Nel momento più delicato per la monarchia britannica degli ultimi decenni, tra scandali irrisolti, fratture familiari mai sanate e un’opinione pubblica sempre più critica, il principe William avrebbe deciso di affidarsi a una figura esterna, esperta di gestione delle crisi, per proteggere il futuro della Casa reale.
Chi è Liza Ravenscroft, la donna delle emergenze
Professionista schiva e poco incline alla ribalta, Liza Ravenscroft è considerata una delle crisis manager più efficaci del Regno Unito. Specializzata in comunicazione strategica e contenimento reputazionale, avrebbe lavorato in passato per grandi istituzioni e figure pubbliche travolte da scandali mediatici complessi. Il suo metodo è noto per essere pragmatico e poco sentimentale: analisi dei rischi, messaggi unificati, silenzi calibrati. Una scelta che segnala la volontà di William di spostare la gestione dei Windsor su un piano più aziendale che dinastico.
Il dossier Andrea
Il caso del principe Andrea resta uno dei punti più critici per la monarchia. Anche se formalmente ai margini della vita pubblica, la sua presenza continua a rappresentare un rischio costante per l’immagine dei Windsor. Il compito di Ravenscroft, in questo scenario, sarebbe quello di congelare definitivamente ogni possibile riemersione del caso, limitando esposizioni, apparizioni e ambiguità comunicative. Non una riabilitazione, ma un contenimento rigoroso, pensato per evitare nuove fratture tra Palazzo e opinione pubblica.
Harry e Meghan
Più complesso il capitolo che riguarda Harry e Meghan, perché non si tratta solo di scandali, ma di una narrazione alternativa che compete direttamente con quella ufficiale della monarchia. Interviste, libri, docuserie hanno trasformato la frattura familiare in un racconto globale. Qui la strategia non sarebbe lo scontro, bensì il raffreddamento: ridurre la reattività di Buckingham Palace, evitare risposte emotive, smontare il conflitto per sottrargli centralità mediatica. Un lavoro di lungo periodo, che richiede disciplina e coerenza.
La visione di William per una monarchia del futuro
L’ingaggio di una crisis manager segna un passaggio simbolico importante. William sembra voler costruire una monarchia più moderna, meno istintiva, capace di reggere la pressione di un mondo iperconnesso. In gioco non c’è solo l’immagine dei Windsor, ma la credibilità stessa dell’istituzione monarchica nel XXI secolo.
