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Calcio

Perin, che caduta sulle 'marocchinate'. Poi le scuse ai tifosi del Frosinone

Il portiere del Genoa, nel giro della nazionale, nella bufera per un post che ricorda gli stupri della Seconda Guerra Mondiale

Una caduta di stile brutta e inaccettabile, che nemmeno l'alibi degli insulti provenienti dai tifosi del Frosinone può spiegare o giustificare. Mattia Perin aveva già avuto un rapporto difficile con i social network dopo l'infortunio al ginocchio che lo terrà fuori dall'Europeo; aveva risposto a una dura provocazione e la cosa era finita in Rete.

Adesso, però, lo scivolone è stato ben peggiore e rischia di appiccicargli addosso un'etichetta difficile da togliersi. Su Instagram - piattaforma su cui è attivo con diverse decine di migliaia di follower - il portiere del Genoa si è lasciato andare e ha tirato in ballo una delle ferite non ancora del tutto rimarginate della Seconda Guerra Mondiale.

 

Il post della vergogna

A Vallecorsa cambiò la storia, tuo nonno parla arabo... il mio fondò Littoria" ha scritto in risposta a un tifoso del Frosinone. Riferimento evidente (e anche circostanziato) alle celebri 'marocchinate', come vengono definiti gli stupri di massa commessi dai goumier francesi, soldati marocchini del Corpo di spedizione francese in Italia, durante la Grande Guerra.

Un evento storico raccontato nel film 'La Ciociara' di Vittoria De Sica con Sophia Loren e che portò alla luce decine di migliaia di storie dolorose, concluse spesso con la morte o mutilazioni o con gravidanze indesiderate. Ecco il riferimento - inaccettabile - del post di Mattia Perin che dopo qualche ora si è scusato sempre su Instagram.

Le scuse: "Commento totalmente fuori luogo"

Ecco il testo del messaggio di Perin: "Chiedo scusa a tutte le persone che ho offeso con il mio commento totalmente fuori luogo e per il quale sono rammaricato. Ho fatto erroneamente riferimento a fatti storici che non conoscevo appieno in tutta la loro tragica gravità. In un periodo non semplice a livello professionale, non ho avuto la lucidità per evitare di reagire a una serie di continue e gravissime provocazioni rivolte a me e alla mia famiglia".

"Tutto questo, ovviamente, non costituisce un alibi perché so di aver sbagliato sotto ogni aspetto e me ne assumo la responsabilità. Il dispiacere è reso ancora maggiore in quanto il mio atteggiamento non rispeccia i valori in cui credo e che cerco di perseguire". Parole a tono, dopo una caduta di stile che rischia di rovinare l'immagine di un giovane in rampa di lancio. 

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