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Bordertown: il noir scandinavo è vivo e gode di ottima salute

Una serie crime ambientata al confine tra Russia e Finlandia. Dove il ghiaccio è più nero che mai

Se c’è un genere che non ne vuole sapere di smetterla di mietere successi, quello è sicuramente il noir scandinavo: se titoli come The Bridge, The Killing, Borgen hanno rotto gli argini, lasciando che le fredde e cupe atmosfere del nord dilagassero in tutta Europa, la nuova arrivata Bordertown, serie thriller Made in Finland, grazie allo streaming di Netflix dal 15 luglio si prepara a conquistare addirittura... Il mondo.

Che cosa vedremo in Bordertown
La serie di 11 episodi racconta la storia di Kari Sorjonen (Ville Virtanen), un rispettato - anche se poco ortodosso - ufficiale di polizia. Dopo la battaglia della moglie contro il cancro, decide di trasferirsi con la sua famiglia in un'idilliaca cittadina chiamata Lappeenranta, a 30 km dal confine russo. Ma Lappeenranta è meno pittoresca di quanto appaia: c’è un misterioso commercio di giovani donne che vengono drogate per scopi nefandi, forse connessi a un casinò nelle vicinanze. Quando una giovane donna viene ritrovata morta nel fiume, Sorjonen rientra in azione, mostrando il suo talento di detective (e i tormenti) alla Sherlock Holmes: ha infatti la straordinaria capacità di notare dettagli che agli altri sfuggono e a trarre conclusioni prima di tutti i suoi colleghi. Il che non lo rende molto simpatico…

Il trailer

Da sapere
La serie è ambientata in Russia, anche se solo virtualmente: il produttore dello show, Matti Halonen, ha spiegato in un’ìintervista che non è stato possibile girare scene in Russia. “Sono tempi molto difficili lì, Putin ha una forte presa sui media e le emittenti hanno un po 'paura di sostenere qualsiasi produzione che possa danneggiare l'immagine del paese”.

Che cosa hanno scritto
«Al centro di tutto, c'è Ville Virtanen nei panni Sorjonen. È un genio della risoluzione dei crimini segnato da una tragedia familiare. Come Sherlock Holmes e molti personaggi che lo hanno seguito, è un genio tormentato, spesso pungente e incompreso, ma dotato di un dono quasi sovrannaturale nel vedere gli indizi di cui tutti gli altri difettano. Quel tipo di personaggio è spesso isolato per natura, ma la famiglia di Sorjonen - e le sue continue lotte per rimetterla in sesto - rendono il personaggio molto più interessante di quanto avrebbe potuto essere altrimenti». (David Wharton, The Daily Dot)

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