Los Angele, 2006. Un allora pressoché sconosciuto Jim Parson si sottopone a un provino per una nuova serie televisiva. Il titolo non è ancora ben definito; deve interpretare un classico nerd per far da spalla al protagonista. Alto, elegante e di bell’aspetto, non sembra essere proprio il candidato ideale, ma appena si cala nel personaggio, scioglie qualsiasi dubbio. È perfetto e sarà perfetto per quella parte, che da spalla, diventa subito protagonista. Perché simbolo indiscusso di “The Big Bang Theory” non può che essere lui: Sheldon Cooper.
Il primo episodio di questa iconica serie, sbarcava in Italia, esattamente diciotto anni fa.
il nome dello scienziato dalla straordinaria intelligenza, ma con evidenti problemi relazionali (che tra l’altro, sembrano non tangerlo minimamente), si assocerà presto a quello di altri tre scienziati, Leonard, Howard e Rajesh, e a tre ragazze Penny in primis, Amy e Bernadette.
Ognuno con le proprie peculiarità, con un vissuto da cui si dipanano storie e soprattutto battute geniali e irriverenti; loro il politicamente corretto non lo praticano, anzi, probabilmente non lo sanno nemmeno identificare.
Sette ragazzi che si sconvolgeranno reciprocamente l’esistenza, e la sconvolgeranno un po’ anche a tutti quei fans e telespettatori che hanno imparato ad amarli, perché i protagonisti di The Big Bang Theory sono indubbiamente diventati loro amici.
Grazie a “TBBT” abbiamo scoperto i vari aspetti della fisica, conosciuto il gatto di Schrödinger, cercato di capire invano la “Teoria delle Stringhe”, siamo diventati esperti di fumetti, Star War, Star Trek ( e guai a confonderli!), e abbiamo imparato a memoria la ninna nanna “Soffice Kitty”.
“The Big Bang Theory” è stata la serie più applaudita e osannata della sua epoca vincendo, in dodici stagioni, tutto ciò che si poteva vincere: Emmy (di cui Jim Parson detiene il primato), Golden Globe e altri “Award” vari.
Una serie talmente amata che moltissimi personaggi hanno partecipato interpretando loro stessi: così Elon Musk lava i piatti per i senza tetto nel giorno del ringraziamento, Sir James Earl Jones fa lo scherzo del campanello a Carrie Fisher. Mark Richard (Luke Skywalker) officia il matrimonio tra Sheldon e Amy, Adam West riporta in vita Batman, William Shatner e Joe Manganiello si sfidano a “D&D”, quest’ultimo cercando di sfuggire alle insistenti quanto goffe avances di Amy Farrah Fowler.
Soprattutto, abbiamo scoperto uno straordinario Stephen Hawking, capace di dimostrare una disarmante autoironia.
Dodici stagioni in cui questa Sit-Com ci ha regalato perle di comicità televisiva irripetibili e un finale inebriante, resi possibili dai suoi due acuti ideatori Chuck Lorre e Bill Prady.
Del resto, dai produttori di Dharma e Greg e Pappa e Ciccia (titolo originale Roseanne) non ci si poteva aspettare di meno.
