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Kovacic ala, la tassa Torres e altre domande su Milan-Inter

Cosa sarebbe accaduto se sulle panchine del derby ci fossero stati Mazzarri e Allegri? E se quel giocatore che critica il suo tecnico...

Non è stato un bel derby, anche se è stato divertente e di sicuro i 79.173 che si sono presentati ai botteghini di San Siro (incasso record 3.324.549,44 euro) non si sono pentiti di aver speso i loro soldi. Il fascino e il grande limite insieme è tutto qui: spettacolo tecnico lontano anni luce da quello cui la Scala del calcio è abituata e, allo stesso tempo, un certo senso di sollievo sia per Mancini che Inzaghi. L'incrocio rappresentava più un rischio che un'opportunità per entrambi e alla fine il pareggio lascia le cose inalterate: Mancio con l'effetto-scossa che può e deve venire, Pippo con la sensazione di aver intrapreso un percorso di crescita. Pari e patta, insomma. Per lo spettacolo vero si ripasserà la prossima volta. Intanto, però, qualche domanda è lecito porsela ricordando le critiche urticanti del passato, non necessariamente remoto. Quando partite così avrebbero fatto porre più di una domanda:

Cosa sarebbe successo ad Allegri con 4 punti in 5 partite?

Il bilancio di Inzaghi, ad esempio: con il pari del derby siamo a 4 punti nelle ultime 5 partite di cui 3 (Fiorentina, Palermo e Inter) giocate in casa. Cosa sarebbe accaduto ad Allegri con questi numeri? O a qualsiasi altro allenatore di una grande squadra, vera o presunta. A inzaghi, invece, è accaduto di poter archiviare il derby mostrando soddisfazione per il gioco e per il risultato, con il rammarico di non averlo vinto e omettendo di averlo potuto anche perdere. Cosa sarebbe accaduto a tutti gli altri, meno coccolati dall'ambiente Milan?

... E a un allenatore che stesse facendo peggio di Seedorf?

Tra l'altro Inzaghi sta perdendo il confronto con chi l'ha preceduto sulla panchina del Milan. Il suo score dice 18 punti nelle prime 12 giornate quando Seedorf alla 31° (cioé dopo 12 partite da tecnico richiamato in corsa) era a quota 20 e già viveva da separato in casa, a rischio esonero e con i giorni contati, Berlusconi distante da lui e i giornalisti impegnati a chiedergli ad ogni conferenza stampa notizie sul suo futuro. La partenza di Inzaghi, che non vince una partita dal 19 ottobre a Verona, è peggiore delle prime due di Allegri (26 punti nel 2010 e 24 nel 2011) e migliore rispetto a Max versione 2012 (14) e 2013 (13). Attenzione, però, perché tutti i suoi predecessori avevano da gestire anche l'impegno europeo. Cosa sarebbe accaduto a loro con la media di 1,5 punti a gara senza coppe?

Pippo e la tassa Torres

Forse la spiegazione sta (anche) nell'abnegazione con cui Inzaghi interpreta il suo ruolo a Milanello. Cerca la strada per far tornare grande il Milan, non si lamenta del materiale che gli è stato messo a disposizione e, soprattutto, ascolta senza smorfie i suggerimenti tattici di Berlusconi. Che spesso in passato ha avuto intuizioni felici, ma in questa occasione sta complicando la vita al suo tecnico. Ad esempio, chi si è accorto della presenza di Torres in campo? Lo spagnolo sta tenendo fede al soprannome perfido che gli avevano assegnato i tifosi del Chelsea: Don't Scorres (Non segna). Il rossonero è arrivato a 589 minuti con una sola perla, a Empoli. Il guaio è che il Milan giocava davvero meglio senza di lui e con Menez prima punta. Solo che Pippo non può...

Il riscaldamento senza fine di Osvaldo

Pablo Osvaldo ha giocato 5 minuti (l'ultimo più i 4 di recupero concessi dal signor Guida). Il suo derby, però, è stato molto faticoso e lo ha visto impegnato in una lunga fase di riscaldamento iniziata praticamente al fischio d'avvio della ripresa. Ha fatto corsetta lenta, poi stretching, poi allunghi. E' stato chiamato da Mancini vicino a sé, si è tolto il fratino verde, è andato dal quarto uomo e poi è tornato indietro a ricevere istruzioni dal Mancio. Si è rimesso il fratino verde e ha ricominciato da capo: allunghi, stretching, corsetta lenta. Quindi ancora istruzioni vicino alla panchina e, quando tutto sembrava perduto, finalmente ha visto il campo: non prima che il Milan avesse battuto due corner perché non sia mai che poi l'Inter prendesse gol di testa avendo tolto Icardi. Risultato: cosa sarebbe accaduto a un allenatore dell'Inter se in un derby da vincere avesse riservato a Osvaldo il trattamento che gli ha riservato Mancini?

Cosa avrebbero detto a Mazzarri se avesse schierato Kovacic ala?

Domanda che si può estendere anche al ruolo scelto per Kovacic: largo a sinistra in una specie di 4-2-3-1 che spesso si è trasformato in 4-5-1. Lontano dal cuore del gioco, con la palla pochissimo tra i piedi (solo 59 tocchi) e compiti di marcatura nella fase difensiva. In mezzo, a fare da regista, prima Kuzmanovic e nel finale Hernanes. Chi era a San Siro ha provato a chiudere gli occhi e ad immaginare la reazione di pubblico e critica se un tecnico qualsiasi dell'Inter, ad esempio quello che era seduto sulla panchina fino a un paio di settimane fa, avesse scelto per il talento più puro della rosa un ruolo così defilato. Ecco, appunto, cosa sarebbe successo?

"Nel secondo tempo li aspettavamo e non va bene"

Frase raccolta nel dopo partita da uno dei protagonisti della partita. Non importa chi e di quale squadra, solo la considerazione che nei tempi belli a un commento così sarebbe seguita la logica conclusione che in almeno uno spogliatoio avevano avuto qualcosa da ridire con il proprio allenatore. Nel derby su scala ridotta di autunno 2014, invece, è passato tutto come acqua fresca. Nessuna critica, nessun attacco, nulla di nulla. Il pareggio è andato bene davvero a tutti. Si capisce anche da questi dettagli, che raccontano la distanza tra la grandezza di un tempo e il poco che ci è rimasto da applaudire...

Le immagini del derby

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