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Varzi, un borgo dell’Appennino lombardo, diventa capitale della cultura (grazie al PNRR)

Varzi, un borgo dell’Appennino lombardo, diventa capitale della cultura (grazie al PNRR)

Dal 2 al 6 settembre torna il Varzi Festival nell’Oltrepò Pavese: cinque giornate di spettacoli gratuiti nel nuovo Auditorium Azzaretti finanziato dal PNRR.

Dal 2 al 6 settembre 2026, il borgo medievale di Varzi — inserito dal 2021 tra “I Borghi più belli d’Italia” — ospiterà la quarta edizione de “Il Varzi Festival“, che si svolgerà per la prima volta nel nuovo hub culturale finanziato dal PNRR: l’Auditorium G. Azzaretti, main stage di tutte le cinque giornate a ingresso libero che intrecciano musica, letteratura, teatro civile, cinema e fotografia in un unico racconto corale. Ideato e diretto dall’Associazione VarziArte APS ETS, il Festival 2026 si realizza grazie all’alleanza con la Fondazione Monte di Lombardia e al contributo di Regione Lombardia, con il sostegno del Comune di Varzi.

Dalla rigenerazione del borgo al nuovo palcoscenico permanente

“Il Varzi Festival” ha saputo in poche stagioni imporsi come una delle manifestazioni estive più significative della Lombardia. La prima edizione si tenne dal 16 al 25 giugno 2023, nell’ambito del PNRR “Bando Attrattività dei Borghi” del Ministero della Cultura, e portò nel borgo grandi voci della musica, del teatro e della cultura italiana come Neri Marcorè, Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, Carmen Consoli e l’Orchestra La Corelli.

Nelle stagioni successive il cartellone ha continuato a richiamare protagonisti di primo piano — da Max Gazzè al duo Colapesce Dimartino, dall’Orchestra del Festival Puccini di Torre del Lago a Noemi, Violante Placido e i Barocchisti diretti da Diego Fasolis.

Un cammino che ha trasformato Varzi in un vero borgo d’arte e che, come sintetizza la stessa organizzazione, “con oltre quattromila presenze e un forte coinvolgimento della cittadinanza” ha reso il Festival “un esempio virtuoso di rigenerazione culturale e sociale” fin dal debutto.

Con il 2026 quel percorso trova il suo compimento più tangibile: il Festival nato in seno al progetto di rigenerazione del borgo approda sul palco del nuovo hub culturale realizzato con i fondi PNRR presso la Casa dei Servizi “Giovanni Azzaretti” — un investimento che diventa spazio vivo, restituito alla comunità come casa permanente della cultura dell’Oltrepò montano.

Il programma: cinque giornate tematiche all’Auditorium Azzaretti

L’edizione 2026 sceglie la formula del percorso culturale progressivo: cinque giornate, ciascuna dedicata a un tema differente ma complementare, per comporre un mosaico di linguaggi capace di parlare a pubblici diversi.

Mercoledì 2 settembre — ore 20.30 | La memoria musicale italiana. L’inaugurazione è affidata all’artista Marco Lodola, intervistato da Patrick Ray Pugliese. A seguire, il concerto “Guarda che luna, senti che swing” con I Briganti dello Swing, progetto del sassofonista Andres Villani: un viaggio nello swing italiano, da Natalino Otto alle contaminazioni moderne di Sergio Caputo, tra musica dal vivo, narrazione e divulgazione.

Giovedì 3 settembre — ore 21.00 | Letteratura e teatro civile. Si presenta il libro “InterNati. L’interismo tra filosofia di vita e meravigliosa malattia” (Rizzoli) di Mam Gagliani e Cecio Bonomo. A seguire, Enrico Bertolino porta in scena uno spettacolo imperdibile con musiche di Tiziano Cannas Aghedu, Roberto di Bitonto e Raffaele Kohler, video di Enrico Bettella e regia di Massimo Navone.

Venerdì 4 settembre — ore 21.30 | La grande musica pop. Sul palco Marina Rei in concerto con uno spettacolo in cui alterna la sua voce alle percussioni, ripercorrendo oltre trent’anni di carriera.

Sabato 5 settembre — Cinema e memoria, e la grande musica classica. Alle 17.30 la proiezione del cortometraggio d’animazione “Il Tesoro di Raffadali” di Elena Bortolotto, Anna Dondi, Manuela Lionti e Francesca Re, diplomande della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti di Milano, e del docufilm “Tua Madre” — primo lungometraggio di Leonardo Malaguti (2025), scritto con Margherita Arioli, con la protagonista Dania Rendano — con un dialogo aperto con registi, interpreti e autori. Alle 21.30, il concerto de I Solisti di Pavia: Vivaldi uomo e musicista. Un concerto/reading dedicato agli aspetti più umani e alle musiche più rare del grande compositore.

Domenica 6 settembre — Il coraggio delle donne. Alle 18.00 un incontro dedicato alla fotografia contemporanea con il curatore Denis Curti — tra le figure di riferimento della fotografia in Italia, direttore artistico de “Le Stanze della Fotografia” di Venezia — e con Manila Alfano, direttore de La Provincia Pavese. Alle 21.30 la chiusura è affidata al Teatro Franco Parenti di Milano con “Terzo Tempo”, una commedia tenera e ironica diretta da Emanuela Giordano, tratta dall’omonimo romanzo di Lidia Ravera. Protagonisti in scena sono i fuoriclasse del teatro comico Lucia Vasini e Paolo Hendel, che interpretano una coppia di ultrasessantenni alle prese con il significato e le possibilità dell’invecchiamento.

Varzi, un borgo dell’Appennino lombardo, diventa capitale della cultura (grazie al PNRR)

Le voci dei protagonisti e la visione sul territorio

L’artista Marco Lodola, presidente onorario dell’associazione Varzi Arte, sottolinea il ruolo sempre più di rilievo che sta assumendo il Festival nel panorama nazionale e lancia una suggestione: “Il festival di Varzi, arrivato alla quarta edizione, è sempre di più un appuntamento ricorrente e molto atteso. Penso che tra un po’ si arriverà a ricordarsi di Varzi, non solo per l’inimitabile salame, ma anche per il suo famoso festival!”

Gli fa eco il Sindaco Palli «Il Varzi Festival è ormai un appuntamento ricorrente e atteso della fine dell’estate, non solo per Varzi ma per l’intero Oltrepò Pavese — dichiara Giovanni Palli, Sindaco di Varzi —. In pochi anni abbiamo costruito, edizione dopo edizione, un progetto che ha portato nel nostro borgo grandi protagonisti della musica, del teatro e della cultura, e che oggi è parte dell’identità della nostra comunità. L’edizione 2026 è forse la più eclettica di sempre: swing, pop e classica, letteratura, teatro, cinema e fotografia si incontrano e si contaminano, per unire generazioni e pubblici diversi. E quest’anno il Festival vive un passaggio storico: per la prima volta il suo main stage sarà il nuovo hub culturale realizzato con i fondi del PNRR, uno spazio nato dalla rigenerazione del nostro borgo che restituiamo alla comunità come casa della cultura di Varzi e dell’Oltrepò. Ringrazio la Fondazione Monte di Lombardia guidata con grande visione dal Prof Mario Cera e Regione Lombardia, al fianco della Città di Varzi e di VarziArte: è grazie a questa alleanza che la cultura diventa un motore concreto di crescita per il nostro territorio.»

Una visione che guarda oltre il palcoscenico. “Il Varzi Festival” non è soltanto un cartellone di spettacoli, ma un progetto di sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio, che prosegue tutto l’anno con attività di formazione, laboratori rivolti a bambini, adolescenti, adulti e categorie fragili, e collaborazioni con le scuole. L’obiettivo è consolidare Varzi come centro propulsore della vita culturale dell’Oltrepò Pavese e come punto di riferimento dell’Appennino lombardo, attraverso una rete di collaborazioni tra amministrazioni, enti culturali, fondazioni, imprese e cittadini. In questa direzione, l’alleanza strategica con la Fondazione Monte di Lombardia — attiva dal 1992 a sostegno dello sviluppo sociale, culturale ed economico delle comunità lombarde — e il contributo di Regione Lombardia rappresentano il pilastro di un modello che mette la cultura al centro dello sviluppo delle comunità dell’Appennino lombardo.

“Dal 2 al 6 settembre Varzi ospiterà “Il Varzi Festival” cinque giornate nelle quali musica, teatro, cinema, letteratura e fotografia si incontreranno, con artisti e realtà culturali di rilievo nazionale – dichiara la Presidente di Varzi Arte Anna Franzosi – Il nostro obiettivo è dare continuità a un percorso culturale che cresce e si consolida nel tempo, arricchendosi nella qualità della proposta e nella capacità di coinvolgere pubblici sempre più diversi e che ogni appuntamento diventi anche un’occasione per far conoscere Varzi e l’Oltrepò, i suoi luoghi, la sua identità e la sua comunità. Crediamo infatti che la vera sfida non sia soltanto riuscire a realizzare un bel Festival, ma dargli continuità nel tempo. I territori come il nostro hanno bisogno di iniziative culturali capaci di crescere anno dopo anno, creare relazioni, attrarre nuovi visitatori e diventare appuntamenti riconoscibili. La cultura può essere un importante strumento di promozione e di sviluppo del territorio, ma per produrre risultati ha bisogno di progettualità, collaborazione e soprattutto continuità. Il nostro obiettivo è proprio questo: fare in modo che il Varzi Festival diventi sempre più un appuntamento atteso, capace di portare persone a Varzi e, attraverso Varzi, far scoprire l’intero Oltrepò Pavese.”

INFORMAZIONI DI SERVIZIO

Il Varzi Festival 2026

Quando: 2–6 settembre 2026

Dove: Auditorium G. Azzaretti — nuovo hub culturale finanziato dal PNRR, Varzi (Oltrepò Pavese)

Ingresso: libero fino a esaurimento posti Info e programma: www.varziarte.it

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