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Olimpiadi 2026: sedi e impianti dove si svolgeranno tra Milano e Cortina

Lombardia e Veneto, così saranno divise specialità e prove. Pronto il 93% delle sedi di gara, il nodo San Siro per la cerimonia

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Giovanni Capuano

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Le Olimpiadi invernali 2026 assegnate dal Cio alla candidatura congiunta di Milano e Cortina si svilupperanno su quattro grandi centri e su una rete di impianti che al momento del verdetto di Losanna risultava già pronto per il 93% delle 14 sedi di gara, con una solo da costruire da zero, a Milano, in un progetto di riqualificazione per altro a carico di privati.

Saranno i Giochi dell'arco alpino, ma non solo. Milano ha coronato il suo sogno olimpico ed è destinata a ricoprire un ruolo centrale nel mese di Olimpiadi (6-22 febbraio 2026) e Paralimpiadi (6-15 marzo 2019). C'è il nodo di San Siro, stadio designato per la cerimonia inaugurale che diventerà quella con maggior seguito di pubblico insieme a Pechino 2022: Inter e Milan spingono per la costruzione di un nuovo impianto e per la demolizione di quello esistente.

La cerimona di chiusura, invece, sarà ospitata nella cornice ricca di fascino e storia dell'Arena di Verona, sito patrimonio dell'Unesco che in passato è già stato teatro di eventi sportivi come la conclusione del Giro d'Italia di ciclismo.

Delle 14 sedi di gare ce ne sono 10 già pronte e solo da ammodernare da qui al momento dell'accensione della fiaccola olimpica. Altre 3 saranno temporanee e il PalaItalia a Santa Giulia a Milano, che ospiterà l'hockey su ghiaccio, verrà completato con i suoi 15mila spettatori.

Le sedi delle gare in Lombardia

Oltre alla cerimonia inaugurale con l'accensione del braciere olimpico, Milano ospiterà le gare di pattinaggio e short track che si terranno al Mediolanum Forum d'Assago, la casa attuale dell'Olimpia di basket, un centro polifunzionale che in passato ha ospitato anche le gesta delle squadre milanesi di hockey su ghiaccio quando negli anni Novanta attiravano decine di migliaia di tifosi. Il Forum sarà ristrutturato per essere reso pienamente funzionale.

L'hockey su ghiaccio avrà come casa il PalaItalia in Santa Giulia, che poi sarà lasciato in eredità alla città di Milano come spazio polifunzionale, e il PalaSharp di Lampugnano su cui il Comune investirà perché sia ammodernato a partire dalla capienza.

In Valtellina verranno, invece, assegnate le medaglie dello sci alpino maschile usando la storica pista Stelvio di Bormio, già sede di Mondiali e discese di Coppa del Mondo, uno dei più bei tracciati esistenti nel circuito. A Livigno (Carosello 3000, Sitas-Tagliede e Mottolino) andranno gli eventi di snowboard e freestyle.

Le sedi delle gare in Veneto

Il resto del programma olimpico sarà in Veneto, con Cortina come cuore dell'avventura olimpica. Sulla pista delle Tofane, altro monumento dello sci alpino, si disputeranno le gare femminili e nella stessa location, che ha già ospitato i Giochi del 1956, è previsto il torneo di curling che avrà come sede il vecchio stadio olimpico con tribune in legno.

Bob, slittino e skeleton saranno di scena allo Sliding Center E. Monti, altra eredità del '56. Per tutti questi luoghi è prevista una profonda ristrutturazione seppure nel rispetto dei vecchi progetti.

Anterselva sarà la casa del biathlon utilizzando la Sudtirol Arena. A Piné, in un impianto esistente ma che verrà interamente coperto diventando il più alto d'Europa con i suoi 1.030 metri sul livello del mare, andrà in scena il pattinaggio di velocità. Lo sci di fondo vedrà Tesero come sede centrale e il salto con gli sci utilizzerà i trampolini già esistenti di Predazzo.

Il dossier del Coni che ha covinto il Cio prevede anche l'esistenza di due Medal Plazas, luoghi simbolici che ospiteranno le cerimonie di premiazione: una in piazza Duomo a Milano e una Cortina.

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