Tevez contro Ronaldo, la notte di Juventus-Real Madrid
Tevez contro Cristiano Ronaldo
Tevez contro Ronaldo, la notte di Juventus-Real Madrid
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Tevez contro Ronaldo, la notte di Juventus-Real Madrid

Semifinale d'andata della Champions League: ecco come i bianconeri possono inseguire il sogno di arrivare a Berlino

E' la grande notte di Tevez e Cristiano Ronaldo, ex amici e fuoriclasse nel Manchester United di Sir Ferguson, oggi avversari nella prima delle due sfide che spalancherà per l'una o l'altra le porte del paradiso e della finale di Berlino. Tutti e due affamati di successo, protagonisti di una stagione fin qui strepitosa ma con la differenza che l'Apache sa già di aver raggiunto un risultato (lo scudetto), mentre CR7 deve ancora lottare per non finire a mani vuote. E se a dicembre vuole tornare ad alzare il Pallone d'Oro non può permettersi il lusso di vedere Messi conquistare Liga e, magari, Champions restando lui a mani vuote. Juventus-Real Madrid, atto I, è anche e soprattutto la sfida tra due attaccanti meravigliosi che stanno segnando la storia recente dei due club. Per l'argentino potrebbe anche essere l'ultimo treno che passa a Torino, visto che il futuro è incerto. Per il portoghese è un'altra occasione di scrivere la storia già ampiamenter griffata a suon di gol e di record: 60 segnati in Champions. E non è finita.

Attaccanti diversi ma entrambi leader (e decisivi)

Tevez e Ronaldo potrebbero benissimo giocare insieme e infatti lo hanno già fatto a Manchester. Si completano e sono diversi, anche se entrambi hanno nel sangue una caratteristica unica: la leadership. Juve e Real Madrid sarebbero grandi anche senza di loro, ma mancherebbero di qualcosa di fondamentale. Tevez è diventato uomo squadra, gioca anche per gli altri e ha arretrato il suo raggio d'azione se serve per favorire l'inserimento del compagno di reparto. Ronaldo, che fisicamente non è più esplosivo come un tempo, ha limitato lo spazio entro cui far esplodere la sua mostruosa fisicità che, unita alla tecnica, lo hanno reso attaccante da un gol a partita; è diventato centravanti, lui che per anni ha scorazzato partendo dalla fascia o cercando metri di campo dove correre. Tevez è uno degli undici (anche se il più importante), Ronaldo continua a comportarsi da solista e primo violino: gioca e vive per il gol. Insaziabile.

Juve, serve coraggio (e niente barricate stile Montecarlo)

Difficile trovare un punto debole nel Real Madrid, anche se la macchina di Ancelotti non è perfetta e qualche voltab in questa stagione si è inceppata. Allegri ha annunciato di volersela giocare con la sua Juve, quella della difesa a quattro e del trequartista dietro alle due punte. Niente 3-5-2 che in Europa è un modulo con cui si fa fatica ad imporre il proprio gioco e che troppo facilmente può diventare una barricata se le cose si mettono male. E' successo a Montecarlo, dove i bianconeri si sono salvati perché il Monaco era offensivamente sterile, sarebbe un guaio se lo scenario si ripetesse anche allo Stadium contro Ronaldo, Bale e James Rodriguez. Meglio il 4-3-1-2 con Pirlo, tenuto a riposo a Marassi, al centro della scena e le due fasce rinforzate da una doppia catena che dovrà contenere anche le spinte da dietro dei madridisti. L'assenza di Pogba, che lavora per tornare al Bernabeu, è un vero peccato perché priva la Juve di forza fisica e tecnica in mezzo al campo, ma anche Ancelotti deve fare a meno di Modric e non è una cattiva notizia.

La BBC senza Benzema (ma più pericolosa)

Il talento croato non è l'unico tassello cui devono rinunciare i madridisti. Manca anche Benzema che non ha ripreso dall'ultimo infortunio e non è nemmeno entrato nella lista dei convocati. Per Ancelotti, però, potrebbe essere una cosa buona perchè permetterà di dispiegare il suo Real Madrid con un modulo un po' più accorto, senza la necessità quasi fisiologica di lanciare all'attacco tutti i suoi tenori. Il 4-4-2 è più adatto come vestito all'occasione dello Stadium, permette di inserire un centrocampista in più e di consegnare a James Rodriguez il ruolo doppio di chi deve supportare Bale e CR7 davanti aiutanto nel contempo le chiusure sul lato destro. Sergio Ramos sale a centrocampo, scelta che fa storcere il naso ai puristi di Madrid, ma garantisce blindatura e un equilibrio che spesso manca se tutti si occupano solo della fase offensiva. 

Primo obiettivo: restare in partita fino al Bernabeu

La gara d'andata in casa è solitamente uno svantaggio, ma in questa occasione potrebbe rivelarsi preziosa alleata per la Juventus di Allegri. Meglio cercare di restare in equilibrio il più a lungo possibile per sognare il blitz, un po' come fatto dall'Atletico di Simeone nei quarti di finale. Allegri e Ancelotti, con un misto di furbizia e pretattica, hanno prima parlato di pareggi come strada per arrivare alla finale e poi si sono detti certi che questa sera non finirà 0-0. A differenza di quanto accaduto contro il Monaco, potrebbe anche essere la strada giusta per tentare di raggiungere Berlino. La Juventus deve giocarsela senza timori, magari evitare che l'andata si riempa di troppi gol e poi puntare a lasciare il segno a Madrid tra una settimana. E' un progetto ambizioso, ma fattibile: il Real di Ancelotti è terribile nella fase offensiva ma concede qualcosa dietro e Allegri ha gli uomini giusti per fare male.

Fischio d'inizio alle 20,45: ecco le formazioni

Detto che lo Juventus stadium si presenta tutto esaurito come nelle notti più belle (quasi sicuro il record di incasso oltre il muro dei 3 milioni di euro), arbitra l'inglese Atkinson. Non ci sono giocatori con sulle spalle il fardello della diffida che farebbe scattare la squalifica in caso di cartellino giallo. Ecco le formazioni:

JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra; Vidal, Pirlo, Marchisio; Pereyra; Morata, Tevez. Allenatore: Massimiliano Allegri.

REAL MADRID (4-4-2): Casillas; Carvajal, Pepe, Varane, Marcelo; James Rodriguez, Sergio Ramos, Kroos, Isco; Bale, Cristiano Ronaldo. Allenatore: Carlo Ancelotti.

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