, Elisa Maino e Mattia Stanga, figli della generazione digitale; Le Biondine, Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani, madre e figlia tra teatro e sogni; Le Albiceleste, Candelaria e Camila Solórzano, sorelle argentine con Milano nel cuore.

Un cast che promette alleanze imprevedibili, attriti inevitabili e quella tensione emotiva che nasce quando si dorme poco, si mangia meno e si dipende dalla gentilezza degli sconosciuti.

Dall’Indonesia al Giappone: un Oriente che cambia pelle

La rotta 2026 è una delle più ambiziose di sempre. Si parte dall’Indonesia, tra Bali e Java, dove il sacro convive con la natura selvaggia e ogni tempio sembra sospeso tra acqua e fuoco. Si attraversa la Cina, terra che vive contemporaneamente nel passato, nel presente e nel futuro, toccando metropoli come Shanghai e Nanchino, dove tradizione e ipermodernità si sfiorano senza mai confondersi.

Infine il Giappone, il Sol Levante, con Tokyo e Kyoto come poli opposti e complementari: da un lato la vertigine urbana, dall’altro la lentezza rituale, fino alla finalissima nella città che più di ogni altra custodisce l’anima del Paese.

Resistenza, spirito di adattamento e 1 euro al giorno

Le regole restano quelle che hanno reso iconico il format: uno zaino ridotto al minimo, 1 euro al giorno in valuta locale, nessun comfort garantito. Ospitalità da chiedere, passaggi da conquistare, prove da superare.

La gara corre su un doppio binario: competizione pura e immersione culturale. Vince chi arriva primo, ma resta chi sa adattarsi, ascoltare, farsi accogliere. Ed è proprio questa tensione tra velocità e umiltà a rendere Pechino Express qualcosa di più di un reality.

Con oltre 1.600 ore di registrazione, 120 persone di troupe, 31 telecamere e 3 droni, l’edizione 2026 promette un racconto visivamente potente, quasi cinematografico, di un viaggio che sarà fisico ma soprattutto interiore.

Alla fine, quando i chilometri saranno finiti e gli zaini svuotati, resterà ciò che Pechino Express sa fare meglio: cambiare lo sguardo. Perché l’Estremo Oriente non sarà solo una destinazione, ma una prova. E mai come questa volta, davvero estrema.

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