Il 13 maggio 1888, l’allora dal principe e sovrintendente dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo Ivan Vsevoložskij scrisse a Pëtr Il’ič Čajkovskij, rivelando di voler allestire un balletto basato sulla fiaba di Charles Perrault: “La bella addormentata”, proponendo proprio al compositore di scriverne la musica.
Čajkovskij accettò e scrisse tutte le musiche in soli quaranta giorni.
Il 15 gennaio 1890, a San Pietroburgo, andava in scena la prima di quello che molti definiscono “Il balletto dei balletti”, La Bella Addormentata, dove nel ruolo della protagonista Aurora, c’era proprio una ballerina italiana: Carlotta Brianza.
In Italia il balletto fu allestito sei anni più tardi e, da allora, non smette di essere rappresentato.
Sabato 25 e domenica 26 aprile, andrà in scena al Teatro Arcimboldi Milano, con gli allievi dell’Accademia Ucraina di Balletto di Milano e con le guest star Michal Krčmář e Yuka Masumoto, primi Ballerini del Teatro dell’Opera di Helsinki, che danzeranno nei ruoli dei protagonisti. Il tutto accompagnato dalla musica dal vivo dell’Orchestra Filarmonica Italiana, diretta dal maestro Marco Dallara.
Caterina Calvino Prina, direttrice dell’Accademia Ucraina di Balletto, ci racconta che lo spettacolo verrà rigorosamente proposto nella sua versione più famosa nel rispetto della tradizione del repertorio classico.
La Bella Addormentata, portata in scena dai vostri allievi
“A tutti gli effetti è la storia dell’omonima fiaba, con un prologo e tre atti, quindi uno spettacolo lungo – è il balletto più lungo di Čajkovskij. La coreografia è quella di Marius Petipa, qui ripresa dai docenti dell’Accademia.
Noi rispettiamo le versioni originali, secondo me è giusto che i balletti vengano tramandai nel tempo nelle loro versioni tradizionali. Sono lavori meravigliosi, e come in tutti i nostri spettacoli, i ruoli dei protagonisti sono interpretati da ballerini che noi invitiamo dai grossi teatri europei, piuttosto che americani.
In questo spettacolo i due protagonisti sono i due primi ballerini del teatro dell’Opera di Helsinki: Michal Krčmář e Yuka Masumoto.”
Anche a livello didattico è estremamente importante ballare al fianco di grandi professionisti.
Devo dire che in tutti questi anni abbiamo sempre trovato persone con un grande cuore e davvero disponibili, oltre ovviamente all’elevato calibro. Hanno dato un esempio bellissimo.”
“Un’altra cosa che tengo molto a sottolineare è che i nostri spettacoli sono accompagnati dalla musica e dall’orchestra dal vivo. Ci saranno ben quarantasette elementi, diretti dal nostro maestro d’orchestra Marco Dallara.”
Nel 1890, alla fine della première dello spettacolo, lo zar Alessandro III convocò Čajkovskij nel palco imperiale, commentando semplicemente con: Bellissimo. Si narra però che il compositore si impermalosì confidando in un commento più favorevole e loquace.
Probabilmente il passionale maestro non aveva considerato che quando lo spettacolo regala emozioni così forti e intense, si fatica a trovare gli aggettivi più appropriati.
Fosse anche lo Zar di Russia.
