Leonardo presenta la versione antincendio dello Spartan
(Leonardo)
Difesa e Aerospazio

Leonardo presenta la versione antincendio dello Spartan

Nel settore dell'aviazione ci si chiedeva da tempo come mai Leonardo non avesse pensato di poter ampliare ulteriormente le capacità di un velivolo già molto apprezzato dal mercato internazionale come il C-27J Spartan dotandolo di un equipaggiamento per la lotta antincendio.

Non soltanto per lo scenario nazionale – dove operano in prevalenza i Canadair CL-415, e gli elicotteri di vario tipo – ma soprattutto per mercati come Nord America e Australia, dove aziende specializzate trasformano in bombardieri d'acqua e ritardante vecchi aeroplani non più utilizzati per operazioni commerciali. Ora Leonardo ha annunciato la configurazione “Fire Fighter” dotata di un sistema installabile all'interno della fusoliera chiamato Maffs II (da Modular airborne fire fighting system) che consente al velivolo di poter dare un contributo importante alla gestione delle emergenze ambientali.

L’Europa, e in particolare l’Italia, è uno dei territori più complessi e articolati da un punto di vista orografico, caratterizzata da un vasto patrimonio faunistico e naturalistico e una marcata antropizzazione, oltre che dalla presenza di siti di interesse storico. Un ambiente completamente differente dai grandi spazi californiani (afflitti da giganteschi incendi) come da quelli australiani. Ecco dunque che poter sfruttare le grandi doti di manovrabilità dello Spartan potrebbe rivelarsi una scelta vincente, consentendo di arrivare a sganciare il ritardante anche a grandi distanze dal punto di decollo, sfruttando quindi la velocità e l'autonomia che altri velivoli non hanno, ottimizzando i tempi di risposta alla lotta antincendio. L'idea europea sarebbe quella di poter fruire di una flotta comune con soluzioni multi-missione che possano abbattere i costi operativi dei velivoli impiegati, garantendone un utilizzo continuo anche in periodi invernali, anche per altri scopi – da qui la possibilità di smontare il Maffs II. La configurazione proposta dall'italiana Leonardo è flessibile e prevede l’installazione di un serbatoio rimovibile nella zona cargo del velivolo, con una capacità superiore agli 8.000 litri di acqua o 7.600 litri liquido ritardante. Si tratta di un vero e proprio kit che include un serbatoio pressurizzato, un ugello d’uscita, una porta pressurizzata e un sistema di supporto a terra. In circa 90 minuti il C-27J può passare dalla configurazione velivolo da trasporto tattico a quella antincendio. L’utilità dello Spartan non si limita alle fasi di attacco al fuoco, ma anche a quelle di prevenzione, controllo e pre-allerta, garantiti dai sensori che già sono disponibili sull'aeroplano. Inoltre, il velivolo può essere utilizzato in maniera complementare alle soluzioni attuali per ottimizzare l’efficacia antincendio anche in condizioni ambientali complesse e condizioni meteorologiche avverse (onde alte, cattivo tempo), o per supportare operazioni a bassa visibilità e notturne. Durante le fasi cruciali della pandemia di Covid-19 lo Spartan è stato impiegato prevalentemente per il trasporto di materiale e attrezzature sanitarie, per il trasferimento del personale e dei pazienti, anche effettuando complesse operazioni di trasporto con i kit di bio-contenimento. Al momento il C-27J può essere configurato nelle versioni Mpa (pattugliatore marittimo), Asw (azione antisommergibile) e C3isr (comando, controllo e intelligence), ricognizione e trasporto truppe. Il velivolo è in grado di operare non solo da aeroporti civili con pista corta (meno di 1000 metri) ma anche da aviosuperfici semi-preparate, affrontando elevate escursioni termiche e raggiungendo le zone più impervie, dalle aree costiere, alle foreste, alle zone montane.

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Sergio Barlocchetti

Milanese, è ingegnere, pilota e giornalista. Da 30 anni nel settore aerospaziale, lo segue anche in veste di analista. Docente di materie tecniche presso la scuola di volo AeC Milano è autore di diversi libri.

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