MasterChef al via, quando per un risotto (stellato) si fa a pugni coi colleghi

Carlo Cracco e Bruno Barbieri ai fornelli per lanciare l'edizione numero due del format, mentre Joe Bastianich versa da bere (il suo vino) a tutti

Bruno Barbieri e Carlo Cracco ai fornelli

Barbara Massaro

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Si prendano un centinaio di giornalisti, un paio di telecamere e la più istituzionale delle istituzioni: la conferenza stampa. Si aggiungano due chef stellati, un po' di vino bianco e il risultato è che per assaggiare un cucchiaino da caffè di risotto alle ostriche, melograno e mele anurke cucinato da Carlo Cracco in persona si è pronti a fare carte false.

Quello che è successo in occasione della presentazione alla stampa della seconda stagione di MasterChef è la cifra di un fenomeno televisivo che potrebbe risollevare le sorti di una Sky in caduta libera in termini di abbonati.

Masterchef torna in esclusiva su SkyUno Hd a partire dal 13 di dicembre. 18 aspiranti chef si sfideranno a colpi di padelle e creatività nel tentativo di conquistare il favore dei tre giudici. Carlo Cracco, uno chef, una garanzia; Bruno Barbieri, talento e ironia pluri-stellata meno 'musona' di quella di Cracco e Joe Bastianich, l'imprenditore italo americano che ha fatto della buona tavola una ragione di vita.

Il format è uno dei più esportati  della storia del piccolo schermo. In 38 paesi al mondo aspiranti chef si sfidano a colpi di tradizione locale e ingegnosità per cercare di vincere la corona di MasterChef (e le conseguenti opportunità professionali).

L'Italia, però, si sa, è un paese dove si mangia e si beve bene per definizione, dove il profumo delle tagliatelle e il segreto del buon ragù è custodito di famiglia in famiglia e quindi 'l'arte culinaria' per definirsi tale deve riuscire a staccare di un sacco di punti dalla buona tavola casalinga di tutti i giorni.

"Si impara a cucinare da mamma e nonna - confessa Joe Bastianich giudice anche dell'edizione Usa della trasmissione - e la confidenza dei concorrenti con ingredienti e trucchi del mestiere è palpabile. In America è diverso, lì ogni Stato ha le sue ricette e le sue tradizioni che vengono insegnate e apprese in maniera molto scientifica. L'approssimazione unita all'intuito culinario degli italiani crea quella sorta di talento individuale che è difficile da giudicare in termini tecnicamente univoci."

"Capisci che un concorrente ci sa fare - spiega Carlo Cracco- quando lo metti davanti a degli ingredienti che non conosce. Lì hai la possibilità di capire quanto realmente ci sappia fare con fuochi e materie prime e soprattutto capisci la diversità nell'approccio alla cucina da regione a regione".

Un format internazionale incredibilmente regionalizzato quello di MasterChef, che promuove i prodotti della terra a favore di telecamera, che mette uno davanti all'altro cuochi amatoriali che si trovano sbattutti in un'ipotetica grande cucina dall'oggi al domani. Ai casting si sono presentati in 8.000. 100 hanno passato la prima selezione, ma solo 18, che verranno sveati il prossimo giovedì, parteciperanno alla gara.

"Da una stagione all'altra - dice Bruno Barbieri - il livello dei concorrenti è salito in maniera esponenziale. Sarà che chi si è presentato ha trascorso l'estate ha guardare e riguardare la stagione passata, ma la verità è che tutti i concorrenti sembrano più scafati. Scaltri davanti alle telecamere e preparati sia in termini gastronomici sia in termini culinari. Sarà una bella sfida"

Una sfida che SkyUno ha deciso di accettare alzando l'asticella. Nonostante il tema cucina oggi come oggi sia quanto mai pop, Sky ha deciso di offrire il format solo al pubblico abbonato, senza neanche concedere la replica (X Factor l'aveva) su Cielo. Non solo. Bisogna avere anche l'abbonamento in Hd per accedere all'elitaria trasmissione. Una terapia d'urto per risollevare gli abbonamenti? Forse! Dai vertici Sky fanno sapere che il prodotto è adatto ad un pubblico pay e che quindi la scelta ha un senso in termini di marketing a prescindere dagli ascolti (che innegabilmente avranno una flessione rispetto allo scorso anno).

Squadra che vince non si cambia e così il format sarà identico a quello della edizione passata. Prove a sorpresa, ospiti e molti severità. Nessuna star, però, sarà fuori dal mondo della gastronomia. Non bisogna aspettarsi Ligabue che cucina la pealla o Robert De Niro che fa la fettuccine. Tutto sarà terribilmente serio e in cucina entreranno solo personaggi pluristellati ai quali probabilmente verrà fatto il saluto militare vista la referenza della quale si parla. Tra gli altri ci saranno Valentino Marcatilli, Igino Massari e Alain Ducasse.

"La cosa interessante del programma - racconta Bruno Barbieri - è che tutti ci possono provare. Non serve saper cantare o fare la piroulette. Cucinare è una cosa che bene o male ognuno fa tutti i giorni".

"Il bello - continua Bastianich - è che la passione per il cibo ti può cambiare la vita. Dall'Italia centinaia di imprenditori a causa della crisi se ne vanno via. Quel tesoro che è la cucina italiana sta scappando, e questo è un dramma per la vostra economia. MasterChef porta in tutte le case il concetto dell'eccellenza del Made in Italy. E' il nostro patrimonio e dobbiamo valorizzarlo".

Conclude Cracco: "Una volta la vita te la poteva cambiare una valigetta piena di gettoni d'oro. Oggi invece il cambiamento potrebbe arrivare dalla dimostrazione delle tue capacità."

In attesa che Cracco e Barbieri, con Bastianich nel ruolo di intrattenitore, si mettano in cucina in una sorta di sfida culinaria a favor di stampa, una collega ci dice: "insomma MasterChef è una sorta di ufficio di collocamento". Ecco: perchè no! Meglio dei gratta e vinci!

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