Spesso si pensa allo stereotipo della direttrice di un’accademia di danza classica come una donna seriosa, preferibilmente acida e zitella, il cui unico obiettivo è trasferire rigore e inflessibilità.
Caterina Calvino Prina, fondatrice e direttrice dell’Accademia Ucraina di Balletto di Milano, è la classica eccezione a quella che potrebbe essere una regola, oramai un po’ arcaica.
Solare, dalla risata spontanea e contagiosa – che non preclude certo responsabilità e competenza – racconta a Panorama.it la storia di AUB, la sua Accademia Ucraina di Balletto, fondata a Milano nel 2005 e che il 10 maggio festeggerà i suoi vent’anni di attività con uno splendido Gala al Teatro degli Arcimboldi.
Il destino di Caterina Calvino Prina era già scritto prima ancora che lei sapesse riconoscerlo. Studia danza classica, si specializza all’Accademia di Balletto di Kiev, completa la sua formazione con la danza moderna e contemporanea, ma per scelta non diventa ballerina professionista: da sempre il suo sogno è insegnare e creare coreografie.
Frequenta la scuola per interpreti scegliendo come lingua principale il russo. Non sa nemmeno lei il perché, ma qualcosa le dice di coltivare quella lingua e per un po’ porta avanti una duplice vita: la danza e lo studio delle lingue.
Grazie proprio al suo lavoro di interprete entra in contatto con la direttrice dell’Accademia Ucraina di Balletto di Kiev. Da lì nasce prima l’idea, poi il progetto concreto. Il suo racconto trasmette tutta la sua passione per la danza in primis, ma anche per l’educazione e la crescita in un ambiente sì rigido, ma principalmente sano.
Caterina, quest’anno festeggiate i vent’anni di una realtà di formazione per ballerini professionisti nata da un progetto molto ambizioso
“Quando ho iniziato, avevo solo tredici allievi e la sede era presso il Teatro delle Erbe. Adesso gli allievi sono 250 e siamo appoggiati al Teatro degli Arcimboldi e dallo scorso anno anche al Teatro Carcano. È stato un cammino lungo, intenso, ma decisamente ricco di grandi soddisfazioni.”
Dall’anno successivo alla fondazione, vi siete appoggiati all’Istituto delle Marcelline
“Una collaborazione che dura da diciannove anni; una delle parti più importanti della scuola è quella legata al nostro essere, al di là dei teatri. È stato creato un progetto chiamato “Arte Formazione e Cultura”, che ha lo scopo di fornire ai ragazzi una formazione coreutica di eccellenza, affiancata a una formazione scolastica di spessore. Cosa che per me è fondamentale per poter avere un piano B.
Il percorso è molto lungo, parliamo di otto anni, tre di medie e cinque di superiori, entrano a undici anni e ne escono a diciannove, per cui tante cose possono cambiare. Per questo è importante che scolasticamente loro possano avere le porte aperte e la collaborazione con l’Istituto delle Marcelline mi ha dato la possibilità di creare questa sinergia.”
Avete molte richieste di ammissione?
“Sì, ne abbiamo parecchie, e non è assolutamente semplice entrare. Bisogna essere in possesso di determinate caratteristiche, perché per la maggior parte delle allieve significa essere “staccate” dalla famiglia. Il numero dei convittori è cresciuto moltissimo. Io non faccio trasferire una ragazzina se non vedo potenziale e caratteristiche necessarie. Poi, non ho la sfera di cristallo, ma senza i requisiti iniziali non si parte nemmeno.”
Non offrite solo danza e istruzione, ma anche disciplina e un preciso modus operandi
“Noi vediamo questi ragazzi crescere con la dottrina della danza e la soddisfazione più grande è vederli diventare in primis belle persone, con una disciplina che loro stessi trasformano in autodisciplina, sanno cosa sia il sacrificio.
Il mio lavoro non finisce quando si diplomano, ma quando trovano la loro strada, che a volte si sviluppa in maniera diversa dalla classica ballerina. Ci tengo molto a sottolinearlo perché sembra sempre che il mondo della danza sia esclusivamente legato al fatto di fare il ballerino professionista. Invece, senza la formazione di ballerino professionista non si possono affrontare quei lavori collaterali che nascono proprio da questo tipo di preparazione. Come, per esempio, il fisioterapista – figura oggi richiestissima – o l’insegnante di pilates finalizzato ai ballerini professionisti.
Io stessa ho sempre preferito insegnare, ma se non avessi studiato a livello professionale, se non avessi avuto questo tipo di formazione, non sarei riuscita a realizzare questo progetto.”
Progetto che verrà celebrato domenica 10 maggio al Teatro degli Arcimboldi, che da oltre dieci anni ospita in cartellone i vostri spettacoli
“Un’occasione per ripercorrere vent’anni di impegno artistico e didattico. Ci saranno frammenti di balletti di repertorio messi in scena in questi quattro lustri e momenti dedicati ai passaggi più significativi della storia dell’Accademia, tra cui esibizioni di ex allievi oggi affermati a livello internazionale. Tra gli ospiti della serata anche étoiles e Maestri di fama mondiale, che nel corso degli anni hanno contribuito alla crescita dell’Accademia e degli allievi. Senza spoilerare troppo, ci sarà anche un estratto di Cenerentola, un nuovo progetto realizzato in collaborazione con TAM Ballet.”
Un Gala che porta sul palcoscenico danza, emozione, esperienza e tradizione, ma con uno sguardo al futuro e a tutto ciò che di bello si può esprimere con la danza.
