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L'effetto Ronaldo sulla Juve: le big più vicine come sponsor

Un anno dopo lo sbarco di CR7 il club ha accorciato la distanza commerciale da Barcellona, Real Madrid, e Manchester United

Un anno di Ronaldo hanno portato la Juventus più vicina alle big del calcio europeo per valore commerciale. Non solo il campo, dove la precoce uscita dalla Champions League per mano dell'Ajax ha rappresentato certamente una grande delusione, ma anche i conti economici: una delle ragioni (se non la principale) dell'investimento che i bianconeri hanno fatto su CR7 nell'estata del 2018 spendendo molto denaro e molta credibilità in un'operazione che ha fatto discutere.

L'analisi della Deloitte Football Money League 2020, che ha riportato la Juventus nella Top10 per fatturato globale, consente infatti di fotografare il prima e il dopo Ronaldo. I numeri alla voce 'ricavi commerciali' danno ragione alla scelta juventina di legarsi a un brand mondiale come quello dell'attaccante portoghese, capace di sviluppare una presenza social e un attrativa per i partner addirittura superiore a quella degli stessi club per i quali presta la sua opera da calciatore.

E' vero che la politica di investimenti (non solo per Ronaldo) ha suggerito alla proprietà di sostenere il club con un maxi aumento di capitale da 300 milioni di euro pochi mesi dopo aver emesso un bond da 175 per ristrutturare il proprio debito, in crescita rapida. Ed è anche logico legare questa fase di investimenti al rosso da 40 milioni al 30 giugno 2019. Ma la scommessa su Ronaldo, oltre che tecnica, era finanziaria e cioé aiutare il club più ricco d'Italia a colmare il gap commerciale con le multinazionali europee.

Quel gap ridotto con Barcellona e Real Madrid...

Un anno dopo il bilancio racconta di un primo passo compiuto per avvicinarsi alle super multinazionali spagnole e inglesi. Secondo i dati riclassificati da Deloitte, la Juventus è passata da 143 a 185 milioni di euro di fatturato come ricavi commerciali, trainata dalle vendite di magliette e dal bonus per il rinnovo di Adidas (15 milioni) che comincerà a far sentire il suo effetto soltanto con il conto economico di questa stagione.

La distanza rispetto alle altre resta importante, ma è considerevolmente diminuita. Rispetto al Barcellona, che rimane leader in questo settore, il rapporto è sceso da 2,25 volte del 2018 a 2,06 (383 milioni dei catalani). Lo stesso è accaduto con il Real Madrid (da 2,48 a 1,91 frutto dei 354 milioni delle merengues), con il Manchester United (da 2,43 a 1,92 con gli inglesi che viaggiano intorno ai 356) e con il Bayern Monaco, la locomotiva tedesca che ora fattura come sponsor e partner commerciali 1,7 volte in più della Juventus contro i 2,2 del giugno 2018.

La strada è lunga, ma è ragionevole pensare che tra qualche mese il rapporto possa calare ulteriormente. Da questa stagione, infatti, la Juventus gode i frutti dei due rinnovi al rialzo conclusi con lo sponsor tecnico Adidas e con il marchio che porta sulla maglia (Jeep) che appartiene alla stessa proprietà.

Nel caso di Jeep si è passati da 17 a 42 milioni come parte fissa (scadenza 2021) mentre nel caso di Adidas l'accordo è stato prolungato fino al 2027 con un minimo garantito da 408 milioni che significa 51 all'anno contro i 23 precedenti. Oltre 50 milioni in più come base. Parte di questi soldi sarebbe arrivata lo stesso, aggiornando il valore del brand di una società che ha giocato due finali di Champions League dal 2015. Ma molto lo ha fatto l'effetto Ronaldo. Misurabile non solo in campo, ma anche e soprattutto nelle stanze dove si tengono in mano i cordoni della borsa bianconera.

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