Home » Lifestyle » SailGP, quando la vela incontra la tecnologia lo spettacolo diventa emozionante

SailGP, quando la vela incontra la tecnologia lo spettacolo diventa emozionante

SailGP, quando la vela incontra la tecnologia lo spettacolo diventa emozionante
©SailGP

Dimenticate la vela come sport lento e difficile da seguire. SailGP porta in acqua macchine volanti ad altissime prestazioni, equipaggi di élite e una quantità di tecnologia paragonabile a quella dei grandi campionati motoristici.

Immaginate di arrivare davanti al mare aspettandovi una regata a vela e di trovarvi invece davanti qualcosa che assomiglia molto di più a un gran premio automobilistico. Le barche accelerano, si inseguono a pochi metri di distanza, cambiano traiettoria, si sfiorano e, soprattutto, volano sull’acqua a oltre 100 km/h.

Non c’è il rumore assordante di un motore, ma la sensazione di velocità è la stessa. E in alcuni momenti anche maggiore, perché sotto quelle macchine non c’è un asfalto perfettamente regolare, ma un elemento imprevedibile come il mare.

Può quindi la vela diventare popolare come la Formula 1? SailGP ha deciso di scommetterci davvero, costruendo un circuito che assomiglia più a un campionato motoristico che alla regata tradizionale. Al timone del progetto ci sono Larry Ellison e Russell Coutts, che fin dal lancio nel 2018 hanno puntato a uscire dal recinto degli appassionati di barche a vela per parlare a un pubblico abituato al linguaggio veloce dei Gran Premi.

Il paragone con i motori non è un’esagerazione. Le imbarcazioni utilizzate, i catamarani F50, riescono a sollevarsi completamente dall’acqua grazie agli hydrofoil, in un fenomeno che gli addetti ai lavori chiamano “volo”. Il record assoluto, fissato dal team danese Rockwool Racing a Sassnitz, sfiora i 104 km/h: numeri da corsa vera, ottenuti senza un solo grammo di motore, soltanto vento, carbonio e cinque (o sei) atleti a bordo.

Barche identiche, piloti diversi

L’F50 nasce dall’evoluzione degli AC50 usati nell’America’s Cup del 2017, ma nel tempo ha cambiato quasi tutto: foil in carbonio ad alto modulo, wingsail modulare disponibile in più altezze per adattarsi al vento, andando da un minimo di 18 metri di altezza a 29 metri (come un edificio di 10 metri).

Ogni barca è pilotata da cinque persone: il timoniere, il flight controller che regola l’altezza di volo, il wing trimmer che gestisce la vela rigida e due grinder che generano l’energia idraulica per i sistemi di bordo.

La regola più importante, però, è un’altra: tutte le barche sono identiche. Non esiste differenza di progettazione tra i tredici team nazionali, una scelta “one-design” che cambia la natura della sfida rispetto ad altri sport motoristici, dove il mezzo tecnico può fare la differenza quanto il pilota.

In SailGP no: a decidere chi vince sono l’affiatamento dell’equipaggio, la lettura del vento e il talento dei singoli atleti, non un budget di sviluppo più alto degli avversari. È questo equilibrio a rendere ogni regata imprevedibile fino all’ultima virata.

“Siamo tutti allo stesso livello. Il confronto è vero, il confronto è proprio tra le persone che devono fare la differenza sulla barca e non tra la barca che fa la differenza”, ci dice Jana Germani, Strategist del team italiano Red Bull. “E’ proprio la persona e il gruppo di persone che alla fine con l’affiatamento, col fatto che lavora bene e capisce uno cosa vuole dall’altro eccetera, porta la barca al massimo”.

Il risultato è interessante perché elimina, almeno in larga parte, la possibilità che una squadra possa vincere semplicemente perché dispone della barca più veloce. La differenza la fanno gli uomini e le donne a bordo, il lavoro della squadra, la strategia, la comprensione del campo di regata, la rapidità nelle decisioni e la perfezione delle manovre.

È un concetto molto simile a quello che rende affascinanti alcuni sport motoristici quando la tecnologia tende a livellarsi: se le macchine sono comparabili, emerge il talento. In SailGP questo principio è portato all’estremo.

SailGP, quando la vela incontra la tecnologia lo spettacolo diventa emozionante

Siamo entrati nell’officina di SailGP

Questa filosofia si capisce ancora meglio entrando nel cuore tecnologico di SailGP. Durante la nostra esperienza nel Regno Unito, in occasione dell’evento di Portsmouth, abbiamo visitato il centro tecnologico di SailGP a Southampton: una struttura che sembra a tutti gli effetti l’officina di una squadra di Formula 1.

Il centro si chiama SailGP Technologies ed è il cuore di progettazione, ingegneria, costruzione e manutenzione della flotta. È stato inaugurato nel 2025 con un investimento dichiarato di 10 milioni di dollari e ospita oltre 100 tra designer, ingegneri, boat builder e specialisti di compositi, idraulica, aerodinamica e altre discipline.

La sensazione, è quella di trovarsi più in un reparto corse che in un cantiere nautico tradizionale. Il carbonio, l’elettronica, i sistemi idraulici, le strutture alari e i componenti vengono trattati come parti di una macchina da competizione ad altissime prestazioni.

E soprattutto non si tratta soltanto di costruire le barche. Il centro deve garantire che una flotta tecnologicamente complessa possa viaggiare in giro per il mondo, essere riparata rapidamente e mantenere livelli di performance il più possibile uniformi. Nel 2025, per esempio, i tecnici di SailGP Technologies sono arrivati a ricostruire in una sola notte la wing sail dell’equipaggio francese dopo un incidente a Portsmouth.

È un altro elemento che avvicina SailGP al motorsport: la gara dura pochi minuti, ma dietro quei minuti c’è un’organizzazione tecnologica enorme.

SailGP, quando la vela incontra la tecnologia lo spettacolo diventa emozionante
©SailGP

Il vero motore è il dato

Se la fibra di carbonio e i foil rappresentano la parte visibile della rivoluzione tecnologica, il vero motore invisibile di SailGP sono i dati. Ogni F50 è una piattaforma di raccolta informazioni. Il sistema utilizza sensori, telemetria, videocamere e dati relativi alla barca e agli atleti per costruire una fotografia estremamente dettagliata di ciò che accade durante la navigazione.

Oracle, partner tecnologico di SailGP, fornisce l’infrastruttura cloud attraverso la quale i dati vengono raccolti e distribuiti a team, broadcast e altri soggetti coinvolti nella competizione. La tecnologia viene utilizzata per analizzare le prestazioni e aiutare gli equipaggi nelle decisioni tattiche. Il dato non viene utilizzato soltanto dopo la gara, per capire cosa sia successo. È parte integrante del processo prima, durante e dopo la competizione.

Le squadre possono studiare le performance, confrontare le traiettorie, analizzare il comportamento della barca e prepararsi attraverso simulazioni. Il sistema è talmente sofisticato che la stessa SailGP parla di 1.200 punti dati provenienti da barche e atleti.

Jimmy Spithill, grande velista e CEO del team italiano Red Bull, ci ha sottolineato come questa parità di mezzi sia l’elemento cardine della competizione: “La bellezza qui è che tutti hanno lo stesso equipaggiamento. E non solo, tutto è aperto: tutti i dati, tutte le telecamere, tutti i microfoni; puoi andare e studiarli. A fare la differenza è così la squadra migliore e il miglior lavoro di squadra”.

È un approccio molto vicino a quello della Formula 1: non si aspetta la fine della gara per capire dove si è perso tempo. Ogni informazione diventa uno strumento per prendere decisioni migliori. E in un ambiente nel quale pochi metri possono decidere il risultato, una frazione di secondo può valere una posizione in classifica.

Una competizione avvincente e dal ritmo serrato

Anche il formato delle competizioni è stato progettato per rendere SailGP immediatamente comprensibile. Le regate sono brevi e ad alta intensità. Tutte le squadre scendono in acqua contemporaneamente e competono sullo stesso percorso. Nel formato del campionato 2026, ogni Grand Prix prevede tre fleet race; al termine delle regate di flotta, i tre team con il maggior punteggio accedono alla finale, nella quale si decide il vincitore del singolo evento.

Il sistema di punteggio assegna 10 punti al primo classificato, 9 al secondo, 8 al terzo, fino a scendere progressivamente. I risultati dei vari Grand Prix costruiscono la classifica generale della stagione. Alla fine della stagione arriva il momento decisivo: i migliori tre team della classifica accedono al Season Grand Final. Il vincitore della finale conquista il titolo di campione SailGP.

Attualmente gareggiano 13 team nazionali, tra cui la squadra italiana di Red Bull. L’obiettivo, ambizioso, degli organizzatori è arrivare a una ventina di equipaggi espandendo il calendario delle competitizioni in modo significativo.

SailGP, quando la vela incontra la tecnologia lo spettacolo diventa emozionante

Una televisione costruita intorno alla velocità

È un format semplice da raccontare, rapido da seguire e soprattutto costruito per creare continuamente situazioni di sorpasso e ribaltamento. Per trasformare la vela in uno sport popolare, però, non basta avere barche veloci. Bisogna riuscire a far vedere la velocità.

Ed è probabilmente uno degli aspetti più interessanti di SailGP. La produzione televisiva utilizza un sistema estremamente sofisticato di telecamere e trasmissione dei dati. Gli F50 sono equipaggiati con videocamere POV (Personal Point of View) e sistemi di trasmissione che consentono di portare in diretta negli studi televisivi immagini direttamente dalla barca.

A Portsmouth è stata sperimentata anche una produzione basata sulla connettività 5G Standalone e network slicing, con videocamere Full HD e sistemi a bassa latenza. Questo è fondamentale: SailGP non si limita a riprendere una regata. Costruisce una narrazione televisiva della regata, esattamente come accade negli sport motoristici.

Ma SailGP ha anche un altro modo per coinvolgere il pubblico, metterlo praticamente in mare. Rispetto alle gare tradizionali che si svolgono in campi di regata lontani dalla costa e invisibili al grande pubblico, questa competizione si svolge a poche decine di metri dalla costa. Chi compra il biglietto per assistere all’evento vede ogni virata, soprasso, sprint direttamente dagli spalti. Un’emozione, autentica, vera, che nelle aeree vip previste dall’organizzazione, diventa ancora più esclusiva.

Il calendario internazionale e la tappa italiana

Il circuito 2026 tocca alcune delle baie più scenografiche del pianeta, da Sydney a Dubai, passando per gli Stati Uniti e nuove tappe come Perth e Rio de Janeiro. Le prossime date da segnare in agenda sono il Germany Sail Grand Prix di Sassnitz, il 22 e 23 agosto, seguito dallo Spain Sail Grand Prix di Valencia, il 5 e 6 settembre 2026.

Ma la notizia che riguarda più da vicino il pubblico italiano guarda al futuro: SailGP ha confermato che nel 2027 arriverà per la prima volta a Roma, con gara fissata per l’11 e 12 settembre, dentro un accordo triennale con Roma Capitale e Regione Lazio. Le regate si svolgeranno in un Race Stadium allestito al Porto Turistico di Roma, lungo il litorale della Capitale.

Il tempismo non è casuale. Il 2027 sarà anche l’anno della Coppa America a Napoli, e l’arrivo di SailGP a Roma nello stesso periodo è un’occasione più unica che rara per costruire in Italia un pubblico nuovo attorno alla vela ad alte prestazioni: l’obiettivo che il campionato insegue fin dalla nascita, far uscire questo sport dal porto e portarlo in prima serata.

© Riproduzione Riservata