Lucilla Agosti: "Mistero è la mia isola felice"
(Ansa)
Televisione

Lucilla Agosti: "Mistero è la mia isola felice"

"Mi piacerebbe fare un'altra fiction di qualità come Distretto di polizia" confessa la conduttrice, quest'anno nel cast di Mistero su Italia 1

Lucilla Agosti è un personaggio “multitasking”. Capace di passare con disinvoltura dalla conduzione alla fiction, senza dimenticare la radio - una delle sue grandi passioni - è tra i giovani conduttori una delle più trasversali e brillanti. Dopo l’esperienza come commentatrice dell’Isola dei famosi, quest’anno è entrata a sorpresa nel cast di Mistero (mercoledì sera alle 21 su Italia 1). L’abbiamo incontrata per farci raccontare questa nuova esperienza e i suoi progetti per il futuro.

Lucilla, partiamo da Mistero. Questa volta ti vediamo impegnata in esterna.

Sta andando molto bene: Mistero è la mia isola felice. E’ un’esperienza nuova per gli argomenti che tratto e molto positiva perché col gruppo di lavoro mi sono trovata subito a mio agio. Ti dirò che tornare in esterna poi mi piace molto perché una dimensione vera, in cui riesci a trasmettere quello che sei.

Non è la prima volta per te…

No, infatti. Mi riporta un po’ agli inizi quando con All Music giravo l’Italia e l’Europa per fare le interviste ai cantanti.

C’è chi accusa Mistero di essere un programma al limite del catastrofismo.

Non trovo che lo sia. La cosa interessante è che non è esclude nulla: dà spiegazioni logiche, mediche e scientifiche, ma al tempo stesso tiene presente anche il punto di vista del misterioso e dell’irrazionale. L’indecifrabilità di certi episodi attrae da sempre l’uomo.

Hai detto più volte che la tivù è la tua dimensione più congeniale, però hai iniziato col teatro.

Sì, ho una formazione teatrale perché ho studiato in un’accademia: la passione per il teatro ce l’avevo fin da ragazzina ed è quella che mi ha avvicinato al mondo dello spettacolo. La televisione è arrivata per puro caso, poi è diventata il mio lavoro principale. Mi piace molto cambiare e avere la possibilità di provare tutti i linguaggi dall’intrattenimento, alla radio fino alla recitazione.

Ti abbiamo visto in Distretto di Polizia. Ti piacerebbe lavorare in un’altra fiction? Magari in Squadra antimafia, prodotta sempre da Valsecchi.

Perché no. E’ un’esperienza che rifarei se ci fosse la possibilità di lavorare in una fiction di qualità. Le riprese sono un impegno tostissimo ma interessante e stimolante.

Un regista con cui ti piacerebbe invece tornare a lavorare al cinema?

Uno su tutti? Matteo Garrone.

L’anno scorso ti abbiamo vista nei panni di opinionista all’Isola dei famosi. Proviamo a giocare: preferiresti farla come conduttrice o come inviata?

Non ho dubbi: la farei come conduttrice perché la dimensione dello studio e della diretta mi attraggono di più. Anche se il ruolo d’inviato per come l’ha fatto Vladimir Luxuria era molto bello.

Intanto la Rai l’ha cancellata dai palinsesti di quest’anno. Dopo dieci anni di successo, c’è chi ha scritto che non è un format adatto al servizio pubblico.

Non sono d’accordo. E’ un programma d’intrattenimento molto divertente e fresco. L’edizione di Nicola Savino per me è stata meno all’insegna delle urla e del pettegolezzo. Forse la Rai ha voluto dare l’immagine di un grosso cambiamento della linea editoriale e l’ha fatto eliminando uno dei suoi programmi simbolo.

A proposito di Rai: è vero che hai girato il numero zero de I magnifici sette, nuovo game show di Rai uno?

E’ vero. Ma non solo la sola ad averlo testato. Essendo il game che potrebbe andare in ondala prossima primavera dopo il telegiornale, forseè più adatto a una conduzione maschile. Ma è stato molto interessante e divertente condurlo. Mi ha fatto piacere che mi abbiano chiamato e mi abbiano presa in considerazione per questo progetto.

So che sei allergica al gossip ma una domanda è d’obbligo: tua figlia Cloe sta per compiere 2 due anni. Come festeggerete?

(ride) Con una piccola festicciola con le sue amichette e con amici nostri che hanno figli più o meno della sua età. Sarà una cosa a dimensione di bambini più che di adulti, com’è giusto che sia. E poi adesso inizia a cantare Tanti auguri per cui ci sarà da ridere!

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Francesco Canino