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Apple aggiorna i Mac: arrivano MacBook Pro con M5 Pro e M5 Max e il nuovo MacBook Air con M5

Apple aggiorna i Mac: arrivano MacBook Pro con M5 Pro e M5 Max e il nuovo MacBook Air con M5

Apple presenta i nuovi MacBook Pro 14″ e 16″ con M5 Pro e M5 Max e il MacBook Air con M5: più AI on-device, SSD più veloce, Wi-Fi 7 e prezzi in Italia

Apple non ha scelto un aggiornamento “di routine”. Con i nuovi MacBook Pro da 14 e 16 pollici e il nuovo MacBook Air, Cupertino spinge in modo esplicito su due parole che, nel 2026, valgono più di qualsiasi benchmark: prestazioni pro e AI on-device. Tradotto: più potenza dove serve davvero, ma soprattutto più intelligenza elaborata in locale, sul computer, senza dipendere dal cloud per ogni passaggio.

I preordini aprono il 4 marzo, la disponibilità è fissata all’11 marzo, e la sensazione è che Apple stia facendo una mossa molto precisa: rendere “normale” ciò che fino a ieri era percepito come avanzato, cioè workflow con modelli linguistici e strumenti AI integrati nel lavoro quotidiano, dal coding al montaggio video, dalla grafica alla ricerca.

MacBook Pro: M5 Pro e M5 Max alzano il volume del “pro”

Il nuovo MacBook Pro arriva con i chip M5 Pro e M5 Max, pensati per chi vive di carichi pesanti: sviluppo, simulazioni, post-produzione, motion design, dataset, rendering. Apple parla di una nuova architettura Fusion progettata “appositamente per l’AI”, e costruisce il messaggio attorno a una promessa chiara: prestazioni AI fino a 4 volte superiori rispetto alla generazione precedente e fino a 8 volte rispetto ai modelli con M1, con la possibilità di gestire modelli avanzati direttamente sul dispositivo.

La parte interessante, però, non è solo la potenza dichiarata. È l’impostazione: GPU di nuova generazione con un Neural Accelerator in ogni core, più banda di memoria unificata e un salto di capacità che punta a togliere attrito ai flussi reali. M5 Pro arriva fino a 64GB di memoria unificata, M5 Max fino a 128GB, con una banda che cresce rispettivamente fino a 307 GBps e 614 GBps. È la classica differenza tra “si può fare” e “si lavora bene”.

SSD più veloce e storage base più alto: la scelta che cambia la vita ai professionisti

C’è un dettaglio che, per chi lavora, pesa più di molte slide: lo storage. Apple dichiara prestazioni SSD fino a due volte superiori rispetto alla generazione precedente e picchi fino a 14,5 GBps, ma soprattutto cambia la soglia di partenza. MacBook Pro con M5 Pro parte da 1TB, MacBook Pro con M5 Max parte da 2TB. È un segnale evidente: nel 2026, tra file 4K/8K, librerie foto, cache, plugin e progetti condivisi, lo spazio non è più un lusso, è una precondizione.

N1, Wi-Fi 7 e Bluetooth 6: la connettività diventa “hardware” Apple

Sul nuovo MacBook Pro arriva anche N1, il chip wireless progettato da Apple, con supporto a Wi-Fi 7 e Bluetooth 6. È un upgrade meno glamour, ma molto più determinante di quanto sembri: stabilità, affidabilità, performance in ambienti affollati e in mobilità sono parte integrante della produttività, soprattutto per chi lavora tra studi, eventi e trasferte.

Il resto della dotazione resta nel solco Pro: autonomia fino a 24 ore, display Liquid Retina XDR anche in versione nanotexture, Thunderbolt 5, HDMI, slot SDXC, MagSafe 3, videocamera Center Stage da 12MP, microfoni pro e sistema a sei altoparlanti.

MacBook Air con M5: l’AI scende di categoria, senza perdere eleganza

In parallelo, Apple aggiorna MacBook Air con M5 e lo fa con una logica molto “mainstream”, ma tutt’altro che banale: più potenza per i flussi quotidiani e creativi, più autonomia, più spazio di archiviazione di base e la stessa direzione AI on-device.

Il nuovo Air raddoppia lo storage base a 512GB, monta un SSD più veloce ed è configurabile fino a 4TB. Arriva nei tagli 13″ e 15″, mantiene il design sottile e leggero in alluminio e offre Wi-Fi 7 e Bluetooth 6 grazie al chip N1. La promessa è chiara: più velocità per attività AI e per i carichi creativi, senza trasformare l’Air in un “quasi-Pro”, ma rendendolo il portatile più sensato per chi studia, lavora in mobilità e vuole una macchina pulita, silenziosa e longeva.

macOS Tahoe e Apple Intelligence: la cornice che spinge tutto

Apple lega entrambi i prodotti a macOS Tahoe e alle funzioni di Apple Intelligence, con l’idea di un sistema operativo che non aggiunge semplicemente “feature”, ma integra l’AI nella produttività, nella ricerca, nei comandi rapidi e nella traduzione in tempo reale, mantenendo la narrativa della privacy come tratto distintivo. È qui che Apple sta cercando di differenziarsi: AI più vicina al dispositivo, meno dipendente dall’esterno, più controllabile.

Prezzi in Italia e disponibilità

I nuovi MacBook Pro 14″ e 16″ con M5 Pro e M5 Max si possono preordinare dal 4 marzo e arrivano dall’11 marzo, nei colori nero siderale e argento.
MacBook Pro 14″ con M5 Pro parte da 2.599 euro, il 16″ con M5 Pro da 3.099 euro.
MacBook Pro 14″ con M5 Max parte da 4.299 euro, il 16″ con M5 Max da 4.599 euro.

MacBook Air con M5 si preordina dal 4 marzo ed è disponibile dall’11 marzo.
MacBook Air 13″ parte da 1.249 euro, MacBook Air 15″ da 1.549 euro, con i nuovi colori e la base storage da 512GB.

Il punto politico della mossa Apple: l’AI come infrastruttura, non come effetto speciale

Il messaggio, in controluce, è semplice: Apple sta normalizzando l’AI come infrastruttura del computer, non come applicazione “in più”. MacBook Pro spinge al massimo la macchina professionale, MacBook Air porta la stessa direzione su un pubblico più ampio, e la combinazione tra chip, memoria, storage e connettività racconta una strategia: rendere l’AI on-device un vantaggio pratico, quotidiano, quasi inevitabile.

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