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Mostra del cinema di Venezia 2026, i 10 film più attesi

Mostra del cinema di Venezia 2026, i 10 film più attesi
Immagine del film “Wild horse nine” (Foto: Searchlight Pictures)

Si inizia con il Leone d’oro alla carriera a George Clooney, accolto da Laura Dern, e con “Ink” di Danny Boyle. Tra gli 89 lungometraggi che scorrono in laguna, ecco quelli che più accendono le aspettative

Saranno subito Danny Boyle & George Clooney alla Mostra del cinema di Venezia 2026, in programma al Lido dal 2 al 12 settembre. Al regista premio Oscar per The Millionaire l’onore di aprire l’83ª edizione del festival lagunare con il suo nuovo film Ink. All’attore e regista tra i più celebrati di Hollywood, invece, l’omaggio del Leone d’oro alla carriera.

Laura Dern, collega e amica di sempre, dai tempi del set condiviso nel 1983 per Grizzly II: The Predator, terrà la laudatio per George, mercoledì 2 settembre durante la serata inaugurale nella Sala Grande del Palazzo del Cinema. C’è da scommettere che saranno parole di amore e ironia. La cerimonia d’apertura è condotta da Greta Scarano.

Non solo Boyle. Dal ritorno di Nanni Moretti al Lido dopo 37 anni al maestro Herzog che infila il suo sguardo affilato in un’inquietante storia vera di sorellanza, fino al fedelissimo irlandese Martin McDonagh che non ne sbaglia una, è già trepidazione. Tra gli 89 lungometraggi che popoleranno la Selezione ufficiale della Mostra del cinema di Venezia 2026, ecco i 10 film più attesi. Il nostro capofila delle aspettative? Wild horse nine.

1) Wild horse nine di Martin McDonagh

Adoriamo Martin McDonagh, che ultimamente al Lido non manca mai. Le sue opere sono un mix sempre a segno di umanità e cinismo, divertenti e pungenti. La sua filmografia parla da sé: In Bruges – La coscienza dell’assassino, Tre manifesti a Ebbing, Missouri, Gli spiriti dell’isola.
Torna a Venezia in concorso con uno scoppiettante duo di attori, Sam Rockwell e John Malkovich. Interpretano due agenti della Cia che, poco prima del colpo di Stato cileno del 1973, sono inviati da Santiago all’Isola di Pasqua dal loro capo di sezione (Steve Buscemi). Tra le iconiche statue dell’isola, i due partner di lunga data lottano con i loro oscuri passati e le cospirazioni del presente. Finché una coppia di studentesse ribelli (Mariana di Girolamo e Ailín Salas) minaccerà di mandare all’aria il loro viaggio.

2) Bucking Fastard di Werner Herzog

L’anno scorso Venezia celebrava il grande regista tedesco con il Leone d’oro alla carriera. Ora lo accoglie in concorso con Bucking Fastard, film tratto da una storia vera.
Kate Mara e Rooney Mara, sorelle nella vita reale per la prima volta insieme sul set, interpretano Jean e Joan Holbrooke, personaggi ispirati alle sorelle gemelle britanniche Freda e Greta Chaplin, diventate famose negli anni ’80 per la loro perfetta simbiosi, al punto da sincronizzare gesti, eloquio e amori. Sullo schermo, eccole che parlano all’unisono, amano lo stesso uomo e condividono perfino gli stessi sogni. Ai margini della società e sospese tra la città contemporanea e i paesaggi selvaggi d’Irlanda, cercano un luogo immaginario in cui il vero amore sia possibile.
Nel cast anche Orlando Bloom e Domhnall Gleeson.

3) Ink di Danny Boyle

Film d’apertura della Mostra del cinema 2026, Ink segna la prima volta a Venezia del regista di Trainspotting.
Boyle ricostruisce l’acquisto del quotidiano The Sun da parte dell’editore Rupert Murdoch (Guy Pearce) nel 1969. Ne affidò la direzione allo spregiudicato Larry Lamb (Jack O’Connell), che ne fece il più venduto tabloid scandalistico inglese, a spese del rivale The Mirror. Sfacciato, irriverente e audace, lo spumeggiante tabloid ha sfidato l’establishment e ha rifondato il nostro mondo per l’era moderna.
Ink è in corsa per il Leone d’oro. A giudicare i 21 lungometraggi in concorso la giuria capitanata da Maggie Gyllenhaal.

4) Succederà questa notte di Nanni Moretti

L’ultima volta a Venezia per Nanni Moretti fu nel 1989 con Palombella rossa, quando fu piazzato fuori concorso con strascico di polemiche. Da allora il regista romano ha sempre preferito il Festival di Cannes. Ma ora rieccolo, in concorso ovviamente, ed è già evento.
Con Succederà questa notte torna a sceneggiare da un libro dell’israeliano Eshkol Nevo, dalla raccolta di racconti Legami. E speriamo che questa volta l’esito sia migliore di Tre piani (2021), che traduceva in film l’omonimo libro.
Ambientato a Roma, esplora il tema dei legami familiari e la complessità dei sentimenti. Greta (Jasmine Trinca) è madre di una ragazza adolescente, Anna (Elisabetta Traversa), mentre Matteo (Louis Garrel) è padre di un ragazzo. I due si incontrano per caso e si rincorrono tutta la vita. Un amore tormentato che attraversa gli anni, cambiando insieme ai suoi protagonisti.

Mostra del cinema di Venezia 2026, i 10 film più attesi
Immagine del film “Ink” di Danny Boyle (Foto: Biennale di Venezia)

5) Woman unknown di May el-Toukhy

Regista e sceneggiatrice danese fattasi apprezzare con Dronningen, premio del pubblico al Sundance 2019, May el-Toukhy è l’unica donna in concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2026.
«La guerra non ha un volto di donna», scrive l’autrice bielorussa Svjatlana Aleksievič nella sua opera omonima. Woman unknown invece dà voce a figure femminili che raramente trovano spazio nel racconto collettivo. Protagonista del film è Marie (Mathilde Arcel), giovane tata e domestica che, nella Danimarca del secondo dopoguerra, sta per sposare Christian (Carsten Bjørnlund), il ricco e più anziano vedovo per cui lavora. Ma Marie nasconde un segreto “vergognoso”: durante la Seconda guerra mondiale, ha avuto una relazione intima con un soldato tedesco. Ora il suo passato minaccia di raggiungerla ed è costretta a lottare per preservare il suo nuovo status.

6) Look back di Hirokazu Kore’eda

Ultimamente il regista giapponese ha perso un po’ il suo tocco da osservatore delizioso delle relazioni umane, che trovò l’apice nel meraviglioso Un affare di famiglia, Palma d’oro a Cannes. E proprio al festival della Costa Azzurra Kore’eda ha consegnato un altro film quest’anno, Sheep in the Box, che ha confermato un certo appannamento. Speriamo che il meglio lo abbia preservato per Venezia.
Adattamento live-action dell’omonimo manga del 2021 di Tatsuki Fujimoto, girato in 35 mm, Look back è il coming-of-age di due ragazzine adolescenti, una sicura delle proprie capacità, l’altra schiva e solitaria. Diventano amiche disegnando i primi manga a scuola e inseguono il sogno di diventare professioniste nel corso di un viaggio lungo tredici anni.

7) La ragazza con la Leica di Alina Marazzi

Ad Alina Marazzi, apprezzata documentarista italiana naturalizzata svizzera che lavora molto sulle immagini della memoria e sulla soggettività femminile, è affidata l’apertura della sezione Orizzonti di Venezia 83. 
La ragazza con la Leica rievoca Gerda Taro, la prima fotoreporter morta sul campo di battaglia, una donna che ha incarnato un tempo in cui tutto sembrava ancora possibile. La interpreta Emilia Schüle.
Nella Parigi del 1937 Gerda Taro trascorre insieme al suo grande amore Robert Capa (Aaron Altaras) e agli amici con cui è fuggita dalla Germania nazista l’ultimo giorno prima di tornare sul fronte spagnolo con la sua Leica. Passato e presente si intrecciano per tratteggiare il ritratto di una donna determinata che usava la sua macchina fotografica come strumento di lotta e di libertà.

Mostra del cinema di Venezia 2026, i 10 film più attesi
Louis Garrel e Jasmine Trinca in “Succederà questa notte” (Foto: 01 Distribution)

8) Oasis: Don’t Look Back In Anger di Dylan Southern e Will Lovelace

Il Lido di Venezia sabato 5 settembre riuscirà a contenere l’entusiasmo che accoglierà i fratelli impossibili Liam e Noel Gallagher? Dopo anni di rancori e silenzi, i due sono tornati insieme, scrivendo una nuova pagina di Oasis. Il film documentario che racconta l’inimmaginabile reunion ha la sua anteprima fuori concorso a Venezia. E i due burrascosi Gallagher ci saranno!
Oasis: Don’t Look Back In Anger racconta il trionfale tour “Oasis Live ’25”, uno dei ritorni rock più attesi dei nostri tempi. Cattura l’esperienza e le emozioni della band e dei suoi fan in tutto il mondo, accede alle prove, al backstage e al palco e filma la prima intervista congiunta di Noel e Liam dopo più di 20 anni.

9) The Echo Chamber di Andrea Pallaoro

Sono cinque i film italiani in concorso. Oltre a Moretti, inevitabilmente il più atteso, ci saranno Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, L’estranea di Paolo Strippoli che aspettiamo con curiosità, Ritorno a Buenos Aires dell’apprezzato Marco Bechis, che mancava da tanto, e… The Echo Chamber di Andrea Pallaoro. E qui ci soffermiamo: perché la sceneggiatura è l’ultima firmata da Bernardo Bertolucci, scritta con Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi.
Il cast ha un’intrigante allure internazionale: Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon.
Al centro della narrazione una storia d’amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi.

10) Eklipse di Manuel Wetscher

Opera prima dell’austriaco Manuel Wetscher dal taglio semi-documentaristico, è il racconto di formazione di due adolescenti tra senso di emarginazione, diffidenza e pregiudizi per la diffusione dell’Aids.
Perché siamo così attratti dal film di un autore sconosciuto, in concorso ad Orizzonti? Perché ci fidiamo del direttore della Mostra Alberto Barbera, che durante la presentazione del programma di Venezia 83 si disse molto colpito da Eklipse. «Mi sembra un regista di grande talento che aspetto di vedere alle prossime prove».
Protagonisti Tomy (Moritz Hohlrieder) e il suo migliore amico Chris (Finley Brown). Trascorrono l’estate del 1999 in un caseificio di montagna. Mentre scoprono nuovi mondi, la madre di Tomy tiene segreto al figlio il vero motivo del ricovero del padre. Quando Chris viene a sapere che è in ospedale per “il male dei gay”, si spaventa. Tomy improvvisamente si trova a dover affrontare il rifiuto degli altri e il silenzio della sua stessa famiglia.

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