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Calcioscommesse: coinvolta anche la Salernitana di Lotito?

Ombre anche sul club neo-promosso in B. L'elenco dei 17 incontri dei gironi A, B e C di LegaPro e degli 11 di serie D, gironi H e I

Sedici incontri dei gironi A, B e C di Lega Pro e 11 partite della lega Dilettanti, serie D, gironi H e I: sono le partite sulle quali gli investigatori e gli inquirenti hanno accertato le combine che sarebbero state realizzate nel corso della stagione 2014-2015 dalle due distinte associazioni scoperte con l'operazione "Dirty Soccer".

- CALCIOSCOMMESSE 2015: LO SPECIALE DI PANORAMA.IT

Oltre a quelli già accertati (vedi gli elenchi nelle prossime schede) ci sarebbero poi almeno altre 5 partite "aggiustate" e su cui stanno ancora indagando gli inquirenti di Catanzaro dopo aver concluso la prima fase dell'inchiesta. Le gare oggetto d'indagine riguarderebbero almeno altre tre squadre, tra cui la Salernitana, promossa direttamente in serie B dopo aver vinto il girone C di LegaPro nella stagione in corso.


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I 17 incontri dei gironi A, B e C della LegaPro:

Pisa - Torres

Juve Stabia - Lupa Roma

Sant'Arcangelo - Aquila

Grosseto - Sant'Arcangelo

Aquila - Savona

Prato - Sant'Arcangelo

Cremonese - Pro Patria

Monza - Torres

Bassano - Monza

Torres - Pro Patria

Pro Patria - Pavia

Aquila - Tuttocuoio

Aquila - Sant'Arcangelo

Barletta - Catanzaro

Aversa - Barletta

Vigor Lamezia - Paganese

Barletta - Vigor Lamezia

SERIE D

Le 11 partite della lega Dilettanti, serie D, gironi H e I:

Hinterreggio - Neapolis

Sorrento - Montalto

Neapolis - Montalto

Monopoli - Puteolana

Montalto - Frattese

Due Torri - Neapolis

Neapolis - Akragas

Neapolis - Sorrento

Brindisi - San Severo

Andria - Puteolana

Pomigliano - Brindisi

Il Santarcangelo "estraneo ai fatti e parte lesa"

"Apprendiamo con stupore e rabbia dagli organi di stampa che alcuni nostri tesserati sono coinvolti in questa inchiesta relativa al calcioscommesse. La società non solo si dichiara estranea ai fatti, ma anche parte lesa, alla luce delle 4 partite del Santarcangelo Calcio finite sotto inchiesta tutte e 4 perse dalla nostra squadra (Prato-Santarcangelo 3-0, Santarcangelo-L'Aquila 0-1, Grosseto-Santarcangelo 1-0, L'Aquila-Santarcangelo 2-1)". È quanto si legge in una nota del club gialloblù.

La società chiarisce di essersi "già attivata tramite i propri legali al fine di tutelare la propria immagine, che da quasi un secolo di storia si è sempre contraddistinta per trasparenza e sportività, e di procedere nei confronti di tutti i suoi tesserati che possono aver arrecato danno ai suoi colori e ai valori dello sport". "In attesa che il tutto venga chiarito nelle sedi opportune - conclude la nota - il Santarcangelo Calcio si dichiara sereno e fiducioso sul corso della giustizia. Qualora trovassero conferma i capi di accusa rivolti ai suddetti tesserati, questo avvalorerebbe ulteriormente la nostra salvezza".

Tuttocuoio "esclude coinvolgimenti"

La società A.C. Tuttocuoio 1957, "esclude qualunque coinvolgimento nella vicenda e smentisce anche la notizia riguardante un presunto ruolo dirigenziale del signor Andrea Bagnoli con la nostra società, con la quale il suindicato non svolge alcun ruolo dirigenziale nè di altra natura". Lo scrive la società di Ponte a Egola, una frazione del comune di San Miniato (Pisa), sul sito ufficiale appena appresa la notizia dell'indagine sul calcioscommesse. Il Tuttocuoio sarebbe stato chiamato in causa per la partita Aquila-Tuttocuoio, dove uno degli arrestati avrebbe cercato di combinare, senza riuscirci, il risultato. Per la società i contatti sarebbero stati tenuti, secondo l'accusa, proprio da Bagnoli (procuratore di molti giocatori, anche di Serie A e B) che sarebbe uno degli indagati, che Daniele Donati, amministratore della società toscana, ribadisce "non è mai stato un nostro dirigente". "Noi non sappiano assolutamente niente: il Tuttocuoio non ha avuto nessuna perquisizione - conclude Donati - nè è mai stato al centro di interessi. Siamo completamente estranei a tutta la vicenda".

Sassuolo-Pescara: la fallita combine di Coppa Italia

"Il 2 dicembre 2014", si legge nell'ordinanza, "si disputava la partita di calcio valevole per la Coppa Italia, tra il Sassuolo, squadra militante nella serie A, e il Pescara, compagine della serie B. Di Lauro prendeva contatti con il duo Ulizio e Carluccio apprendendo che questi avevano messo in vendita l'incontro tra il Sassuolo e il Pescara al miglior offerente e non perdeva l'occasione per avvertirne i 'compari' stranieri già emersi nel corso della presente indagine, Uros Mirosavljevic e soci".

Il giudice avverte poi che "nonostante la solerte mediazione di Di Lauro, l'affare tra gli stranieri e la coppia Ulizio/Carluccio non si realizzava ma i due gestori occulti del Pro Patria, mettendo in vendita l'incontro di Coppa Italia per una cifra pari a 150.000 euro, non potevano non essere forti della combine della partita, che avevano di certo già imbastito promettendo lauti compensi a qualcuno dei partecipanti all'evento sportivo, che fosse del Sassuolo o del Pescara".

"Dalle intercettazioni relative all'incontro Sassuolo-Pescara", scrivono quindi gli investigatori, "si evince che entrano in gioco una serie di accordi e trattative che daranno luogo poi alla combine Cremonese-Pro Patria e ad altre successive".

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