Benedetta Parodi: "Con Molto bene torno alle origini. Vorrei cucinare con Bottura"
(Ufficio Stampa Real Time)
Benedetta Parodi: "Con Molto bene torno alle origini. Vorrei cucinare con Bottura"
Televisione

Benedetta Parodi: "Con Molto bene torno alle origini. Vorrei cucinare con Bottura"

La conduttrice riparte dal 17 marzo con il nuovo show cooking di Real Time. E svela: "Sogno di trasformare la mia saga fantasy in un un cartone"

Dopo cinque libri e qualche milione di copie vendute, migliaia di ricette e svariate centinaia di ore ai fornelli, Benedetta Parodi torna alle origini: solo lei, una cucina ultra pop e pochi ospiti scelti con cura. La regina dei cooking show è pronta a ricominciare a presidiare la fascia del preserale: e lo farà dal 17 marzo con Molto bene, dal lunedì al venerdì alle 19 e 10 su Real Time, appuntamento quotidiano pensato per stuzzicare l’appetito degli italiani che si ritrovano per la cena. Panorama.it l’ha incontrata negli studi dove si registra lo show e tra una pausa e l’altra ci siamo fatti raccontare gli ingredienti speciali di questo nuovo appuntamento. 

Benedetta, facciamo un piccolo passo indietro e partiamo da Bake Off Italia, gran trionfo di pubblica e critica. Ti aspettavi tutto il successo che ha avuto?

Diciamo che lo speravo. Non ne ero sicura ma le premesse c'erano tutte: il mondo dei dolci è accattivante e Bake Off oggettivamente è costruito bene. È bellissima l'estetica ed è veloce: siamo abituati a questi talent show che non finisco mai invece lì senza tanti fronzoli si entra subito nel vivo della gara e un’ora si porta a casa la puntata, che ti lascia in bocca la voglia di vedere quella successiva. Staimo preparando la seconda serie.

Sei considerata una regina del food televisivo. Tracciando un bilancio di questi cinque anni, ti sembra che la tivù abbia contribuito a far crescere la cultura cibo in Italia?

Secondo me sì. Noi partiamo avvantaggiati. In questo periodo ho a casa mia una ragazza alla pari che arriva dal Canada e che mi racconta quello che mangiano in famiglia: oltre a purè, salsiccia e bistecche non vanno. Da noi quasi tutte le famiglie hanno una varietà di gusti e pietanze: magari ripetono piatti e ricette, però c'è voglia di cose buone. Questo grande amore per la cucina ha contagiato proprio tutti, anche quelli che magari in cucina non sanno fare nulla.

Quali saranno gli ingredienti di Molto bene?

Sarà un po' un ritorno alle origini: privilegerò il rapporto con gli spettatori da casa, perché non ci sarà pubblico in studio e avrò pochi ospiti. Sarò solo io, con la mia cucina e le mie ricette, sarà un po' più intimo. Nel cappello iniziale faccio la spesa nei negozi dove compro tutti i giorni, poi in studio preparerò tre ricette: una che può essere realizzata in più di trenta minuti, una in meno di trenta e un’altra in soli otto minuti.

Qual è la cosa che ti chiedono più spesso quando ti fermano per strada?

Di solito mi chiedo le ricette o mi raccontano quelle che hanno riproposto e che sono piaciute. Molte signore mi dicono che i figli chiedono la mia ciambella, che è diventato un cult, o domandano “Mamma mi fai l'arrosto di Benedetta?”. Questa è la cosa che mi piace di più: fa piacere perché è il modo più bello di entrare nelle famiglie.

Eppure sei spesso bersaglio di critica da parte dei foodies più integralisti…

Le critiche ci stanno e ho imparato a non prendermela. Per fortuna poi c’è il rovescio della medaglia. Il mio editore mi ha comunicato qualche settimana fa di essere la scrittrice non di narrativa che ha venduto di più in Italia nel 2013. E’ una risultato lusinghiero per me e un attestato di affetto impagabile.

Ti mancava presidiare l'appuntamento quotidiano in tivù?

Beh sì, mi mancava. È un bel po' che manco - a parte Bake Off - e poi è un bell'orario quello prima di cena: faccio compagnia alla gente nell’ora in cui le famiglie si riuniscono in cucina.

Il binomio Parodi-cucina è ormai ultra consolidato. In prospettiva, dopo tanti anni di cucina, c'è un genere televisivo che ti piacerebbe sperimentare?

A me l'unica cosa che piace fare oltre a cucinare è scrivere. A maggio uscirà l’ultimo capitolo della mia saga fantasy e se proprio ti devo svelare un mio sogno televisivo, vorrei sceneggiare questa grande storia e farla diventare un cartone animato.

Chiudiamo con un gioco. Domande veloci e risposte veloci. Il tuo piatto della memoria?

Gli gnocchi che faceva mia nonna, perché sono un tuffo nella mia infanzia. Ho imparato a farli anch'io e sono diventati il mio piatto preferito.

Hai ospitato tantissimi personaggi: ce n'è uno che manca e che vorresti assolutamente.

Fiorello: lui è un grande appassionato di cucina e so tramite amici comuni che si diletta a fare un sacco di piatti. Gli farei cucinare quello che vuole. Diciamo che effettivamente li ho avuti quasi tutti: manca Antonella Clerici, solo che lei lavora tutti i giorni ed è impossibile.

Sul fronte del telefood digiuni o è un genere che segui?

L'unico che guardo sempre è MasterChef, perché ha un meccanismo di game che va al di là della ricetta nuda e cruda. E poi guardo Gordon Ramsay: è un uomo di grande fascino e da lui c'è sempre ma imparare.

Hai duettato ai fornelli con tanti super cuochi: dimmi uno chef star che inviteresti al volo.

Massimo Bottura, senza dubbi. Ho mangiato una volta al suo ristorante ed è stata davvero una cena meravigliosa. Però la maggior parte di questi grandi chef sono in giro per il mondo ed è difficile intercettarli. Avrò presto Bobo Cerea del ristorante Da Vittorio: lui e suo fratello Enrico sono molto carini e disponibili.

Da alessandrina, il piatto Piemontese che ti viene meglio?

Diciamo che mi viene bene tutta la tradizione piemontese, in particolare gli agnolotti del plin.

Il tuo piatto delle larghe intese, quello capace di mettere d’accordo tutti, destra e sinistra, nord e sud?

Una lasagna, che è molto pop, ma non al ragù: punterei su quella con burrata e asparagi. Mi viene davvero bene ed è un cavallo di battaglia.

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