Fuori i secondi perché nella corsa scudetto non c’è posto per tutti. E, forse, nemmeno in quella che porta alla prossima Champions League e che interessa almeno cinque squadre, forse sei se all’Atalanta di Palladino riuscisse il miracolo di cancellare l’auto handicap imposto a inizio stagione. Gli incroci della giornata numero 25 della Serie A rappresentano il primo, vero, snodo della volata che interesserà fino a maggio.
Ci sono due big match dichiarati come Inter-Juventus e Napoli-Roma, in rigoroso ordine d’apparizione sul calendario del fine settimana, e un paio di sotto clou da non sottovalutare perché Milan (a Pisa) e Como (contro la Fiorentina) maneggiano delicati confronti con pericolanti mentre l’Atalanta va in casa della Lazio come anticipo della futura semifinale di Coppa Italia. Per tutti (o quasi) non c’è spazio per passi falsi e nemmeno per frenate.
In realtà un pareggio potrebbe non essere sgradito a Juventus e Roma che sfidano Chivu e Conte. L’impatto sarebbe neutro per Spalletti e Gasperini mentre provocherebbe un mezzo terremoto soprattutto in casa Napoli dove l’addio alla Coppa Italia è stato vissuto non come un trauma. Da qui in poi i partenopei possono concentrarsi solo sulla rincorsa al quarto posto, visto che i 9 punti di distacco dalla capolista Inter sembrano troppi, però non si sa mai soprattutto se l’abbrivio dovesse essere spedito.
Tutti, comunque, hanno urgenze da sbrigare. L’Inter deve sistemare le statistiche alla voce confronti diretti, che pesa meno sulla classifica della continuità con le piccole ma è in ogni caso una scocciatura: Roma, Como e Atalanta più il Borussia Dortmund non sono bastati per scucire l’etichetta di forte con i deboli e debole con le forti, riuscirci nel Derby d’Italia significherebbe lanciare un messaggio quasi definitivo alla concorrenza allungando l’incredibile striscia che oggi recita dieci vittorie e un pareggio nelle giornate seguite alla caduta nel derby.
Chivu ha anche l’esigenza di tenere a distanza Allegri. Il Milan non lo dichiarerà mai, ma se esiste un momento per progettare il ribaltone scudetto, quel momento inizia adesso: i calendari sono fortemente sbilanciati per numero e, presto, qualità delle partite proposte il che significa che, stando in scia dei nerazzurri, nulla può essere impossibile a primavera. In fondo è già successo a Pioli nel maggio 2022…
Quanto alla volata Champions League è bene partire dai numeri. Oggi la proiezione del quarto posto è 73 punti e il moltiplicarsi delle concorrenti potrebbe leggermente alzarla. Tradotto, servono una trentina di punti almeno da qui alla fine che significa viaggiare alla media di due a partita dovendo scontare, però, anche diversi scontri diretti. Chi è dietro deve sperare in un rallentamento almeno temporaneo, chi è davanti sente il fiato sul collo. La pressione è la peggiore nemica soprattutto di chi non può permettersi di fallire perché siede su panchine appoggiate su investimenti e monte ingaggi incompatibili con l’assenza dall’Europa che conta.
