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Il lavoro si sposta online: grafici, designer, traduttori e dove trovarli

Nasce il sito Digitazon per unire la domanda e l'offerta di servizi digitali, mettendo in contatto freelance con professionisti e imprese

Un'azienda, uno studio di professionisti, un'attività grande come una molto piccola possono avere esigenze improvvise e inaspettate: trovare qualcuno capace di disegnare un logo, realizzare un sito web, scrivere un contenuto, per esempio per i social network o per annunciare un nuovo prodotto. Noi stessi, per qualunque motivo, anche solo sovrapposizione di troppi compiti o semplice pigrizia, potremmo aver bisogno di una traduzione da una lingua all'altra, di qualcuno in grado di sistemare un foglio Excel strapieno di dati o confezionare una bella copertina per la tesi di laurea alla quale abbiamo lavorato così a lungo. Persino ritoccare un'immagine o trascrivere una registrazione.

A queste e a centinaia di altre esigenze risponde Digitazon, un sito che si presenta come il primo mercato italiano per i servizi digitali. Vuole connettere freelance di ogni tipo con chi può avere necessità di loro. E non è un caso che il suo lancio ufficiale coincida con il Primo Maggio, la festa dei lavoratori. Per sottolineare la continuità tra ossequio al passato e un nuovo presente di smart working, in cui tutto è disponibile attraverso internet, con pochi clic. Anche ciò che prima andava affidato a intermediari, agenzie e dintorni.

Digitazon

«La nostra missione è accelerare in modo pratico ed efficace la trasformazione digitale in Italia, rendendo più facile l'interazione tra gli attori dell'ecosistema imprese» dicono senza nascondere le loro ambizioni i tre fondatori della piattaforma, tutti under 30: Andrea Zangiacomi (29 anni), Angelica Peretti (28 anni) e Saverio Mirto (28 anni).

A livello pratico, Digitazon ha un funzionamento interessante, riassumibile in tre pilastri: una volta trovato il professionista e presi accordi con lui, lo si paga dopo che il lavoro è stato approvato; non ci sono costi nascosti, né tariffe orarie o altre commissioni; il contatto con il freelance è diretto, così si sfoltiscono lungaggini e burocrazie e si evitando fraintendimenti sul contenuto del lavoro.

«Come esempi guardiamo ad Amazon, eBay e Zalando: aziende che hanno creato piattaforme online che hanno cambiato il modo di fare shopping. Lo facciamo perché vogliamo che le aziende italiane possano lavorare con i freelance, coinvolgendoli nelle proprie attività, con la stessa facilità con cui si utilizza un e-commerce» spiega a Panorama.it Andrea Zangiacomi, Ceo di Digitazon.

«Il mercato del lavoro sta subendo una rivoluzione. Ci sono milioni di persone in tutta Europa che lavorano nella gig economy» aggiunge Angelica Peretti, responsabile marketing del sito. «Questo» aggiunge «è uno dei segmenti che sta crescendo maggiormente nel mercato del lavoro. È un cambiamento generazionale, infatti sono i Millennial i più propensi a valutare la flessibilità rispetto alla sicurezza di un posto fisso. È ragionando su questi scenari, che abbiamo avuto l'idea di Digitazon».

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