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Love is blind, il nuovo dating reality targato Netflix

Sei coppie decidono di sposarsi senza essersi mai visti prima. Il programma è già un successo negli Stati Uniti tanto da essere già stato rinnovato per altre due stagioni.

Le maggiori piattaforme d'incontri si basano su un semplice presupposto: gli esseri umani sono guidati dall'attrazione fisica. Il nostro profilo - su Tinder, Bumble, Hinge, Raya - si compone di una serie di fotografie e ben poche informazioni sui nostri interessi e la nostra personalità. Hinge ha cercato di modificare quello che da molti era percepito come un approccio superficiale richiedendo agli iscritti di rispondere a una serie di domande che però finiscono per ricevere risposte poco entusiaste, mentre Raya ha pensato bastasse inserire una canzone allo slideshow di immagini. Ma l'amore non era cieco?

È stato Netflix il primo a porgersi questa domanda, dando vita a un'esperimento davvero unico. Ci si può innamorare di una persona prima di vederla? Da questa premessa è nato il reality «Love is blind» (L'amore è cieco, ndr). Un gruppo di single decide di andare a vivere in due case separate (uomini e donne) senza la possibilità di avere contatti con l'esterno attraverso il loro smartphone. Tutto quello che devono fare durante i dieci giorni di permanenza nella loro nuova dimora è conoscere altre persone, per trovare l'anima gemella. Ogni giorno, per diverse ore, i concorrenti di questo «dating reality» si mettono comodi in delle «pods» (capsule, ndr) arredate con un divano, cuscini, coperte e una parete di vetro opaco. Dall'altra parte troveranno uomini o donne pronte al matrimonio, cui raccontare la propria vita e le proprie passioni. L'obiettivo è stabilire un'intesa emotiva così forte da decidere di chiedere all'altra persona di sposarla, senza mai averla guardata negli occhi.

Non pensiate però che l'esperimento finisca qui. Dopo essersi viste, le coppie vengono portate in un lussuoso resort in Messico dove esplorare la loro intesa fisica, per poi tornare a casa e andare a convivere in un nuovo appartamento. Da quel momento scattano le ultime due settimane prima di andare insieme all'altare e decidere se dire «Sì, lo voglio» oppure lasciare l'altro per sempre. Al contrario di Matrimonio a prima vista (serie italiana su Real Time), le coppie non possono chiedere aiuto a psicologici, sessuologi o esperti, sono lasciati completamente soli a navigare la loro nuova relazione.

Nella prima stagione ci sono una coppia interraziale dove la donna non ha mai frequentato un uomo caucasico (e il padre di lei non è molto felice della cosa), una coppia dove la donna ha dieci anni più del suo partner e un triangolo amoroso nato prima che i tre si vedessero in faccia. Insomma, il dramma è assicurato. Così come il successo, così istantaneo da aver convinto Netflix a rinnovare la serie per altre due stagioni. Per dieci puntate, lo spettatore può scommettere sulle coppie che si sposeranno e quelle che finiranno per lasciarsi, osservando ogni interazione con un misto di fascinazione e sbigottimento. Quando, dopo solo tre giorni, una coppia decide di sposarsi e si lancia in grandi dichiarazioni d'amore, non possiamo che rimanere un po' sconvolti e deridere questi sentimenti così impossibili. Ma se invece l'amore fosse davvero cieco? Tempo di cancellare Tinder?

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