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Al cinema Cime tempestose. O noiose, nonostante l’impegno

Al cinema Cime tempestose. O noiose, nonostante l’impegno

La regia di Emerald Fennell si sforza in una tensione estetica continua. E anche Jacob Elordi e Margot Robbie si danno perdutamente ma… eros e chimica son smarriti nella brughiera

«Non lasciarmi in questo abisso in cui non riesco a trovarti». Eccoli, i due amanti dannati della letteratura inglese, Heathcliff e Cathy, strettamente cinti da lacciuoli sociali e dalla loro passione totalizzante e ossessiva. Eccoli, Jacob Elordi e Margot Robbie nella sfida di portare Cime tempestose di Emily Brontë al cinema (dal 12 febbraio nelle sale italiane, distribuito da Warner Bros. Pictures).

Dall’inizio alla fine, i due attori si spendono con devozione e trasporto alla causa, tesi in un costante sforzo interpretativo. Come loro, la regista, sceneggiatrice e produttrice Emerald Fennell si sforza ancor di più. Ma impegno non fa rima con eros. E sul finale, da spettatori si freme irrequieti e annoiati sulla poltroncina: quando i titoli di coda scorrono, dopo 2 ore e 16 minuti, sanno di liberazione.

Al cinema Cime tempestose. O noiose, nonostante l’impegno
Jacob Elordi in “Cime tempestose” (Credits: Warner Bros.)

L’estetica di Cime tempestose

Attrice di The Crown che ha trovato una nuova tagliente dimensione come regista e sceneggiatrice, Emerald Fennell ama osare e provocare. Il suo curriculum parla chiaro: al suo debutto alla regia cinematografica, Una donna promettente si muoveva tra stupri e vendetta (Oscar generoso alla sceneggiatura). Saltburn, poi, giocava senza fronzoli (e gusto) con sessualità, invidie e lotta di classe. Gli episodi più sadici e decisamente eccessivi della serie tv Killing Eve? Nello script c’è la sua firma.

Ora con Cime tempestose alza la posta. E per lunghi tratti vince. Ma il risultato ultimo non è a suo favore.
Nella brughiera nebbiosa dello Yorkshire, si dipana un’architettura visiva e sonora avvincente, che cerca di colpire su tutti i fronti sensoriali, sin dall’inizio, sin dal font anticato dei titoli di testa. Ed ecco poi aprirsi una colonna sonora viscerale e distorta, di magnetismo dark. House di Charli XCX, scritta appositamente per il film, è imperiosa.

Di scena in scena, ogni scelta estetica è tesa a voler sedurre, dai close up al montaggio fino alle inquadrature pittoriche a effetto. Quando Margot Robbie attraversa la radura in abito da sposa, con il velo che sembra allungarsi per tutta la vegetazione selvaggia e malinconica, vien quasi voglia di applaudire.

Ma… anche l’estetica non fa rima con eros. E alla lunga si affaccia sul precipizio dell’esercizio di stile.

Al cinema Cime tempestose. O noiose, nonostante l’impegno
Margot Robbie in “Cime tempestose” (Credits: Warner Bros.)

Elordi e Robbie: la chimica erotica dov’è?

Margot Robbie e Jacob Elordi. Lei è Catherine Earnshaw, che spinta dalle pressioni sociali e dalla volontà di elevare il suo status, sposa il facoltoso Edgar Linton (Shazad Latif). Lui è Heathcliff, arrabbiato e brutale, il ragazzino arrivato dal nulla e dalla miseria ormai uomo.

«Lo amo non perché sia bello ma perché è me più di quanto lo sia io», dice lei.
L’attrazione tra i due è pari quasi solo alla loro crudeltà. Lui, con la voce cavernosa e le spalle ricurve su di lei, a mo’ di grotta scura, a mo’ di riparo. Lei, capricciosa ed energica. Sono entrambi protesi a un assoluto darsi, nella lotta reciproca di passione, sesso e vendetta. Eppure… c’è qualcosa che lascia lo spettatore sempre a un passo dall’essere totalmente coinvolto. È come se una diga invisibile tenesse lontana la presa emotiva.

Guardando Cathy, si vede Margot Robbie, deliziosa e bellissima nel vestito rosso dolore. Osservando Heathcliff si vede Jacob Elordi, che solo pochi mesi fa era la Creatura di Frankenstein. «Sei bello, razza di mostro», vacilla lei. Ma non pulsano come Cathy ed Heathcliff. La chimica erotica tra loro due? Ai minimi termini. E non c’è tuorlo di uovo rotto, da impiastricciarsi tra le dita, ad alzare il tasso di sensualità.

Nota a margine? Mica male Alison Oliver! L’attrice irlandese – già vista proprio in Saltburn – è un’Isabella infantile e spiazzante. Da tenere d’occhio.

Al cinema Cime tempestose. O noiose, nonostante l’impegno
Il set di “Cime tempestose” (Credits: Warner Bros.)
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