Alan Scaffardi: "X Factor? Per me è un nuovo inizio"
(Ufficio Stampa Sky)
Alan Scaffardi: "X Factor? Per me è un nuovo inizio"
Televisione

Alan Scaffardi: "X Factor? Per me è un nuovo inizio"

"Nessuna polemica con Elio: con me ha voluto azzardare e io mi sono adeguato", spiega il cantante

C’è chi nemmeno entra a X Factor eppure polemizza – vedi Mr Rain e Osso, che tuonano “Non ci vendiamo” (ossignur) – e chi qualche recriminazione potrebbe avanzarla, ma si concentra solo sul lato bello del talent. Come Alan Scaffardi, ultimo eliminato durante il terzo live di X Factor, che svicola con tono pacato e abilità cerchiobottista dalle possibili diatribe: il cantante della categoria di Elio racconta a Panorama.it la sua esperienza e parla dei progetti futuri. Il pensiero intanto corre già al prossimo giovedì: la doppia eliminazione prevista nella quarta puntata, rischia infatti di riaccendere lo scontro tra i giudici. 

Alan, si direbbe che non è un X Factor per gli Over: la questione anagrafica penalizza la squadra di Elio?

Se la categoria c’è vuol dire che ha un senso. Credo che ognuno debba avere la sua possibilità, indipendentemente dall’età: il canto non è una questione generazionale ed io a 36 anni penso di avere ancora moltissimo da esprimere. Certo, dal punto di vista discografico è diverso perché le esigenze sono diverse: forse si prediligono i giovani perché si può programmare un percorso più lungo.

Il momento più bello che hai vissuto in queste settimane di full immersion nel canto?

Quando ho cantato Don’t let me be misunderstood: ho sofferto molto durante la preparazione, ma alla fine dell’esibizione la standing ovation del pubblico mii ha ripagato di tutti gli sforzi.

Il ricordo negativo?

Direi senza dubbi l’eliminazione.

Quello più curioso?

Venerdì mattina, in Via Massena a Milano, mentre stavo entrando a Radio Deejey per un’intervista: un ragazzo ha fermato la macchina, ha abbassato il finestrino e mi ha urlato “Alan, dovevi vincere tu X Factor”. Mi ha stranito, in positivo, perché è stato il primo vero contatto col mondo reale.

In queste ore piovono critiche su Elio, accusato di non mettere a proprio agio i concorrenti della sua categoria puntando su assegnazioni ardite.

Con me, lui e Alberto Tafuri, il vocal coach, hanno fatto un’operazione particolare: mi hanno detto che puntare su canzoni soul, il mio genere, sarebbe stato banale e hanno azzardato con un altro percorso: io mi sono adeguato e credo di aver fatto bene quello che mi è stato chiesto. Non faccio recriminazioni postume.

I brani che ti sono stati assegnati ti sono piaciuti?

Sono canzoni che forse non avrei mai cantato, ma il bello di questa esperienza è proprio il mettersi in gioco e affidarsi totalmente ai migliori professionisti che ci sono in circolazione in questo momento. Ho fatto un lavoro introspettivo profondo e me ne torno a casa con un bagaglio professionale e umano molto solido.

C’è chi ti ha definito un cantante confidenziale: è un’etichetta in cui ti riconosci?

Beh, direi che suona come un complimento. Tra i crooner c’era un tale Frank Sinatra

Con chi hai legato di più nel loft?

Con Fabio s’è creata una bella e profonda amicizia. Con Aba c’era molta sintonia e ci siamo aiutati nei momenti più tosti: se ci fosse meritocrazia dovrebbe vincere lei.

Invece chi vincerà?

Michele, Valentina o Viola.

Chiusa l’esperienza X Factor, dalla prossima settimana che succederà?

Prima devo scoprire cos’è successo in queste settimane e riabbracciare i miei figli, Brigitta (14 anni) e Leon (9), che è un po’ arrabbiato perché ancora non sono riuscito a parlargli al telefono. Poi si aprirà un’altra parte della mia carriera di cantante: ricomincio a lavorare consapevole di essermi conosciuto un po’ di più. Stavo lavorando a un disco e spero che qualcuno ora lo voglia ascoltare e produrre. 

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