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Lucio Dalla: il teatro si accende delle emozioni del poeta scalzo

Lucio Dalla: il teatro si accende delle emozioni del poeta scalzo
September 01, 1981 in Bologna. (Photo by Roberto Serra – Iguana Press/Getty Images)

Da dicembre, sogni, nostalgie e fragilità saliranno sul palco grazie alle sue incantevoli melodie, con un custode dei sogni d’eccezione

“… È la sera dei miracoli, fai attenzione… Questa sera così dolce che si potrebbe bere …Una sera così strana e profonda che lo dice anche la radio …
È l’ora dei miracoli che mi confonde
Mi sembra di sentire il rumore di una nave sulle onde”

Ecco un prologo perfetto per il racconto che dal prossimo dicembre sarà protagonista nei più bei teatri dell’Emilia Romagna. Una fiaba moderna che trasforma l’irriverente e poetico folletto della musica italiana in una sorta di “sentinella dei sogni”

L’ANNO CHE VERRÀ”, l’opera su Lucio Dalla ideata da Marcello Corvino e diretta da Manuel Renga attinge all’universo creativo e musicale dell’”eterno ragazzino” – come l’ha definito l’amico Gianni Morandi – ma non racconta la vita del grande cantautore bolognese.

Come spiega il regista Manuel Renga: “Lucio Dalla, attraverso le sue canzoni, i suoi testi, la sua musica, ha realizzato un affresco molto vivido di tutto ciò che sono i sogni, le paure, i desideri di un’umanità varia, e in questo spettacolo lo abbiamo consacrato a  “custode dei sogni”, colui in grado di leggere le fragilità e le aspirazioni umane.”

Personaggi, sogni, speranze e disillusioni portati in scena attraverso le sue canzoni, le sue poesie. Un musicista disilluso, una giovane coppia in fuga, un uomo d’affari colpito da una crisi esistenziale, una cantante di piano bar alla ricerca di un amore perduto. Le loro vite e le loro vicende si intrecceranno nella hall di un grande albergo in riva al mare alla vigilia di Capodanno. Il loro collante sarà il chimerico portiere dell’hotel, il “custode dei sogni”, interpretato da Pierdavide Carone; quando a mezzanotte il tempo si fermerà, le splendide poesie di Lucio Dalla daranno forma a desideri, memorie e rimpianti.

Un progetto che propone una nuova idea di opera lirica classica, senza tralasciare nessun elemento: sul palcoscenico ci sarà l’Orchestra Sinfonica diretta dal Maestro Roberto Molinelli – che ha curato gli arrangiamenti – il balletto della Michele Merola Contemporary Dance Company, il coro, alcuni attori e Pierdavide Carone; ingredienti coordinati dalla drammaturgia di Emanuele Aldrovandi.

“Quando si entra nel repertorio di qualcuno di così enorme come Lucio Dalla  – raccolta Pierdavide Carone – si  dovrebbe farlo in punta di piedi. Qui, però, la musica e la vocalità sono talmente esuberanti che l’unico modo per cantare, soprattutto quando si aggiungono orchestra e danza, è aggredire le canzoni, cercando di farlo nel modo più  degno e rispettoso possibile per un genio per cui provo estrema gratitudine.  Lucio ha avuto il merito di evolvere la mia musica a un livello che nemmeno io credevo di poter raggiungere e credo che la sua musica abbia migliorato questo mondo. Arriveranno nuove generazioni che saranno nate dopo la sua morte e sarebbe assurdo immaginare un futuro con persone che non conoscano la sua arte, o che l’abbiano dovuta scoprire solo attraverso delle piattaforme digitali invece di andare a teatro.”

Allo scoccare della mezzanotte un blackout lascerà spazio al sogno, a una dimensione più onirica. Quando sorgerà il sole la mattina seguente, nessuno saprà dire se ciò che è avvenuto, se chi si è incontrato, siano stati solo parte di una sogno, o di una  fictrice realtà.

“… È la notte dei miracoli fai attenzione
Nella notte che sta per finire / È la nave che fa ritorno
Per portarci a dormire…” 

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