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Televisione

The Marvelous Mrs. Maisel: 5 cose da sapere sulla serie che ha vinto gli Emmy

E' stata la rivelazione dell'anno e i premi ricevuti sono la conferma della nuova direzione presa dalla comicità al femminile

Con l'assegnazione di ben 5 Emmy Awards (gli Oscar della televisione) alla prima stagione di The Marvelous Mrs. Maisel - la serie televisiva trasmessa in Italia da Amazon Prime - viene da pensare che nell'anno dello scandalo molestie sessuali e della campagna mondiale delle neo-femministe che hanno aderito a MeToo non poteva che essere così.

Perché The Marvelous Mrs. Maisel doveva vincere

Perché La fantastica signora Maisel (proprio lei, la protagonista) è il prototipo della femminista che ogni donna dovrebbe cercare di essere, colei che, nel momento più buio della propria esistenza, affida a se stessa, al proprio talento e (Grazie a Dio) alla propria capacità di ridersi addosso il necessario riscatto.

La serie scritta dalla penna magica di Amy-Sherman Palladino, già sceneggiatrice e creatrice di due serie cult come Pappa e Ciccia e Una mamma per amica, è ambientata nella New York ebrea del 1958 dove le donne hanno vita stretta e ampi sorrisi e gli uomini sono più impegnati a bere whiskey e a guardare le grazie delle segretarie che a occuparsi della famiglia.

La trama

E così la Signora Midge Maisel (Rachel Brosnahan), ebrea dell'upper class newyorchese, per migliorare l'umore del marito Joel (Michael Zegen) insoddisfatto del suo business nel settore plastico, si prodiga affinché il padre dei suoi 2 figli possa realizzare il suo sogno di diventare cabarettista.

Mrs Maisel si mette, quindi, in contatto con un locale chiamato Gaslight e, a suon di manicaretti offerti ai proprietari, convince i gestori a far salire il marito (davvero con poco talento) sul palco.

Dopo una serie di performance una peggiore dell'altra, nel corso di una litigata, Joel confessa alla moglie di averla tradita con la segretaria e quindi di volerla lasciare.

E qui, di fatto, inizia davvero la serie.

Perché Mrs. Maisel, distrutta dalla notizia, dopo aver chiesto invano aiuto e conforto alla sua ricca famiglia ebrea che, invece di asciugarle le lacrime la fa sentire in colpa per la fine dell'unione, si ubriaca.

In preda ai fumi dell'acol Madge torna al Gaslight e sale sul palco improvvisando un esilarante monologo sulla sua condizione di donna tradita. All'acmé del suo climax drammatico (che invece è comico) Mrs. Maisel mostra il seno a dimostrare di non essere per nulla brutta e così viene arrestata. In carcere conosce il grande Lenny Bruce che le dà il giusto stimolo per intraprendere la carriera da cabarettista.

Muore, quindi, la timida e perfettina Mrs. Maisel e nasce The Marvelous Mrs. Maisel, un talento comico naturale che riempie il locale e si guadagna pubblico e soddisfazione personale sera dopo sera. 

Cinque motivi per amare The Marvelous Mrs. Maisel

In attesa della seconda stagione i cinque premi conquistati dalla serie (Miglior serie comedy, Miglior attrice protagonista Rachel Brosnahan, Miglior attrice non protagonista con Alex Borstein, Miglior sceneggiatura e Miglior regia con Amy-Sherman Palladino) sono più che meritati.

In primo luogo perché grazie a Sherman Palladino la serie è scritta bene, con dialoghi serrati e una comicità caustica che ricorda il primo Woody Allen (colui che, per primo, ha avuto l'ardire di prendere in giro i ricchi ebrei di New York).

La seconda ragione per amare The Marvelous Mrs.Maisel sta nella coppia di suoceri composta dagli attori Tony Shalhoub e Kevin Pollak protagonisti dei dialoghi più irriverenti ed esilaranti dell'intera serie. Sono i genitori di Joel e il loro continuo bisticciare piccolo borghese dà la cifra del livello culturale (molto basso a differenza di quello della famiglia di Madge) dei Maisel.

E poi c'è l'evocativo scenario della New York della fine degli anni '50 con gli uomini in panciotto e cappotto lungo e le donne strette in abiti a ruota. Whiskey, sigarette e locali notturni sono il lato oscuro delle villette a schiera e delle torte di mele fumanti sul tavolo del soggiorno.

Forse grazie alla forza dei dialoghi e delle situazioni create da Amy-Sherman Palladino (che è anche regista della serie) gli attori sembrano risplendere di energia e forza interpretativa. E' come se non ci fossero ruoli minori e che l'intera orchestra del cast suonasse una stessa musica in grado di far emergere la potenza narrativa del personaggio di Mrs. Maisel.

Il quinto e più importante motivo per apprezzarla e guardarla è che in questo periodo storico in cui il mondo dello spettacolo è chiamato a ripensare in toto il ruolo della donna nello show-biz (grazie allo scandalo Weinstein e al movimento MeToo) la creazione di un personaggio come la fantastica signora Maisel è una ventata di leggerezza.

Le cotonature puriste tipiche delle donne degli anni '50 e tramandate di decennio in decennio con cambi di look, ma non di sostanza, lasciano spazio a donne di taglio (lei, ma anche l'amica e manager Susie Myerson, interpretata da Alex Borstein) che utilizzano sagacia e sarcasmo con intelligenza per beffarsi dei laidi appetiti dei propri uomini e trovare il proprio posto nel mondo, a testa alta e con la schiena dritta.



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