Dal 24 agosto al 3 ottobre torna il festival in quota più amato del Trentino, “I Suoni delle Dolomiti”, rassegna capace di coniugare in maniera armonica le splendide vette dolomitiche con l’eleganza e la spiritualità della musica.
Tra boschi, rifugi alpini e viste mozzafiato si potrà assistere a concerti, la quasi totalità gratuiti (https://www.isuonidelledolomiti.it/). Il silenzio delle montagne si affiancherà alla musica prodotta da pianoforti, violoncelli, ottoni e fisarmoniche.
L’apertura del festival, nell’incantata cornice delle Dolomiti di Brenta, sarà affidata al progetto “Archi, Corde, In-canto”, che vedrà esibirsi insieme I Violoncellisti della Scala, con un repertorio che spazia da Vivaldi a Jimi Hendrix e il Coro SOSAT che, in occasione del proprio centenario, aggiungerà il suo patrimonio folkloristico di canti e musica alpina.
Decine di artisti di fama mondiale contribuiranno a regalare (e a regalarsi) un’esperienza unica, dove oltre alla bellezza dei paesaggi e di tutto il territorio, si presta massima attenzione al rispetto dell’ambiente, all’accessibilità e all’inclusione. Alcuni concerti sono stati concepiti per essere fruibili anche da persone con disabilità motorie e uditive. Per queste ultime, per esempio, saranno dati in dotazione dei “Haptic vest”: appositi gilet che capaci di convertire i suoni in vibrazioni corporee, in modo che la loro partecipazione possa essere il più vissuta possibile.
Altri appuntamenti immancabili sono la suggestiva Alba delle Dolomiti, dove il giovane ensemble femminile di ottoni Belles of the Rockies, abbraccerà il sorgere del sole sulla celebre “Terrazza delle Dolomiti”, e le diverse esperienze del Trekking dei Suoni.
Percorsi, cammino e concerti in altitudine, come quello offerto dal controtenore Jakub Józef Orliński, dai Baba Yaga, cinque musicisti ispirati alla mitologia slava che fondono melodie balcaniche e jazz gitano, o dall’incontro tra il violino di Gilles Apap e il violoncello di Mario Brunello (direttore artistico del festival).
Lo stesso Brunello afferma: “I Suoni delle Dolomiti sono fedeli a un’idea molto semplice: la musica in montagna si ascolta e si vive in modo diverso. Non c’è un palco tradizionale, non c’è distanza tra artisti e pubblico. Si cammina insieme, sullo stesso sentiero e si arriva in luoghi dove la natura è parte del concerto. La musica diventa uno strumento per avvicinare le persone alla montagna e ai suoi equilibri.”
Quest’anno ci sarà anche un’attesissima novità: la “Musica verticale”, in programma dal 29 settembre al primo ottobre in Val di Fassa. Un intimo dialogo tra due mondi ugualmente intensi: la musica e l’arrampicata.
Alexander Huber, alpinista di fama mondiale si fa scoprire nella sua veste di eccelso pianista e insieme alla collega (arrampicatrice e pianista) Chiara Schmidt daranno vita alle musiche di Philipp Glass in un concerto a quattro mani, raccontando lo stretto rapporto tra musica e arrampicata. Entrambe richiedono concentrazione assoluta e perfetto equilibrio tra corpo, mente e spazio che li ospita.
Tra virtuosismi barocchi e contemporanei, profondità interpretative, intrecci di linguaggi musicali, culture diverse e tradizioni, per più di un mese, le Dolomiti si trasformeranno in un vero e proprio teatro a cielo aperto. E non solo per lo strabiliante panorama.
