Non è solo un nuovo singolo album, ma una dichiarazione di linguaggio. Con CTRL+ALT+SKIID, gli ARrC trasformano l’errore di sistema in grammatica generazionale, riscrivendo uno dei comandi più iconici dell’era digitale per raccontare cosa significa crescere oggi dentro loop infiniti di aspettative, competizione e reset forzati.
Anticipata durante le promozioni del mini-album HOPE, la title track “SKIID” introduce persino un nuovo pattern ritmico – lo SKIID rhythm – un dettaglio tecnico che diventa concettuale: tutto scivola, si sfalda, va in system down. Ma invece di cercare una soluzione rigida, ARrC scelgono una forma di resilienza imperfetta e profondamente contemporanea. Non si cancella: si riavvia. Ancora. E poi di nuovo.
Il progetto si completa con “WoW (Way of Winning)”, un pop-house dal DNA UK garage che sposta il focus dal Game Over alla scelta deliberata del Restart. Qui entrano in scena MOON SUA e SIYOON, protagoniste non solo al microfono ma anche nella scrittura, in un incontro che attraversa generazioni, sensibilità e attitudini, restituendo un’idea di vittoria meno trionfale e più autentica: continuare, anche senza una linea del traguardo.
Tra sperimentazione sonora minimale, immaginari digitali e un’estetica che dialoga con il mondo beauty e lifestyle, CTRL+ALT+SKIID si inserisce in un momento di forte espansione internazionale per ARrC, confermandoli come uno dei progetti rookie più interessanti da osservare. Non per l’hype, ma per la capacità – sempre più rara – di tradurre l’instabilità di una generazione in forma, ritmo e racconto.
Panorama ha parlato con loro.
CTRL+ALT+SKIID gioca con l’idea di un “reboot” più che di una cancellazione. Qual è stato il punto di partenza emotivo dietro questa scelta, proprio in questo momento della vostra carriera?
HYUNMIN: Quando si pensa alla combinazione “CTRL+ALT+DEL”, di solito significa azzerare tutto e ricominciare da capo. Questa volta, però, abbiamo sostituito l’ultimo tasto con “SKIID”. Invece di cancellare fallimenti o instabilità, volevamo raccontare come quei momenti possano diventare un trampolino per andare avanti. Ci sono stati momenti in cui le cose non sono andate come previsto, in cui abbiamo sbagliato o siamo caduti. Ma invece di eliminare tutto questo, abbiamo voluto accettarlo come parte di ciò che ci ha resi quelli che siamo oggi. L’idea di “sono caduto, ma non è la fine” o “ho sbandato, ma da qui posso ripartire” ci sembrava la più adatta a rappresentare il momento che stiamo vivendo nella nostra carriera.
DOHA: Credo che questo album non parli di una versione perfetta di noi, ma delle emozioni che stiamo vivendo adesso, mentre stiamo ancora imparando. I dubbi e l’instabilità ci sono sembrati le storie più oneste da raccontare. Stiamo crescendo, e ognuno di noi sta trovando il proprio modo di rialzarsi. CTRL+ALT+SKIID cattura esattamente questa mentalità: andare avanti anche senza essere perfetti.
La title track “SKIID” introduce quella che avete definito una nuova identità ritmica. In che modo volevate che questo suono vi distinguesse come ARrC dai vostri lavori precedenti?
HYUNMIN: Se i nostri album precedenti erano più concentrati sul flusso emotivo e sulla narrazione, “SKIID” è il brano in cui quelle emozioni si trasformano in movimento. Non si tratta più di sentimenti che restano nella testa, ma del momento in cui agisci in base a ciò che stai provando. Per questo abbiamo riflettuto molto su come esprimere l’idea di “reboot” attraverso il suono e la performance. In modo naturale è nato quello che oggi chiamiamo “SKIID rhythm”. Per me è il ritmo che rappresenta meglio chi sono oggi gli ARrC.
ANDY: Lo “SKIID rhythm” è un ritmo a cui il corpo reagisce prima ancora che la mente inizi a pensare. Per renderlo davvero nostro, abbiamo stratificato molte texture diverse: riff di pianoforte, suoni digitali distorti, elementi sottili come il respiro. Ogni dettaglio ha reso il ritmo più vivo. Volevamo presentarci in modo intuitivo e onesto, e sentivamo che questo ritmo riusciva a farlo. Idealmente, anche senza spiegazioni, la musica dovrebbe già dire che tipo di gruppo siamo in questo momento.
L’album parla molto di loop ripetitivi: pressione, competizione, aspettative. Quanto questa narrazione è vicina alla vostra esperienza personale come rookie group?
KIEN: Ci sono stati giorni in cui tutto sembrava ripetersi allo stesso modo. Tra allenamenti continui e preparazione costante, a volte ti senti bloccato in un loop. Ma invece di fermarci su quella sensazione, ci siamo aggrappati alle aspettative per ciò che verrà. Pensare a come i fan avrebbero reagito alla nuova musica o alle performance rendeva diversa anche la routine più ripetitiva e ci dava motivazione per spingerci oltre. Questa combinazione di pressione e attesa è molto vicina alle emozioni che l’album vuole raccontare.
ANDY: Essendo rookie, tutto è nuovo per noi, quindi ci sono state situazioni in cui abbiamo sentito pressione senza nemmeno capirne subito il motivo. A volte l’incertezza ci rendeva ansiosi. Col senno di poi, però, quei momenti sono diventati occasioni di crescita. Le emozioni di cui parla l’album riflettono davvero il punto in cui siamo ora: andare avanti passo dopo passo, anche dentro la competizione e la pressione, cercando di crescere attraverso tutto questo.
La collaborazione con MOON SUA e SIYOON di Billlie in “WoW (Way of Winning)” sembra molto intenzionale. Cosa ha portato la loro presenza al brano che altrimenti non sarebbe esistito?
CHOI HAN: Collaborare con artiste senior come MOON SUA e SIYOON è stato incredibilmente significativo per noi. “WoW (Way of Winning)” ha un’energia libera e un mood raffinato, e il fatto che abbiano partecipato anche alla scrittura dei testi ha aggiunto profondità emotiva al brano. Le loro voci sono tridimensionali e la loro interpretazione è molto delicata, rendendo ancora più vivido il lato trendy della canzone. Durante le registrazioni ho imparato moltissimo, soprattutto sull’espressione e l’attenzione ai dettagli. La loro immersione totale nel lavoro era di per sé fonte di ispirazione. È andata ben oltre una semplice collaborazione.
HYUNMIN: Billlie è un gruppo molto sincero, sia nella musica sia nella performance, proprio come noi. Appena abbiamo sentito “WoW”, abbiamo pensato che lavorare con loro, noti per originalità sonora e scenica, avrebbe creato una grande sinergia. Grazie alla collaborazione, il colore del brano si è arricchito e la sua completezza è cresciuta. Ci ha fatto capire quanto sia stimolante scambiarsi idee con altri artisti e trovare armonia attraverso la musica. Speriamo di affrontare molte altre collaborazioni in futuro.
Sia le Billlie sia gli ARrC hanno una forte identità narrativa. In che modo lavorare con artisti della stessa etichetta ha influenzato la chimica creativa in studio?
RIOTO: La cosa che mi ha colpito di più è stata vedere come le storie dei due gruppi non si scontrassero, ma scorressero insieme in modo naturale. Ci siamo rispettati a vicenda e, concentrandoci su emozioni e messaggi condivisibili, le idee sono nate con grande libertà. Mantenere il colore di ciascun gruppo creando nuovi punti di connessione è stato un processo estremamente creativo.
DOHA: Avendo entrambi identità narrative molto chiare, c’è stato rispetto reciproco fin dall’inizio. Essendo nella stessa azienda, non abbiamo dovuto spiegare a lungo chi eravamo: siamo andati subito al punto d’incontro tra i nostri approcci. Non volevamo sovrascrivere l’identità di nessuno, ma far convivere storie diverse rendendole più ricche. Credo che questo abbia generato l’energia positiva e la sinergia unica che si sentono nel risultato finale.
Visivamente, “SKIID” è crudo, dinamico, quasi inquieto. Quanto era importante che performance e immaginario riflettessero instabilità e movimento?
CHOI HAN: Per trasmettere davvero instabilità e slancio, per noi le espressioni individuali erano importanti quanto i movimenti. Anche con la stessa coreografia, l’energia cambia completamente in base all’emozione. Abbiamo cercato di essere il più onesti possibile nel mostrare quei momenti grezzi e instabili attraverso i dettagli della performance.
JIBEEN: Abbiamo riflettuto molto su quali elementi visivi potessero aiutare il pubblico a connettersi con la nostra energia. Per me, tutto passava soprattutto dalle espressioni facciali, perché emozioni come ansia e tensione si comunicano prima di tutto lì. Guardando “SKIID”, spero che si presti attenzione anche a questo aspetto.
L’idea di “vincere” in “WoW (Way of Winning)” non è competitiva in senso classico, ma più interiore. Come definite personalmente la vittoria in questa fase del vostro percorso?
HYUNMIN: Per me vincere non significa solo ottenere risultati visibili. Conta soprattutto il processo e ciò che impari lungo il cammino. Se quelle lezioni portano a nuove scelte e a una crescita successiva, allora quel percorso è già una vittoria.
KIEN: Io non vedo la vittoria come il superare qualcun altro, ma come il superare i propri limiti. Rompere barriere che non pensavi di poter oltrepassare, non arrendersi alle difficoltà e imparare a gestire paura e ansia: questa è la mia idea di vittoria.
Il pubblico internazionale sta rispondendo sempre di più alla vostra musica. Sapere che il vostro messaggio attraversa i confini come influisce sul modo in cui pensate alle prossime uscite?
JIBEEN: Vedere fan di altri Paesi connettersi alla nostra musica attraverso le proprie emozioni mi ha fatto capire che ciò che davvero supera i confini non sono le parole elaborate, ma l’emozione autentica. Questo mi ha spinto a concentrarmi meno sul “calcolo” e più sull’onestà nel raccontare ciò che sentiamo davvero.
ANDY: Notare come la nostra musica risuoni con persone di culture diverse mi ha fatto capire quanto il linguaggio della musica sia universale. Invece di pensare a come rendere qualcosa “globale”, mi concentro di più su quale storia vogliamo davvero raccontare. Se c’è sincerità, i cuori si connettono, anche se i contesti sono diversi.
Se CTRL+ALT+SKIID è il reboot, quale parte degli ARrC sentite davvero “resettata” con questo comeback?
CHOI HAN: Dopo aver superato il primo anniversario dal debutto, sento che il nostro atteggiamento e il modo di stare sul palco sono diventati più maturi. Preparando questo comeback, abbiamo chiarito meglio chi siamo come team e quale energia vogliamo trasmettere. Salire sul palco con questa consapevolezza è il vero reboot per me.
DOHA: Non vedo questo album come un ricominciare da zero, ma come un passo in avanti costruito su tutto ciò che abbiamo vissuto. Il reboot non è cancellare il passato, ma portarlo con noi e procedere in modo più solido.
Guardando al futuro, questo album è un punto di transizione o una base? Cosa dovremmo aspettarci dagli ARrC dopo questo reset?
HYUNMIN: Per me questo album segna l’inizio di una vera rivoluzione per ARrC: non un piccolo cambiamento, ma una svolta nel nostro modo di lavorare e di esprimerci. Mostreremo lati nuovi che non avete ancora visto, quindi spero che guardiate con curiosità a ciò che verrà.
RIOTO: Io lo sento come la base più solida prima di cambiamenti ancora più grandi. Dopo questo reset, siamo diventati più onesti e consapevoli di chi siamo come gruppo. Spero che continuiate a seguirci mentre impariamo, sperimentiamo e cresciamo passo dopo passo come ARrC.
