C’è ancora un mese di tempo per trasformare in realtà il sogno di aprire una propria libreria. Il Ministero della Cultura ha prorogato al 13 ottobre 2026 la scadenza del bonus librerie under 35, la misura per sostenere l’avvio di nuovi punti vendita di libri. Sul piatto ci sono 4 milioni di euro per under 35 che vogliono aprire (o hanno già aperto di recente) una libreria indipendente.
Chi può fare domanda: i requisiti anagrafici e professionali
Il contributo si rivolge alle persone fisiche titolari o legali rappresentanti di librerie indipendenti o affiliate, a condizione che non facciano parte di catene o gruppi editoriali. Per partecipare non si devono aver ancora compiuti i 35 anni alla data del 28 dicembre 2024, giorno di entrata in vigore del decreto-legge che ha istituito la misura. Non bisogna avere condanne penali definitive per reati contro la pubblica amministrazione, essere coinvolti in procedure concorsuali in corso o avere alle spalle illeciti professionali gravi.
Come sono divisi i fondi tra librerie nuove ed esistenti
I 4 milioni di euro a disposizione sono ripartiti in due tranche con destinatari diversi. Un primo fondo, di 1 milione di euro, è riservato a chi ha già avviato l’attività dopo il 30 dicembre 2023 in piccoli comuni o aree svantaggiate, dove non esiste un altro punto vendita di libri. In questo caso serve anche dimostrare che la vendita di libri abbia pesato per almeno il 30% del fatturato negli ultimi due mesi prima della domanda. Il secondo fondo, di 3 milioni di euro, è aperto a tutta Italia e riguarda le librerie apertesi dopo il 30 giugno 2024 oppure ancora da avviare. In entrambi i casi occorre avere il codice ATECO primario dedicato al commercio di libri (nuovi o usati). Chi non ha ancora aperto i battenti deve impegnarsi a farlo entro 180 giorni dalla comunicazione dell’esito della domanda, pena la perdita del contributo.
Quanto si può ottenere e per quali spese
Il contributo a fondo perduto può arrivare fino a 25mila euro, tetto massimo comprensivo del bonus formazione. I soldi non sono spendibili liberamente: vanno documentati con fatture o preventivi e possono coprire, tra le altre cose, i lavori di ristrutturazione dei locali, l’acquisto di scaffalature, gli impianti di sicurezza e antitaccheggio, la digitalizzazione dell’attività e gli oneri amministrativi (escluse tasse e imposte). Non sono invece coperte le spese per l’acquisto dei libri da rivendere.
Come e dove presentare la domanda
La domanda si fa tramite PEC, all’indirizzo [email protected], utilizzando i moduli scaricabili dal sito della Direzione generale Biblioteche e istituti culturali del Ministero della Cultura. La domanda va inviata entro le ore 15 del 13 ottobre 2026: chi supera anche di poco l’orario rischia l’esclusione, quindi meglio non aspettare l’ultimo minuto.
