Var: Bologna-Inter e il rigore di Eder. Sarebbe cambiata decisione?
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Var: Bologna-Inter e il rigore di Eder. Sarebbe cambiata decisione?
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Var: Bologna-Inter e il rigore di Eder. Sarebbe cambiata decisione?

La giornata della serie A rivista alla moviola secondo la sperimentazione offline in corso. Ecco i verdetti

Bologna-Inter - Calcio di Eder sulla gamba di Dzemaili sulla linea dell'area di rigore

Bologna-Inter - Calcio di Eder sulla gamba di Dzemaili sotto gli occhi di Mazzoleni che a un metro ha la visuale libera e non interrompe il gioco. Intervento da Var? Quando l'interruzione eventuale del gioco?

Secondo alcuni tale decisione non avrebbe potuto essere sottoposta alla rivalutazione televisiva poiché relativa ad un fallo non avvenuto chiaramente in area di rigore. In realtà è proprio questa incertezza sul punto del terreno di gioco in cui avviene il contatto ad autorizzare l’utilizzo dello strumento tecnologico per valutare la sussistenza o meno degli estremi per un calcio di rigore.

Il fallo di Eder è evidente, Mazzoleni (con ogni probabilità) si accorge che qualcosa di strano sia accaduto ma, per la sua posizione, può solo intuirlo (il piede di Eder tocca la gamba di Dzemaili nella parte frontale, l’arbitro si trova ad un metro ma con la visuale oscurata proprio dal corpo del giocatore del Bologna che “oscura” il contatto). La sensazione è che Mazzoleni abbia avuto il dubbio sul contatto o meno ma, in mancanza anche dell’aiuto dei suoi collaboratori (assistente troppo lontano, addizionale coperto da almeno 5/6 calciatori), non abbia potuto assegnare la massima punizione sulla base di una ipotesi.

Il Var avrebbe potuto eliminare ogni dubbio, soprattutto con la ripresa frontale (cioè opposta alla visuale dell’arbitro), consentendo a Mazzoleni di tornare sulla sua decisione, assegnare il calcio di rigore ma senza alcuna sanzione disciplinare. L’azione, peraltro, è continuata e, in questo ambito, si pone il problema di come e quando fermare il gioco. La soluzione per ora adottata come direttiva è quella di interrompere non appena il pallone esca dal terreno di gioco oppure di fischiare quando il pallone stesso arrivi in zona non pericolosa per le due squadre (in linea di massima: a centrocampo)

Sampdoria-Cagliari - Gol vittoria annullato al Cagliari per fuorigioco

Sampdoria-Cagliari - Nel finale annullato il gol della vittoria al Cagliari per un fuorigioco di Pisacane erroneamente interpretato come non passivo. Il Var può ribaltare l'interpretazione di arbitro e assistenti come in questo caso? Oppure è solo 'geografico', ovvero sulla posizione del giocatore?

Togliamoci subito il “peso”: l’errore sulla rete del Cagliari è di notevole gravità, per due motivi. Il primo è che il giocatore in posizione di fuorigioco geografico è uno ed uno solo, perciò è impossibile ipotizzare scambi di persona (ciò che capita spesso nel caso di multipli incroci in area). Il secondo motivo è che l’azione era fondamentalmente statica, cioè non in velocità ma su cross dalla zona laterale del campo. In questi casi l’unica possibile spiegazione è un momento di scarsa lucidità (stanchezza dopo novanta minuti?) oppure di distrazione.

Il problema che si porrà quando la VAR sarà a pieno regime è rappresentato dalla presenza stessa degli assistenti: saranno tenuti a segnalare con molto ritardo le proprie valutazioni oppure rimarrà come oggi il loro compito?

Scelta non facile. Nel primo caso, il ruolo verrebbe completamente stravolto, nel secondo caso si rischia di non poter tornare indietro su decisioni già assunte. In questa circostanza, ad esempio, una segnalazione prima del tocco a rete decisivo impedirebbe la convalida della rete poiché sarebbe quantomeno illogico: come giustificare una rete assegnata dopo la segnalazione di una irregolarità? E come dar torto, eventualmente, ai difendenti che sostengano di essersi fermati dopo aver visto la segnalazione di fuorigioco? Allo stesso modo una mancata segnalazione rischierebbe di diventare la normalità anche in situazioni semplici dato che gli assistenti, per evitare di sbagliare, potrebbero sempre astenersi dal decidere in prossimità dell’area di rigore.

A mio parere la soluzione più semplice è quella di limitare molto specificamente il campo di azione, riducendo gli episodi rivedibili a quelli in cui il fuorigioco è seguito immediatamente dalla battuta a rete

Udinese-Sassuolo - Rete annullata a Thereau con tocco dubbio di Acerbi prima

Udinese-Sassuolo - Annullata una rete a Thereau per fuorigioco. In discussione non è la posizione (offside), ma la volontarietà o meno del tocco di Acerbi che precede il gol: era una giocata che sanava il fuorigioco? E, se sì, il Var può intervenire su questo tipo di azione?

Episodio abbastanza strano e di difficile decifrazione. Questa è la classica situazione nella quale prevarrà sempre e comunque la valutazione dell’arbitro. Un tocco verso il calciatore avversario viene qualificato come deviazione o come passaggio sulla base di certi specifici parametri E secondo l’interpretazione dell’arbitro. Ciò non significa, a mio parere, che la prima interpretazione debba rimanere immutabile ma che potrà essere solo l’arbitro a decidere, a convincersi di aver interpretato bene o male un certo episodio.

Nel caso specifico, in particolare, ritengo che il tocco di Acerbi sia molto più vicino ad una deviazione che ad una giocata. Concetto di giocata, d’altra parte, che rimane circondato da un’alea di incertezza, incertezza provocata dalla confusione in materia creata da una interpretazione cervellotica che, invece di semplificare, ha terribilmente complicato una regola già difficile come il fuorigioco.

In sintesi: trattandosi di una semplice deviazione, la posizione di Thereau non è stata sanata ed è quindi corretto interrompere l’azione ed assegnare un calcio di punizione indiretto a favore della difesa.

Perché questa rubrica

Ancora un anno e la moviola in diretta entrerà nel calcio a pieno titolo. Lo ha già fatto con la Goal line technology, che ha azzerato le discussioni sui gol-non gol e accadrà anche con il Var (Video Assistant Referees), ora in fase di sperimentazione sui campi della serie A e in altri campionati.

Un supporto per i direttori di gara, applicabile però solo per determinate tipologie e casistiche di gioco, come l'ex-arbitro di Serie A Luca Marelli (clicca qui per il suo blog) spiega giornata dopo giornata in esclusiva ai lettori di Panorama.it, analizzando gli episodi più discussi o emblematici del turno. Con una premessa fondamentale: la Var non è stata ideata per valutare ogni episodio dubbio, ma invece per evitare gli errori molto vistosi e soprattutto quelli che possono indirizzare l'esito di una gara.

Parliamo dunque di sviste evidenti rispetto a calci di rigore, scambi di persona (rarissimi, per la verità), reti realizzate in fuorigioco oppure decisioni su particolari avvenimenti che comportino sanzioni disciplinari a carico dei calciatori.

QUI IL DOSSIER CON TUTTI GLI EPISODI DEL CAMPIONATO 2016-2017 RIVISTI AL VAR

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