Giovedì il sorteggio e domenica si inizia a giocare. Jannik Sinner vuole cominciare il 2026 esattamente come gli ultimi due anni, vincendo gli Australian Open, il primo torneo dello Slam che l’azzurro si è aggiudicato sia nel 2024 che nel 2025. A chi gli chiede se il suo obiettivo è il Grande Slam (vincere i quattro maggiori tornei: Australia, Francia, Wimbledon e Usa) l’altoatesino risponde che lui ragiona sul prossimo obiettivo, Melbourne appunto. Dal tabellone capiremo quali possono essere i pericoli per l’azzurro e Carlos Alcaraz, i due grandi favoriti a Melbourne. Nell’ultima stagione l’italiano e lo spagnolo hanno giocato un tennis troppo superiore a quello del resto del tennis mondiale. Inevitabile quindi aspettarsi anche in Australia una sfida italo-spagnola.
In aereo insieme
Jannik e Carlos dopo l’esibizione di Seoul hanno viaggiato sullo stesso aereo con i rispettivi staff, non è una novità che il rapporto tra i due sia ottimo soprattutto al di fuori del campo. Ma anche con la rete in mezzo c’è grande rispetto, Jannik e Carlos danno l’impressione di voler superare i propri limiti per avere la meglio sul rivale. Hanno vinto quattro Slam a testa negli ultimi due anni e a Melbourne sono pronti a incassare il pesante assegno che tocca al vincitore: 2.380.000 euro, mentre al finalista andranno 1.240.000 euro. Quest’anno il montepremi degli Open di Australia sarà di 64 milioni di euro, il 16% in più rispetto all’anno scorso. Alcaraz non ha mai vinto a Melbourne e se dovesse riuscirci sarebbe il primo ad aver trionfato in tutti i 4 grandi tornei del tennis alla sua età.
La condizione
Dimentichiamo l’esibizione di Seoul, più spettacolo che tennis vero. Per capire in che condizioni Sinner e Alcaraz arrivano a Melbourne serviranno i primi turni del torneo ma magari qualche indicazione potrà arrivare anche dalle esibizioni che i due sosterranno: Alcaraz contro De MInaur (giovedì 15) e Sinner contro Auger Aliassime il giorno dopo. Appuntamento al primo febbraio, giorno della finale di Melbourne, Sinner e Alcaraz sono sicuro di trovarsi di nuovo di fronte.
