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Televisione

I diavoli: la serie raccontata da Dempsey e Borghi

Il thriller finanziario internazionale tratto dal best seller di Guido Maria Brera al via su Sky Atlantic da venerdì 17 aprile. Nel cast de I diavoli, venduta in più di 166 paesi, c'è anche Kasia Smutniak: la regia è di Nick Hurran e Jan Maria Michelini

Negli anni '80 c'erano i finanzieri senza scrupoli, i Gordon Gekko della New York reaganiana tra grandi bluff, scalate ostili e insider trading. Oggi la frontiera si è spostata, la finanza è diventata uno strumento pervasivo di condizionamento e manipolazione e in gioco ci sono non solo i titoli di Stato e la moneta ma anche gli equilibri geo-politici. Ed è proprio da questa nuova fase, cominciata dal crash economico e finanziario del 2008 e proseguito con la crisi greca del 2011, che parte il racconto de I diavoli, il thriller internazionale firmato da Sky Originale e tratto dal best seller di Guido Maria Brera, con Patrick Dempey, Alessandro Borghi e Kasia Smutniak, al via da venerdì 17 aprile alle 21.15 su Sky Atlantic.

I diavoli, tutto sul thriller che racconta l'alta finanza

È decisamente complesso raccontare la finanza e portarla sul piccolo schermo ma avendo visto in anteprima le prime due puntate, Panorama.it è in grado di anticipare che la sfida di Sky e LuxVide è pienamente vinta. Tradotto: i termini più tecnici vengono spiegati e non c'è bisogno di masticare numeri e strategie finanziarie per farsi prendere per mano dalla trama de I diavoli, che di fatto è un thriller in dieci puntate che racconta la lotta tra le potenze finanziare europee e fatti reali che ci ha condizionato tutti. L'impressione è che quando pensi di poterti fidare di un personaggio, proprio in quel momento capita un colpo di scena.

DIAVOLI | Trailer Ufficiale www.youtube.com

«Di base c'è il racconto delle storie di due uomini, un duello sottile e intrigante, un profondo legame tra i due protagonisti, ognuno dei quali rappresenta qualcosa», spiega Luca Bernabei di LuxVide nella maxi conferenza stampa in streaming organizzata da Sky, un vero e proprio evento con oltre 100 persone collegate. La storia ruota attorno ai due personaggi principali: da un lato c'è l'italiano Massimo Ruggero (Alessandro Borghi), un self-made man che dopo una rapidissima carriera cominciata dal basso diventa lo spregiudicato e geniale Head of Trading di una delle più importanti banche di investimento del mondo.

Dall'altro c'è l'americano Dominic Morgan (Patrick Dempsey), fra gli uomini più potenti della finanza mondiale, CEO della banca e mentore di Massimo. A causa dei segreti di quest'ultimo, il sodalizio inizierà a sgretolarsi soprattutto quando Massimo si troverà coinvolto in una guerra intercontinentale, nascosta sullo sfondo di eventi apparentemente slegati come lo scandalo Strauss-Kahn, la guerra in Libia e la crisi europea, narrati anche attraverso l'inserimento di spezzoni di veri telegiornali, per rendere il tutto estremamente realistico. Una guerra silenziosa, combattuta attraverso l'arma più potente di tutte: la finanza. Massimo dovrà scegliere: continuare a fidarsi del suo mentore o provare a fermarlo?

I diavoli - I protagonisti della nuova serie di Sky Atlantic

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Alessandro Borghi in una scena de I diavoli


Dempsey e Borghi raccontano la serie targata Sky

Ma chi sono «i diavoli» della finanza? Guido Maria Brera li definisce dei «monaci guerrieri» e spiega che sono dei devoti del profitto che si muovono non solo per il denaro ma anche per presidiare (lontani dai riflettori) un potere che gli permette di muoversi con molta più rapidità e spregiudicatezza rispetto alla politica. Il libro è uscito nel 2014, edito da Rizzoli, ma la storia è estremamente contemporanea e attuale, ancora di più oggi vista la situazione di grave crisi scaturita a causa della pandemia del Coronavirus. Quanto alla serie, ciò che rende affascinante i protagonisti è il fascino dell'ambiguità.

«In tutti c'è un dualismo estremo, una parte molto cattiva e una molto buona. Se ogni spettatore si creerà una propria idea dei personaggi, avremo centrato il punto: io stesso non so se Massimo Ruggero, che segue sostanzialmente il suo istinto, stia dalla parte dei buoni o dei cattivi», anticipa senza sbottonarsi troppo Alessandro Borghi. Come ha costruito invece Patrick Dempesy il suo Dominic Morgan? «La scrittura del personaggio era precisa. Mi sono basato su quella e in più mi sono ispirato a una serie di libri che Guido mi ha fatto leggere», spiega l'attore. Il risultato? «Un personaggio complesso, pieno di sfaccettature e lati oscuri, propri di tutti quelli che devono compiere delle scelte».



Le anticipazioni e il cast de I Diavoli

Londra, 2011. Massimo Ruggero è lo spregiudicato Head of Trading della New York London Investment Bank, cresciuto nel mondo finanziario da Dominic Morgan, CEO della banca: quando Massimo è a un passo dall'essere premiato con la carica di vice CEO, l'apparente suicidio di un collega e uno scandalo che coinvolge l'ex moglie di Massimo, portano Dominic a negargli la promozione. A quel punto l'uomo è determinato a scoprire la verità su quanto successo e realizzerà presto di essere al centro di una guerra finanziaria intercontinentale: così dovrà fronteggiare i Diavoli che governano nell'ombra i destini del mondo e sarà costretto a scegliere se combatterli o unirsi a loro.

Accanto a Borghi e a Dempsey, c'è Kasia Smutniak che interpreta Nina, l'aristocratica, sofisticata e determinata moglie di Dominic Morgan: a lui è unita da sentimenti, interessi e soprattutto da un dolore che non passa, quella per la morte del figlio John che ha gettato un'ombra buia sul loro matrimonio e l'ha ferita fino a cambiarla per sempre. «Questo personaggio mi ha permesso di indagare nel profondo ciò che vuol dire esplorare il dolore. Nina e suo marito Dominic lo affrontano in maniera diversa: questo li unisce e li divide», rivela la Smutniak. «Sono partita dal libro di Guido che ha la capacità di parlare di fatti noiosi come la finanza in una maniera appassionata e romantica. Questa storia mi ha colpito tanto per il linguaggio che usa, per la capacità di catturare l'attenzione, coinvolgerti e regalare emozioni. C'è molto realismo nella serie: si torna indietro di qualche anno riconoscendo momento importanti e dandogli un'altra lettura, magari più consapevole».

Nel cast de I diavoli ci sono anche Laia Costa, Malachi Kirby, Paul Chowdhry, Pia Mechler, Harry Michell, Sallie Harmsen, Lars Mikkelsen e Lorna Brown. La regia a quattro mani è firmata da Nick Hurran (che ha diretto tra gli altri Sherlock e Doctor Who) e Jan Maria Michelini (I Medici e la serie del momento, DOC- Nelle tue mani), che si sono alternati dietro la macchina da presa rispettivamente nei primi cinque e negli ultimi cinque episodi della serie.


I diavoli 2 si farà

La prima puntata de I diavoli deve ancora andare in onda ma Nils Hartmann, Senior Director Original Productions di Sky Italia, rivela che Lux Vide, Guido Maria Brera e gli altri sceneggiatori sono già al lavoro sulla sceneggiatura della seconda stagione. «Partirà da una Milano deserta a causa del Coronavirus, toccherà l'attualità - ma non la racconterà perché non sappiamo come andrà a finire - e poi tornerà indietro nel tempo», annuncia. Nata come produzione Sky Italia, in poco tempo la serie ha conquistato il mondo ed è diventata naturalmente una serie internazionale: dopo l'Italia, verrà trasmessa in Germania, Gran Bretagna e poi in Francia e in totale è stata venduta in 166 paesi.

Dentro c'è tutto: la spregiudicatezza, i dilemmi e il lato umano dell'alta finanza, l'estremo realismo, scelta fortemente voluta dal regista Nick Hurran (che ha puntato sull'inserimento di schegge di news per restare ancorati alla realtà), lo stile cinematografico che s'intreccia con un racconto grezzo e concreto. «Mi ha colpito il modo speciale in cui erano stati scritti i personaggi, che guardano sempre al futuro. Per loro "oggi è sempre domani" e questa è una delle chiavi di volta della sceneggiatura», spiega Hurran. L'ambizione della serie? Raccontare chi sono i diavoli della finanza, mostrare attraverso una storia di finzione l'unico vero potere dell'Occidente, sprofondato nel vuoto della politica. La loro redenzione non è prevista e se c'è, è un dettaglio secondario.

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