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Scienza

Città rumorose e musica a tutto volume: udito a rischio

Un miliardo di giovani a rischio sordità. Così l'inquinamento acustico fa invecchiare le nostre orecchie

Si è celebrata pochi giorni fa la giornata mondiale dell'udito. E' stata l'occasione per lanciare l'allarme sui rischi che noi tutti corriamo di perderlo o comunque di subire dei danni al suo corretto funzionamento. I dati dell'Oms ci ricordano che la perdita di udito ha un costo annuo a livello globale pari al prodotto interno lordo dei Paesi Bassi (750 miliardi di dollari), la maggior parte dei quali è dovuta a costi sociali. Chi sente poco ha il doppio delle probabilità di restare senza lavoro in Europa e chi lo trova guadagna anche il 50% meno degli altri negli Usa.

Altolà al rumore
Il primo punto nella lista delle azioni di prevenzione è la protezione dai rumori forti, segue la necessità di identificare tempestivamente e curare le infezioni alle orecchie, altra causa di perdita di udito. Il rumore è indubbiamente un grosso problema dei nostri tempi e chi vive nelle metropoli del mondo ne sa qualcosa. Aree urbane come Guangzhou, Nuova Delhi, Il Cairo e Istanbul al top della classifica delle più rumorose, forse non a caso sono quelle dove l'udito degli abitanti è peggiore, mentre città che hanno saputo limitare l'inquinamento acustico, come Zurigo, Vienna, Oslo e Monaco di Baviera, fanno registrare livelli più bassi di declino dell'udito.

A fornire questi dati è la Mimi Hearing Technologies, società tedesca che ha somministrato un test dell'udito a 200.000 persone tramite una app scaricata sugli smartphone. Il suo amministratore delegato, Henrik Matthies, ha dichiarato all'agenzia di stampa francese AFP: "Il fatto che l'inquinamento acustico e la perdita dell'udito abbiano una correlazione così stretta indica l'esistenza di una relazione intricata tra i due". I ricercatori dell'azienda, insieme a quelli dell'ospedale universitario Charité di Berlino, hanno costruito due database separati. Il primo metteva insieme informazioni fornite dall'Oms e dal gruppo di ricerca tecnologica norvegese Sintef per creare una classifica delle città del mondo in base al loro livello di inquinamento acustico. L'altro database è stato composto con i dati geolocalizzati degli utenti che hanno scaricato l'app e fatto il test dell'udito, dichiarando il proprio sesso e l'età.

Un udito da vecchietti
Nella classifica di 50 grandi città del mondo, dopo Guangzhou in Cina e Il Cairo, in Egitto, la terza peggiore è Parigi, seguita da Beijing, Delhi, Hong Kong e Barcellona. Quindi arrivano Shanghai, Mumbai e infine chiude la top ten Los Angeles. L'Italia compare al 20° posto con Roma e al 33° con Milano. Tra le città più silenziose troviamo invece Zurigo, Dusseldorf, Monaco di Baviera, Oslo, Vienna, Seoul, Stoccolma, Amsterdam, Liverpool e Stoccarda.

Storditi dal rombo delle tangenziali, dalle trivelle dei lavori stradali, da sirene e clacson che imperversano a tutte le ore, come se la cavano nel test dell'udito gli abitanti delle città più rumorose del mondo? Per rendere l'idea del danno provocato dal rumore al quale siamo tutti sottoposti, i ricercatori hanno indicato quanti anni in più di noi dimostra il nostro udito. Così se avete 40 anni e abitate a Delhi, il caso peggiore, il vostro udito è più vecchio di voi di 19 anni: ne dimostrate quindi 59. Va detto che in nessuna città, nemmeno la più virtuosa, si scende sotto i 10 anni in più rispetto all'età anagrafica, quindi anche a Zurigo non stanno messi poi benissimo.

Abbassa il volume
Secondo l'Oms, però, c'è un'altra causa di perdita di udito che va affrontata e possibilmente prevenuta: più di un miliardo di giovani in tutto il mondo potrebbero essere a rischio perché ascoltano musica con cuffie e auricolari, oppure in discoteca, a volume troppo alto. "Quasi la metà di tutti gli adolescenti e giovani adulti (12-35 anni) nei paesi a medio e alto reddito sono esposti a livelli pericolosi di rumore dall'uso di dispositivi audio personali e circa il 40% di essi sono esposti a livelli di rumore potenzialmente dannosi in club, discoteche e bar", si legge in un rapporto dell'Oms.

Cosa possiamo fare per arrestare il declino del nostro udito, senza dover diventare asceti o eremiti? Per prima cosa limitare il volume dell'iPod al 60% e non andare mai oltre. Evitare l'esposizione a rumori sovrapposti, particolarmente dannosi per le orecchie. Mettere dei tappi per le orecchie quando si è esposti a contesti rumorosi o si usano attrezzi che fanno parecchio baccano. Indossare cuffie antirumore per bloccare via tutti i rumori fastidiosi per esempio quando si viaggia o anche quando si lavora in un ufficio dove c'è molta confusione, che nuoce all'udito oltre che alla concentrazione.

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