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Vernee Thor: lo smartphone Android che non ti aspetti

Ha potenza, personalità e un prezzo da best buy: scopriamo come si comporta il supereroe della startup cinese

Thor è un personaggio dei fumetti Marvel, famoso per destreggiare con estrema facilità e potenza il suo martello d’armi. Dare un nome del genere ad uno smartphone è dunque rischioso, perché ci si aspetta di trovare dinanzi un prodotto forte, duraturo, magari in grado di trasformare un’immagine sbiadita in una foto d’autore o un video tremolante in un trailer di Hollywood. Purtroppo la magia del “dio del tuono” con Vernee Thor c’entra ben poco.

Non fraintendete: il terminale della startup cinese non é per nulla da buttare, anzi al prezzo a cui viene venduto (su Amazon a circa 130 euro) può dare parecchie soddisfazioni. Questo non vuol dire che sia privo di pecche evidenti (come il giroscopio e gli auricolari, assenti) e la necessità di migliorare parti hardware (il lettore di impronte non è campione di precisione) ma la base da cui partire è davvero notevole.

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Hardware

Di serie ha un processore 64-bit octa-core MediaTek MT6753 a 1.3 GHz Cortex A53, in linea con i concorrenti nella fascia media di vendita (tra i 100 e i 200 euro). Si tratta di una CPU affidabile, che assicura buone prestazioni e un riscaldamento posteriore per nulla eccessivo. La RAM è da 3 GB mentre la memoria interna, espandibile, da 16 GB. C’è il Wi-Fi, l’LTE, il GPS ma non giroscopio, magnetometro e NFC. Almeno è dual-sim. Le dimensioni sono di 142 x 70,3 x 7,9 mm: non un campione si sottigliezza ma nemmeno un peso massimo. La batteria è da 2.800 mAh e si ricarica al 100% in meno di 2 ore grazie ad una sorta di ricarica veloce.

Schermo

Il display è da 5 pollici e ha un vetro di costruzione 2.5D. Questo vuol dire che ai lati è leggermente curvo, un particolare che ci è davvero piaciuto perché dona al telefono un’eleganza non così scontata su smartphone del genere. La risoluzione è forse un po’ bassina, visto l’HD a 720x1080 pixel, ma complice la diagonale e i 294ppi gli elementi visualizzati non soffrono di imperfezioni o problemi di sorta. 

Design

Come detto, lo schermo è un punto assolutamente a favore del Thor, così come il resto della costruzione esterna. Certo, non ha punti così alti di design, ma almeno il telefono si distingue dalla massa di cinefonini che affollano gli scaffali anonimi dei negozi. Sul retro trova posto la fotocamera con flash e subito dopo il lettore di impronte digitali, in pieno stile Huawei e Honor, anche se con risultati decisamente diversi. Grazie ad un recente aggiornamento del sistema, il riconoscimento è migliore di quanto non lo fosse in precedenza ma continua a peccare di precisione in più di un'occasione.

Software

Sorpresa: a bordo troviamo Android 6.0 Marshmallow. Si tratta dell’ennesima evidenza di quanto lentamente i big del settore introducano gli aggiornamenti più recenti su telefoni ancora validi e dalle specifiche tecniche per nulla sorpassate. Thor non monta hardware all’ultimo grido ma arriva già con l’ultimo OS di Google. Una strategia ottima che, a parità di condizioni rispetto ad altri telefoni, potrebbe segnare un punto decisivo a favore della cinese. Marshmallow è in versione praticamente stock, senza personalizzazioni da parte di Vernee se si eccettua per il launcher e un paio di menu. Installata c’è Uber, con cui Vernee ha un accordo grazie al quale usufruire di una corsa gratuita, e non c’è possibilità di eliminarla, al massimo si può nascondere da tutte le app.

Fotocamera

Croce e delizia dei cellulari della terra di mezzo, quella sul Thor è una fotocamera con sensore da 13 megapixel e apertura f/2.0. Non aspettiamoci meraviglie, le foto sono qualitativamente accettabili, peggio con poca luce. Anche i video, in FHD, restituiscono una buona frequenza e rate, assolutamente nella media. 

Conclusioni: perché si

Non sentirete parlare di Vernee in giro e potrebbe essere un bene. Per sorprendere, l’azienda ha deciso di vendere a 119 dollari, che in Italia si traducono in più o meno 130 euro, uno smartphone interessante, con personalità e dotato di un hardware che è in grado di far girare app e giochi senza particolari problemi.

Conclusioni: perché no

Vada per il prezzo da low-cost, ma ci sono alcuni elementi che nel 2016 dovrebbero essere presenti a prescindere. Tra questi il giroscopio che, volendo usare un comune visore compatibile per la realtà virtuale, è quello che permette di girare la testa per cambiare la visuale. Beh, sul Thor non potete farlo. Non c’è nemmeno l’NFC per l’accoppiamento veloce e nella confezione mancano gli auricolari. Si tratta di pecche che, su un’esperienza globale, hanno il loro peso. Se non vi interessa la realtà virtuale, non avete accessori NFC e siete pieni zeppi di auricolari e cuffie allora potete tranquillamente passarci su. Non contate ciecamente sul lettore di impronte: anche dopo l'update fa spesso cilecca.

Considerate che, ad oggi, Vernee non è presente in Italia, quindi nella malcapitata ipotesi in cui qualcosa (hardware o software) dovesse andare storto e non foste in grado di porre rimedio da soli (o con qualche amico smanettone) vi ritroverete tra le mani un accessorio da salotto, tanto trendy quanto inutile. 

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