Pedrosa si opera. Al suo posto, Aoyama
Mirco Lazzari gp/Getty Images
Pedrosa si opera. Al suo posto, Aoyama
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Pedrosa si opera. Al suo posto, Aoyama

Il pilota della Honda vuole risolvere il problema all'avambraccio destro che gli impedisce di esprimersi al meglio. Non sarà sostituito da Stoner

Alla fine, Dani Pedrosa ha detto stop. Il pilota spagnolo della MotoGp, compagno di squadra del campione del mondo Marc Marquez, sarà operato domani a Madrid dal dottor Angelo Villamor. L'obiettivo? Risolvere, o per lo meno ridimensionare nella gravità e nelle conseguenze, quel problema all'avambraccio destro che lo accompagna dallo scorso anno e che è conosciuto con un nome decisamente sinitro, sindrome compartimentale. Al suo posto, non ci sarà l'ex stella del mondiale Casey Stoner, come molti appassionati speravano, ma il collaudatore della Honda, Hiroshi Aoyama, ex iridato della 250, che si era ritirato dalla MotoGp solo lo scorso anno per raggiungere Stoner sulla "panchina" della casa di Tokyo. Che Pedrosa volesse farsi da parte per trovare una soluzione definitiva al suo problema lo si era capito chiaramente al termine della prima gara dell'anno sulla pista di Losail. "Per me questo è il momento più difficile della carriera - aveva detto Pedrosa in Qatar - il dolore è troppo forte. Ho parlato con tutti i dottori nel mondo specializzati in questo e mi hanno detto che non posso essere più operato. Ma non posso correre in questo stato e non so cosa fare". Poi, lo spiraglio, che ha aperto uno scenario nuovo. "In un primo momento non volevo che questa notizia venisse diffusa - ha aggiunto il pilota Honda - ma dopo aver parlato con alcuni medici dei quali mi fido, ho deciso. Sono concordi che tornare in sala operatoria è l'unica opzione per me. Useranno una tecnica speciale per aiutare a chiudere la ferita, così da evitare il ritorno dei problemi. Spero seriamente che stavolta tutto andrà bene".

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