Salute

Ovociti creati in laboratorio: possibile svolta per chi ha problemi di fertilità

Resta da capire se sarà possibile fecondarli e ottenere embrioni sani

ovocita

Marta Buonadonna

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Gli ovociti, le cellule uovo femminili, normalmente si sviluppano e crescono all'interno dell'ovaio. Uno studio appena pubblicato sulla rivista Molecular Human Reproduction, ha dimostrato che è possibile completare questo processo di maturazione in laboratorio.

Come funziona

Le donne nascono con uova immature nelle loro ovaie che possono svilupparsi completamente solo dopo la pubertà. Prelevando da volontarie sane cellule uovo immature contenute nelle cellule follicolari che rivestono l'ovaio è stato possibile farle sviluppare in laboratorio fino a uno stadio in cui potrebbero essere fecondate da spermatozoi. La procedura richiede un attento controllo delle condizioni di laboratorio tra cui i livelli di ossigeno, gli ormoni, le proteine che stimolano la crescita.

Perché è importante

Le donne adulte possono congelare le uova mature, o persino gli embrioni, prima di iniziare un trattamento per la cura di un tumore, ma questo non è possibile per le ragazze con tumori infantili. Al momento l'unica opzione plausibile per loro consiste nel congelamento del tessuto ovarico prima del trattamento, che viene poi reinserito e messo a maturare anni dopo se la paziente desidera avere figli propri. Se però il campione di tessuto congelato dovesse presentare delle anomalie, il procedimento potrebbe rivelarsi troppo rischioso. E' in questi casi che essere in grado di far maturare gli ovociti in laboratorio rappresenterebbe un'opzione più sicura.

In pratica i risultati presentati dai ricercatori dell'Università di Edimburgo potrebbero prefigurare un modo per preservare la fertilità delle donne che sono state colpite dal cancro e hanno dovuto subire i conseguenti trattamenti anche in giovanissima età.

I limiti del procedimento

Dopo 30 anni di tentativi questo è un risultato davvero storico. Ma c'è ancora molto lavoro da fare prima di poter cantare vittoria, cioè prima di essere sicuri che il procedimento possa davvero essere usato a livello clinico. Tanto per cominciare il processo messo a punto non è affatto efficiente: solo il 10% delle uova è riuscito a completare efficacemente la maturazione. Inoltre nessuna è stata fecondata quindi non si può sapere quanto il procedimento sia davvero praticabile per il concepimento.

Altri gruppi di ricerca sono stati in grado di eseguire parti del processo di maturazione e in precedenza è stato già fatto su animali, ma in quel caso il tessuto ovarico è molto più abbondante e fornisce perciò più uova che potrebbero maturare con successo.

Infertilità e menopausa

Oltre alle giovani colpite da tumore, il nuovo approccio potrebbe aiutare altre categorie di donne, a cominciare da quelle che non ovulano naturalmente e non rispondono ai trattamenti ormonali usati nella fecondazione assistita per stimolare la produzione di ovuli da impiantare. E per le donne in menopausa? E' presto per dirlo, ma secondo Evelyn Telfer, che ha condotto il team di ricerca, "sarebbe difficile ottenere in queste donne tessuto ovarico che contenga un numero sufficiente di cellule uovo".

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