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Le note di Ennio Morricone rivivono nella bacchetta del figlio Andrea

Le note di Ennio Morricone rivivono nella bacchetta del figlio Andrea

I figli Marco e Andrea regalano al pubblico il loro tributo più intimo al padre Ennio con sentimento e rarità quotidiane

Alcuni accordi regalati con la sua mano sinistra per approvare il percorso musicale di un adolescente Andrea e la consegna della doviziosa borsa con le proprie partiture per sigillare la piena fiducia riposta in un Marco ormai uomo.

Questi ricordi fanno parte della memoria di due fratelli dal cognome tanto importante quanto il loro orgoglio nel portarlo. Nel libro Ennio Morricone, il genio, l’uomo, il padre, pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2024, Marco Morricone, primogenito, che dal padre ha ereditato il carattere riservato e un po’ schivo, racconta la vita accanto al maestro, condendola con rarità di vita quotidiana, svelando un uomo capace di creare dei capolavori per il cinema senza quasi mai leggere i copioni, a volte partendo da semplici suoni come palline da ping-pong o fischietti omaggio nei sacchetti dei cornflakes. Un genio metodico e disordinato, analogico e terribilmente superstizioso, che dimostrava un affetto ruvido ma sincero, con una penetrante abilità di comunicare attraverso i silenzi. L’amore infinito per la moglie Maria, la sua bussola, per la quale aveva avuto un colpo di fulmine e a cui dedicò i due Oscar. Un fuoriclasse severo che sapeva essere dolcissimo.

Andrea Morricone, terzogenito e oggi Maestro e direttore d’orchestra, invece, la vita del padre la racconta in musica, attraverso il progetto sinfonico È Mio Padre – Morricone Dirige Morricone, in collaborazione con il fratello Marco e l’Orchestra Filarmonica del Teatro Comunale di Modena, organizzato da IMARTS – International Music And Arts.

Anche Andrea è di poche parole, a prevalere in lui è l’emozione mentre racconta la purezza delle opere del padre, per le quali quasi fatica a trovare aggettivi; basta il trasporto della voce a trasmette tutto il profondo rispetto e l’assoluta ammirazione.

Andrea, “È Mio Padre – Morricone Dirige Morricone” è il primo tributo che voi due figli realizzate per vostro padre Ennio

“Questo progetto è nato intorno a una tavola. Eravamo a cena fuori io, mio fratello Marco e le rispettive consorti. È uscita l’idea di mettere in scena questo format particolare, sintetizzando la parte musicale con la parte narrata da Marco, con le sue letture, frammenti di vita tratti dal suo libro.

La parte musicale si riferisce ai brani composti da mio padre, ho scelto alcune tra le sue partiture più celebri, affidandole all’ascolto così come sono state scritte, nella loro versione originale

Più che un format, un vero spettacolo

“Uno spettacolo musicale con questi contrappunti (usando un termine musicale) di Marco che entra con la sua poesia, e i ritratti di papà, accompagnati dal suo strumento, la voce. Marco interviene poche volte, ma con un timbro e dei contenuti che conferiscono al concerto una qualità davvero peculiare, unica e affascinante. Ci sarà un’anteprima che si terrà il 23 giugno a Modena; poi il 25 giugno a Pompei e l’11 luglio a Villafranca. Date a cui se ne aggiungeranno presto delle altre.”

Ennio Morricone, non tutti sanno, ha firmato grandi successi anche per la musica leggera: Sapore di sale, Abbronzatissima (la A-a è opera sua),  Il mondo, Piove (Ciao ciao bambina), Se telefonando. E proprio quest’ultima è stata riarrangiata da lei e verrà suonata nel concerto

“Ho riarrangiato “Se telefonando”, e mi fa piacere dirlo, ma c‘è anche un brano che ho dedicato a papà: “Theme for Ennio”. E soprattutto ci sono i capolavori di Ennio Morricone, che sono insormontabili.

L’esecuzione è delicatissima, avremo un’orchestra straordinaria, formata da cinquantadue musicisti e altre trenta persone che formano il coro. Quasi cento persone. L’emozione e la bellezza che sprigiona questa musica è imbarazzante. La purezza con cui è scritta. Penso all’overture de “Gli Intoccabili”, per esempio, o all’eleganza mozzafiato di “C’era una volta il West”.

Ecco, parliamo di Sergio Leone. Lui e suo padre erano compagni di classe alle elementari. Due bambini che si sono poi trovati, a distanza di qualche decennio, a cambiare la storia del cinema mondiale

“Due  maestri. Alle elementari non erano grandi amici, lo diventarono dopo. Fu mio padre a riconoscerlo, quando Sergio Leone lo chiamò per la prima collaborazione nel 1964. L’ultima volta che si erano visti giocavano a guardie e ladri nel cortile dell’Istituto “Carissimi“.

Come scrive mio fratello Marco nel libro: “c’era molta complicità tra loro. Sergio diceva che papà non era il suo musicista, era il suo sceneggiatore. La  sua musica faceva parlare gli attori: con le note era capace di sostituire certi brutti dialoghi, valorizzando uno sguardo o un primo piano, che era la specialità della casa. Il loro fu un rapporto di vera amicizia.”

C’è qualche colonna sonora a cui è più legato?

“Sono tutte troppo belle, è questa la risposta che mi sento di dare. Anche quelle scelte per lo spettacolo. Sono state valutate attentamente una per una, per lasciare il pubblico a bocca aperta, sbigottito. Se proprio dovessi scegliere, comunque,  direi il tema Deborah di “C’era una volta in America”.

Lei è compositore esattamente come suo padre, tra l’altro trombettista come suo nonno. È capitato non di rado, che musicisti, per diverse ragioni, in primis probabilmente per tutelarli, cercassero di impedire ai propri figli di intraprendere la loro stessa carriera. È capitato anche a lei?

“Bella domanda! All’inizio era assolutamente titubante – diciamo pure fermamente contrario! Accadde che mia madre ci portò, furtivamente, senza dire nulla a papà, da un insegnante di chitarra. Avevo dodici anni e il maestro faceva parte del suo gruppo di musicisti. Mia madre si raccomandò di non dire nulla a nessuno. Dopo qualche giorno, l’insegnate fu cacciato dall’orchestra, e noi rimanemmo, come si dice, con la chitarra in mano e senza mai più un insegnante per imparare a suonarla.”

Però alla fine si è arreso

“Io suonavo il pianoforte e ho iniziato a comporre molto presto, a undici anni. Un giorno mi disse di suonare una melodia. La suonai timidamente e lui aggiunse la sua mano sinistra per inserire qualche accordo. Si rese conto che la melodia che avevo composto funzionava: non disse nulla espressamente, non era da lui, ma capii che quegli accordi regalati e quell’impercettibile cenno del capo, rappresentavano il suo tacito benestare. Una sorta di in bocca al lupo per la carriera che avrei intrapreso.

Più avanti negli anni fu anche drastico con me, soprattutto dopo che acquisii nuove tecniche studiate in America, su cui, spesso, non era d’accordo. Ci siamo trovati agli antipodi su diverse visioni, ma molto vicini per tante altre.”

Il confronto tra due generazioni: avete comunque lavorato insieme, come per “Nuovo Cinema Paradiso”

“Il tema d’amore l’ho scritto io, è basato su una storia autobiografica, e lo considero il più grande privilegio conferitomi da mio padre. Ho un ricordo grandioso, sicuramente un brano che mi lega moltissimo al lui. Ma non ci sono state molte occasioni per lavorare insieme. Mi sarei sempre trovato a lavorare con un invincibile. E per far crescere Andrea, ho dovuto prendere le distanze da Ennio.”

Caracalla, 2019. Suo padre dirige il suo ultimo concerto e poi sale lei sul palco per il bis, con il passaggio simbolico del testimone, ovvero la consegna della bacchetta, da padre a figlio

“Un momento straordinario, contestuale sia al fatto che lui fosse restio a cedere la sua bacchetta, sia al trovarmi davanti a una platea sterminata e a un’orchestra che avrei diretto da lì a poco.  Avrei diretto un brano mai provato prima, il tema di Nuovo Cinema Paradiso. Fu un momento davvero emozionante; lo ricordo ancora con grande commozione. Un’esecuzione che riscosse successo, ma che era solo l’inizio di tanti chilometri di strada da percorrere per dimostrare di meritare quella bacchetta.”

Lei ha figli?

“Sì ho tre figli e tutti e tre studiano musica: sono tutti potenziali successori. Fa ben sperare per continuare la tradizione.”

L’eredità musicale dei Morricone, sembra essere salva.

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