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Galaxy Note7: 5 cose da sapere sullo scanner dell’iride

Samsung ha spiegato nel dettaglio in che modo il sensore del nuovo smartphone riesce a riconoscere lo sguardo delle persone

Vale ancora la pena passare da una generazione di smartphone a quella immediatamente successiva? Le grandi compagnie, si sa, presentano i loro nuovi prodotti con novità spesso irrisorie, minime, che spingono sempre più le persone ad accontentarsi di quello che hanno già.

Ma qualcosa si sta muovendo. Ricordiamo il 3D Touch di Apple, che rinnova il rapporto tra utente e display, oppure le doppie lenti del P9 di Huawei, che avvicinano sempre di più smartphone e fotografia professionale. Il terzo, più concreto, spiraglio verso la nuova era della telefonia mobile ci viene dato da Samsung, con il riconoscimento dell’iride sul nuovissimo Galaxy Note7 (qui la nostra anteprima).

Fotocamera + sensore + LED

A spiegare come funziona questa nuova tecnologia è proprio Samsung, che sul blog ufficiale ha descritto nel dettagli il funzionamento dell’iris scanner. In primis, il pannello frontale del Note7 è il primo al mondo a integrare non solo una fotocamera che serve sia per scattarsi selfie ma anche un sensore per riconoscere l’iride e un LED a infrarossi, sfruttato per identificare meglio l’utente anche in condizioni di scarsa luminosità. Un LED che è leggermente diverso da quello presente al fianco della camera posteriore di tanti smartphone o sull’apice del telecomando del televisore di casa. 

Un raggio potente che però non fa male agli occhi

Questo è infatti certificato con il grado più alto della normativa IEC 62471, che vuol dire nessun rischio alla salute dell’occhio, anche a seguito di diverse esposizioni nel corso della giornata. Anzi, il Note7 è in grado di disattivare il LED se valuta l’occhio troppo vicino al sensore, oppure se si passa troppo tempo davanti alla luce emessa in fase di riconoscimento.

Cos’è l’iride

Molto interessante capire poi che parte dell’occhio lo scanner prende in considerazione per l’autenticazione. L’iride è la sezione più esterna della pupilla, quella circolare e colorata (tanto da far dire “hai gli occhi verdi” oppure “neri” o “azzurri”) che si apre e chiude quasi fosse l’obiettivo di una fotocamera, per regolare l’ingresso di luce nella retina.

Ogni persona sviluppa il suo iride in età giovanissima e non lo cambia mai più. Si tratta di un elemento specifico e peculiare di ognuno, in pratica irripetibile. Per questo uno strumento in grado di memorizzarlo e riconoscerlo è quanto più sicuro vi sia oggi, almeno per il pubblico consumer. Non è un caso se Samsung abbia già sviluppato la tecnologia dell’iride sul suo Galaxy Tab Iris, venduto in India ma solo alle autorità di governo.

Come si imposta lo scanner

La procedura di salvataggio dell’iride è molto simile a quella necessaria per impostare la lettura delle impronte digitali. Si entra nelle impostazioni di sicurezza e si sceglie appunto lo sblocco con l’iride; a questo punto una guida passo dopo passo segue il settaggio dello sguardo, che dura davvero pochi secondi. C’è da dire che per attivare lo sblocco, bisogna anche scegliere una misura di sicurezza alternativa, come il pin o lo schema di trascinamento, perché qualora il Note7 non dovesse riuscire a riconoscervi, dovete essere in grado di entrare nel telefono in un altro modo.

Il vantaggio dell’iper-protezione

Ma a cosa serve impostare la lettura dello sguardo? Non basta già la protezione di password o impronte? Si, ma in teoria questa metodologia, come detto, è pressoché inimitabile. Permette inoltre di assicurare non solo l’ingresso al dispositivo ma anche ad applicazioni e contenuti particolari.

Ad esempio c’è Secure Folder, una cartella che, se protetta, consente di tenere alla portata del solo possessore una serie di app e contenuti multimediali, che diventano disponibili solo dopo aver letto l’iride. Poi c’è Samsung Pass, una funzione con cui accedere velocemente ai siti web supportati che richiedono una password, semplicemente usando l’autenticazione biometrica. Dove è disponibile, lo scanner può essere implementato anche per finalizzare operazioni di home banking o attraverso Samsung Pay.

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