Sky-Premium, ecco perché converrebbe a entrambe
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Sky-Premium, ecco perché converrebbe a entrambe
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Sky-Premium, ecco perché converrebbe a entrambe

Un report di Mediobanca riaccende i riflettori sulle ipotesi di fusione o alleanza. Con vantaggi soprattutto sul fronte dei diritti tv del calcio

Premium ha un nuovo appeal, ma Sky é più solida: per questo, se Mediaset e NewsCorp decidessero di deporre l’ascia e mettere fine alla lunga guerra combattuta da anni sul terreno dei diritti tv del calcio, la possibile alleanza che ne deriverebbe porterebbe benefici a entrambi i gruppi. Anche (e forse soprattutto) al di fuori dei canali dedicati al pallone A dirlo, in un report pubblicato ieri e al quale sono seguite precisazioni, commenti, interpretazioni, rumors, ma nessuna smentita ufficiale, è Mediobanca Securities.

Non è la prima che si rincorrono indiscrezioni circa fusioni o partnership tra i due big della tv commerciale: meno di un mese fa un altro documento, della società di media consultancy Bernstein, caldeggiava la stessa ipotesi. E nel corso delle ultime settimane qua e là si sono intravisti segnali di distensione lanciati dall’una e dall’altra sponda, con il picco rappresentato dalle dichiarazioni di Piersilvio Berlusconi contenute nell’ultimo libro di Bruno Vespa Italiani voltagabbana: “Credo che le voci su nuovi canali in chiaro di Sky siano una bufala” ha detto Berlusconi jr “Il loro core business è la tv a pagamento: che senso avrebbe farsi male da soli?” Concetto sensato, teso a proteggere una quota rilevante del palinsesto di casa - i canali generalisti Dtt - ma contemporaneamente non ostile a possibili alleanze su quelli a pagamento.

Questa volta, però, lo scenario disegnato da Mediobanca arriva a pochi giorni dalla doppia svolta che ha aperto ufficialmente la nuova stagione del mercato della pay-tv in Italia. Cologno Monzese ha annunciato lo scorporo, a partire dal primo dicembre, di Premium da Mediaset. La nuova entità stand-alone vale due milioni di abbonati, dato in lieve ripresa, e dopo aver rincorso invano un’alleanza operativa prima con BeIn Sports del gruppo Al Jazeera, poi con la stessa capofila qatariota e infine con Vivendi, ha trovato nella spagnola Telefonica un importante azionista di minoranza (per l’esattezza all’11,1 per cento) e un possibile partner operativo nei contenuti via banda larga in grado di contrastare l’imminente arrivo di Netflix.

Murdoch potrebbe liberarsi dai vincoli del digitale. E insieme le due società avrebbero il quasi monopolio dei contenuti premium in uscita, a fronte di una minor spesa di aggiudicazione in entrata

Dal canto suo le pay tv della famiglia Murdoch hanno completato la riorganizzazione delle loro attività europee sotto il cappello societario unico della britannica BSkyB e adesso schierano economie di scala importanti, un fatturato da quasi 14 miliardi di euro e un parco abbonati da 20 milioni di persone, circa 4,6 delle quali in Italia. Il momento più adatto per cercare nuove sponde, possibilmente però senza forzare sull’indebitamento già corposo e figlio soprattutto delle acquisizioni di diritti tv del calcio in tutta Europa, che non a caso sul digitale sono state subappaltate al pacchetto Premium tramite FoxSports e FoxSports Plus.

Ai piani alti di via Salaria non hanno mai nascosto la volontà di liberarsi dei vincoli del satellite e di puntare alle frequenze del digitale terrestre, la vera arma in più di Mediaset, insieme ai costosi diritti tv della Champions’ League per il prossimo triennio. Sport a parte, numerose sinergie sarebbero possibili anche sul fronte delle acquisizioni di serie tv e film library, dove a oggi - data la piattaforma differente sulla quale viaggiano - i due gruppi scontano una sovrapposizione pressoché totale.

Diritti tv

La suddivisione dei diritti televisivi tra le squadre di serie A nel campionato in corso e la simulazione sul prossimo triennio (Fonte: Tifosobilanciato.it)

Infine non sono da sottovalutare i cosiddetti vantaggi input-output: “Il settore della tv a pagamento si sta evolvendo rapidamente poiché l’interesse delle compagnie telefoniche per i contenuti premium sta aumentando quasi dappertutto” conclude il report di piazzetta Cuccia “Ciò costituisce una notizia positiva per i broadcaster dal momento che il valore dei loro asset pay potrebbe aumentare significativamente nel breve termine, traducendosi in un altrettanto significativo incremento dei prezzi per l'acquisto dei diritti premium” a fronte di una più che probabile minor spesa nell’aggiudicazione. Insomma, Antitrust permettendo “a un certo punto i due concorrenti potrebbero trovare un accordo che metta fine a questa guerra estremamente costosa, cosa che rappresenterebbe un fatto positivo per entrambi”.

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