Uomini e Donne 2014, già in crisi la storia tra Anna Munafò e Emanuele Trimarchi
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Uomini e Donne 2014, già in crisi la storia tra Anna Munafò e Emanuele Trimarchi
Televisione

Uomini e Donne 2014, già in crisi la storia tra Anna Munafò e Emanuele Trimarchi

"Stiamo passando un momento molto difficile" ha raccontato il corteggiatore durante un'intervista radiofonica

Anna Munafò ed Emanuele Trimarchi sono in crisi. A due mesi esatti dalla scelta, la coppia nata a Uomini e Donne già scricchiola: a rivelarlo è stato lo stesso corteggiatore, ospite domenica scorsa della trasmissione di Giada Di Miceli a Radio Manà Manà. E pensare che sono trascorse appena poche settimane dall'apparizione nel salotto domenicale di Barbara D'Urso, dove i due erano apparsi felici e sorridenti e già progettavano il proprio futuro assieme. Crisi lampo o strappo definitivo? 

LA CRISI INCOMBE. “Stiamo passando un momento molto difficile: abbiamo cercato di mantenere riservatezza e vorremmo continuare su questa strada", ha raccontato senza troppo giri di parole Emanuele Trimarchi ai microfoni della trasmissione radiofonica Non succederà più. Una dichiarazione netta, poi la scelta di non entrare nei dettagli per rispettare il passaggio delicato che lui e la Munafò stanno attraversando. "Molta gente ci chiede come mai non mettiamo più foto su Facebook: è una nostra scelta”, replica secco Trimarchi sottolineando la voglia di privacy dopo tanta esposizione mediatica.

L’ASSALTO DELLE FANS. Ma le fans non sembrano gradire tanta riservatezza e bramano notizie. Così, in queste ore anche lo staff che cura la pagina Facebook di Anna Munafò - seguita da quasi 250 mila persone - è intervenuta per invitare alla "calma" i followers che vogliono più informazioni. "Vi chiediamo di non agitarvi e di portare rispetto per questo momento difficile che stanno attraversando". In radio invece, Trimarchi è tornato sull'episodio dell'assalto delle fan avvenuto qualche mese fa a Rende, in Calabria, quando 600 sostenitrici in preda al troppo entusiasmo lo schiacciarono contro una vetrina. “Ho avuto molta paura perché seicento persone che urlano e strillano sono tante”, ha raccontato il ragazzo, confessando anche di non aver lasciato il suo lavoro. “Svegliarsi alle sei del mattino dà stabilità e mantiene con i piedi per terra”. 

 

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