Vialli alza al cielo la Coppa dei Campioni 1996
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Champions, Coppa Coppe, Coppa Uefa: tutte le finali della Juventus

L'avventura europea dei bianconeri dal 1973 all'imminente sfida con il Barcellona tra sconfitte cocenti e vittorie esaltanti: fotogallery

Dal 1965 al 2015, dal Ferencvaros al Barcellona, dalla Coppa delle Fiere (persa due volte due) alla Champions League. Per mettere la bandierina sulla vetta del calcio europeo, per dimostrare di essere bella di notte come lo è stata spesso di giorno, sui campi della Serie A. Come Boniek, uno dei suoi campioni, protagonista di un pezzo importante della storia bianconera tra le pieghe di sfide meravigliose e tormenti lunghi una vita (leggi Heysel). In cinquant'anni di onoratissimo servizio sul palcoscenico del calcio europeo, la Juventus ha raccolto decisamente meno di quanto era lecito aspettarsi. Tra coppe e coppette è scesa in campo per giocarsi un trofeo complessivamente in 16 occasioni, nel corso delle quali ha alzato al cielo "soltanto" 8 trofei. Uno su due. Con grandi abbuffate in Coppa Uefa (3 titoli) e grandi delusioni in Coppa Campioni/Champions League (2 titoli e 5 rimorsi). A Berlino, la Juve torna a giocarsi l'Europa dopo 12 anni di silenzio. Di fronte, il Barcellona dei miracoli. Ancora una volta, vincere sarà l'unica cosa che conta.

1973, Coppa dei Campioni: Ajax Amsterdam-Juventus 1-0

L'Ajax Amsterdam posa con la Coppa il giorno dopo la vittoria Central Press / Hulton Archive / Getty Images

La Juventus vola a Belgrado con lo scudetto numero 15 sul petto per disputare la prima finale della sua storia nel trofeo continentale più prestigioso. Avversario di turno, l'Ajax di Cruijff, cliente scomodomissimo. Le cose si mettono male da subito. Al minuto 4 segna Rep e la squadra bianconera non riuscirà più a riportare l'incontro in equilibrio. L'Ajax fa ritorno ad Amsterdam con la terza Coppa dei campioni nel taschino.

La formazione della Juventus: Zoff, Marchetti, Longobucco, Furino, Morini, Salvadore, Altafini, Causio (73' Cuccureddu), Anastasi, Capello, Bettega (63' Haller). Allenatore: Vycpalek.

1977, Coppa Uefa: Juventus-Athletic Bilbao 1-0, 1-2

Roberto Boninsegna e Romeo Benetti con la Coppa Uefa Wikimedia commons

Uno a zero al Comunale di Torino, 2-1 per l'Athletic Bilbao al San Mamés. Tardelli apre le porte della Coppa Uefa a due passi da casa, mentre spetta a Bettega il compito di mettere in cassaforte il trionfo in terra di Spagna, dove la Juve del Trap soffre per 13 lunghissimi minuti prima di liberarsi nella gioia che vale il titolo.

La formazione della Juventus nella gara di ritorno: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna (60' Spinosi), Benetti, Bettega. Allenatore: Trapattoni.

1983, Coppa dei Campioni: Amburgo-Juventus 1-0

Zoff è appena stato superato dal tiro di Magath Ansa

Una delle giornate più nere della storia del club bianconero. La Juve si presenta ad Atene con una fetta di Coppa campioni già in tasca per via di una superiorità che non pareva nemmeno in discussione. L'Amburgo di Happel era sì una buona squadra, ma non così straripante da mettere nei guai l'armata del Trap. Pronti e via e comincia l'incubo. Al 9' Magath indovina il gol della vita e a nulla servirà l'arrembaggio degli uomini del Trap per rovesciare l'esito della sfida. Juve colpita e affondata per la seconda volta consecutiva a due passi dal gradino più alto del podio europeo.

La formazione della Juventus: Zoff, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Bettega, Tardelli, Rossi (56' Marocchino), Platini, Boniek. Allenatore: Trapattoni.

1984, Coppa delle Coppe: Juventus-Porto 2-1

La Juventus della vittoriosa stagione 1983-1984 Ansa

Battute nell'ordine Lechia Gdansk, Psg, Haka e Manchester United, la Juve si affaccia allo stadio Sankt Jakok-Park di Basilea per piegare la resistenza del Porto. Torinesi in maglia gialla e con una voglia grande così di dimenticare lo scivolone di Atene dell'anno precedente. Traguardo raggiunto. Merito di Beniamino Vignola, che apre le danze al 13' del primo tempo e del "bello di notte" Zbigniew Boniek che chiude i conti a una manciata di secondi dalla pausa tè. Al fischio finale, la Coppa delle coppe diventa una realtà da lucidare con cura.

La formazione della Juventus: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Vignola (90' Caricola), Tardelli, Rossi, Platini, Boniek. Allenatore: Trapattoni.

1984, Supercoppa Uefa: Juventus-Liverpool 2-0

Gaetano Scirea solleva il trofeo Wikimedia Commons

Trenta centimetri di neve non sono riusciti a mettere il bavaglio alla sfida che valeva la corona di squadra migliore d'Europa del 1984. Al Comunale di Torino, la Juve del trionfo in Coppa delle coppe ospita il Liverpool deluxe reduce dalla conquista della Coppa dei campioni. E fu due volte Boniek. Al 39' l'attaccante polacco infila il portiere avversario Grobbelaar al termine di una traversata in solitaria. Al 79', il bis. Briaschi crossa, Boniek raccoglie. E segna. Due a zero Juve e primo trionfo in Supercoppa europea per una squadra italiana. Dirige sempre il Trap, una garazia.

La formazione della Juventus: Bodini, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Briaschi, Tardelli, Rossi, Platini, Boniek. Allenatore: Trapattoni.

1985, Coppa dei Campioni: Juventus-Liverpool 1-0

Michel Platini con la Coppa nella surreale atmosfera dell'Heysel DOMINIQUE FAGET / AFP /Getty Images

La pagina nerissima del calcio internazionale. A distanza di poche settimane dall'incrocio in Supercoppa, Juventus e Liverpool si danno appuntamento a Bruxelles per celebrare la gara più importante dell'anno. Doveva essere una festa, sarà una delle tragedie più dolorose del pallone di ogni epoca. Trentanove i morti, oltre 600 i feriti. All'Heysel lo sport va in soffitta e lascia il posto suo malgrado al dolore. La partita si giocherà, perché altro non si può fare. Vince la Juve grazie a un rigore generosissimo fischiato per fallo su Boniek. Calcia Platini e segna. Ma interessa a pochissimi.

La formazione della Juventus: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Briaschi (86' Prandelli), Tardelli, Rossi (90' Vignola), Platini, Boniek. Allenatore: Trapattoni.

1990, Coppa Uefa: Juventus-Fiorentina 3-1, 0-0

Boniek solleva la Coppa Uefa nello stadio di Avellino SimonBruty / Allsport / Getty Images

Il derby nel derby. La Coppa Uefa del 1990 è uno scontro tutto italiano tra due club divisi da una rivalità lunga una vita: Juventus e Fiorentina, amici mai. Tutto o quasi si decide a Torino nella gara di andata. E' l'ultima partita al Comunale prima del salto doppio al Delle Alpi. Dopo meno di 180 secondi segna Galia, bianconeri in vantaggio. Tempo sette minuti e pareggia Buso, l'ex che in bianconero sperava di fare di più. Quindi, è il turno prima di Casiraghi, poi di De Agostini. Finisce 3-1 e la Juve targata Upim sogna di fare la doppietta nel torneo che aveva già vinto nel 1977. Andrà così. Perché ad Avellino (il Franchi era squalificato) Zoff organizza un bunker che Roberto Baggio, idola della Viola, non riesce a scardinare.

La formazione della Juventus nella gara di andata: Tacconi, Napoli, De Agostini, Galia, Brio (46' Alessio), Bonetti D., Alejnikov, Rui Barros, Casiraghi, Marocchi, Schillaci. Allenatore: Zoff.

1993, Coppa Uefa: Juventus-Borussia Dortmund 3-1, 3-0

1993: Roberto Baggio (Juventus) Shaun Botterill / Allsport / Getty Images

Sempre più in alto, sempre più su. La Juve ritrova il Trap e torna a fare la voce grossa in Europa nella manifestazione che più le ha regalato soddisfazioni. Questa volta, dall'altra parte del campo c'è il Borussia Dortmund di Michael Rummenigge, fratello minore del ben più noto Karl-Heinz, carro armato in neroazzurro. Ed è subito trionfo. La Juve stende gli avversari nella loro tana con un Baggio per tre. Segnano Dino e Roberto (doppietta) e il Borussia crolla: 1-3. Al ritorno, suona la stessa musica. I bianconeri ne fanno altri tre e Dino Baggio fa l'eroe con il prezioso contributo di Moeller, autore della rete che al 65' chiude i conti e consegna alla Juve la terza Coppa Uefa.

La formazione della Juventus nella gara di andata: Peruzzi, Carrera, De Marchi, Baggio D., Kohler, Julio Cesar, Conte, Marocchi, Baggio R. (76' Di Canio), Moeller (88' Galia). Allenatore: Trapattoni.

1995, Coppa Uefa: Parma-Juventus 1-0, 1-1

Faustino Asprilla (al centro), Fernando Couto (a sinistra) e Massimo Crippa (a destra) festeggiano la vittoria Clive Brunskill /Allsport/ Getty Images

E' ancora Italia contro Italia. Per la seconda volta nella sua storia, la squadra bianconera è chiamata ad avere la meglio di un'avversaria che parla la stessa lingua. Avversario il Parma di Nevio Scala, una parata di giocatori con i fiocchi che in quegli anni dettava legge. Baggio a Dortmund, Baggio in Emilia. Al Tardini è l'ex juventino Dino a regalare la vittoria alla formazione di casa. Nella gara di ritorno, giocata al Meazza di Milano per contrasti da bollino rosso tra la Juve e la concessionaria del Delle Alpi, la sfida torna in equilibrio grazie a un gol di Vialli al 34'. Non sarà però sufficiente, perché dieci minuti più tardi è sempre lui, il solito Dino Baggio a centrare il pareggio e mettere di fatto la firma sul primo successo internazionale del Parma.

La formazione della Juventus nella gara di andata: Rampulla, Fusi (72' Del Piero), Jarni, Tacchinardi, Carrera (46' Marocchi), Paulo Sousa, Di Livio, Deschamps, Vialli, Baggio R., Ravanelli. Allenatore: Lippi.

1996, Champions League: Juventus-Ajax Amstredam 4-2 ai rigori

Marcello Lippi solleva la Coppa dei Campioni Ansa

A ventitrè anni dal precedente scomodo, la rivincita che riporta la Juve sul tetto d'Europa dopo un paio di lustri di tentativi andati a vuoto e di dolori mai spenti (vedi la tragedia dell'Heysel). Si gioca a Roma e fortunatamente Cruijff non è in campo perché il suo tempo in casacca biancorossa è passato già da un pezzo. Segna Ravanelli e risponde Litmanen. Centoventi minuti non bastano per decretare il vincitore: è sfida da dentro o fuori ai calci di rigore. Inizia l'Ajax, vince la Juve. Merito di Peruzzi che ipnotizza Davids (prossimo a fare le valigie destinazione Milan) e Silooy. Ma pure di Ferrara, Pessotto, Padovano e Jugovic che fanno centro dagli undici metri. Lippi prende per mano la Juve e la accompagna sul trono del continente.

La formazione della Juventus: Peruzzi, Ferrara, Pessotto, Torricelli, Vierchowod, Paulo Sousa (57' di Livio), Deschamps, Conte (44' Jugovic), Vialli, Del Piero, Ravanelli (77' Padovano). Allenatore: Lippi.

1996, Supercoppa Uefa: Juventus Paris Saint-Germain 6-1, 3-1

L'esultanza di Ferrara (con la Coppa) e Lombardo GERARD JULIEN /AFP/ Getty Images

Tutto facile. Anzi, di più. La Juve vola a Parigi per riportare a Torino la Supercoppa europea e gioca sul velluto contro un Psg non certo stellare come quello di oggi epperò temibile e insidioso. Invece, no. Inizia Porrini e finisce Amoruso. Nel mezzo, alzano le braccia al cielo Ferrara, Padovano e Lombardo, e si dispera N'Gotty, che firma l'autorete che annuncia la disfatta. L'incontro termine con un punteggio tennistico: 6-1 per i bianconeri. Psg colpito e affondato. Allo stadio Favorita di Palermo, sede scelta dalla Juve per fare festa in Sicilia, il sigillo a un trofeo già segnato e assegnato. Vincono i bianconeri 3-1 con una doppietta di Del Piero e un gol a tempo scaduto di Vieri. Tutto facile. Anzi, di più.

La formazione della Juventus nella gara di andata: Peruzzi, Torricelli, Ferrara (72' Iuliano), Porrini, Pessotto, Di Livio, Deschamps, Zidane, Tacchinardi (67' Lombardo), Padovano (72' Amoruso), Del Piero. Allenatore: Lippi.

1997, Champions League: Borussia Dortmund-Juventus 3-1

Karl Heinz Riedle esulta dopo aver segnato il secondo goal contro la Juventus ANSA/ACHIM SCHEIDEMANN

Se nel 1993 era andata benissimo, nella sfida del 1997 prende forma lo scivolone. All'Olympiastadion di Monaco di Baviera il Borussia Dortmund della colonia italiana (Kohler, Sammer, Reuter, Paulo Saousa, Moeller e Riedle) riesce ad avere la meglio sulla Juventus di Zidane. La sconfitta nasce e cresce in cinque minuti cinque per merito di Riedle, che infilza due volte Peruzzi. Nella ripresa, Del Piero fa rigonfiare il petto dei bianconeri, che però alzano bandiera bianca quando Ricken mette in rete il gol del definitivo 3-1. La Juve torna a casa con i fantasmi della Champions nel taschino per la terza volta nella sua storia.

La formazione della Juventus:Peruzzi, Porrini (46' Del Piero), Ferrara, Montero, Iuliano, Di Livio, Deschamps, Zidane, Jugovic, Boksic (87' Tacchinardi), Vieri (72' Amoruso). Allenatore: Lippi.

1998, Champions League: Real Madrid-Juventus 1-0

Clarence Seedorf viene contrastato da Edgar Davids Clive Brunskill / Allsport / Getty Images

Dodici mesi dopo lo sgambetto del Borussia Dortmund in terra di Germania, la Juve di Lippi ci riprova. L'occasione è ghiotta, ghiottissima, ma l'avversario è da far venire i brividi. Si chiama Real Madrid, ha una tradizione europea da prima della classe e può contare per l'occasione su campioni straordinari (Raul, Redondo, Roberto Carlos, Morientes, tanto per fare alcuni nomi). La Juve risponde con un attacco ricco di talento (Zidane, Inzaghi e Del Piero) e una difesa carica di determinazione (Montero il leader). I bianconeri di Lippi fanno la loro parte, ma l'impresa sfugge loro di mano a uno sbuffo dal traguardo. Segna Mijatovic al minuto 67, fine dei giochi e delle speranze di trionfo. Due sconfitte in dodici mesi, non sbaglia chi dice che la Champions non dice bene alla Vecchia Signora.

La formazione della Juventus: Peruzzi, Torricelli, Iuliano, Montero, Di Livio (46' Tacchinardi), Deschamps (78' Conte), Davids, Pessotto (73' Fonseca), Zidane, Inzaghi, Del Piero. Allenatore: Lippi.

2003, Champions League: Milan-Juventus 3-2 dopo rigori

Ciro Ferrara a duello con Pippo Inzaghi Laurence Griffiths / Getty Images

La quarta finale di Champions League alla guida della Juve per Marcello Lippi, che dopo l'estasi di Roma del 1996 vuole cancellare le delusioni di Monaco di Baviera e Amsterdam. Per la terza volta nella sua storia, la squadra bianconera si misura con un club italiano. Dopo Fiorentina e Parma, è la volta del Milan di Carlo Ancelotti, reduce dal trionfo in Coppa Italia e prossimo a tentare (con successo) la scalata allo scudetto. E' un confronto tra ex (Davids, Inzaghi) e protagonisti che presto lo diventeranno (Zambrotta, Pirlo, lo stesso Ancelotti). Gara aperta a qualsiasi risultato. Non può piovere per sempre, dicono a Torino. Ma non funziona. Perché ancora una volta la Juve saluta la coppa in favore degli avversari. Accade ai rigori. Per i bianconeri, sbagliano Trezeguet, Zalayeta e Montero, tre su cinque. Troppo in una partita che decide un pezzo di storia.

La formazione della Juventus: Buffon, Thuram, Tudor (42' Birindelli), Ferrara, Montero, Camoranesi (46' Conte), Tacchinardi, Davids (65' Zalayeta), Zambrotta, Trezeguet, Del Piero. Allenatore: Lippi.

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